Martedì, 21 Settembre 2021
Economia

Jambo Trilogo della Ue ha dato un primo ok alla nuova Pac fino al 2027

Notizia di poco conto, normale procedura, se vista nell’ottica della tradizionale fase legislativa europea dopo la deroga della vecchia PAC del 2014 anche al biennio 2021-2022 causa possibilità di trovare accordi fra i 27 paesi su nuove misure e azioni. Notizia di grande interesse per Ceves-Ovse www.osservatorio.ovse.org visto che qualche cosa si muove nella platea legisltativa agraria europea e nell’ottica che già Ceves più volte sulla pagine digitali e testate nazionali  ha espresso da anni. erano gli anni 2011-2014 e già si parlava in seno alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo di una modifica e innovazione della Pac in quanto norma di base e impostazione strategica utilizzata per 25 anni. la agricoltura europea è fortemente cambiata dagli anni ’90 del secolo scorso a anni zero del nuovo millennio.

Come Ceves avevamo formulato già a fine settenato del 2014 una proposta innovativa basta su tre grandi modifiche: una diversa impostazione di assegnazione fondi e aiuti del 1° pilastro fra agricoltura estensiva e intensiva; la introduzione di un 3° pilastro dedicato solo alla sostenibilità agro-alimentare; una diversa accezione e accesso ai fondi nazionali in base a progetti di macro area o interegionali per gli stessi temi o prodotti soprattutto quelli qualificati e riconosciuti asset da ogni singolo paese.

Non sembra che tutto sia stato accolto nelle formulazioni che abbiamo presentato già oramai quasi 10 anni fa, ma la notizia sembra vera e interessante: la nuova Pac 2022-2027 prevede una forte identità e peso dell’”agricoltore” più che della agricoltura in certi aspetti e formule attraversa la individuazione di diritti dei lavori e lavoratori dei campi siano essi braccianti-dipendenti che pure piccoli imprenditori e imprese famigliari. Secondo importante decisione nell’ultima trattativa del Jambo Trilogo: la condizione di socialità civile del lavoratore e imprenditore agricolo in ambiti specifici di tutela e valore del territorio e della produzione.

Bingo! Grande successo si potrebbe dire…..ma le sorprese in Europa ci sono sempre state. Il Jambo è già un grande risultato perchè vede la triarchia europea di governo seduta allo stesso tavolo a decidere: Consiglio d’Europa, Parlamento e Commissione. Ma poi c’è il Consiglio dei primi ministri che può stravolgere anche tutto. Quindi sulla carta un grande successo e una grande dichiarazione di intenti, strategici e politici, che non fanno altro che “fotografare” una realtà agricola europea che esiste da tempo , da sempre differenziata ma che deve essere misurata, aiutata e indirizzata in una formulazione comunitaria unica come stabiliscono i trattati europei da Roma in poi. E’ un po’ la risposta alla resilienza e alla condivisione finanziaria scaturita con la Next Generation UE. Ciò non toglie che il dossier finale deve essere letto e riletto per capire che cosa si intende veramente per l’Europa “ condizionalità sociale e diritti dell’agricoltore” in una fase contestuale della PAC. Quello che mi fa ben sperare è la scelta di un “pilastro2 autonomo ad hoc sul tema: occorre ora vedere quanti miliardi di euro sono messi a regime nei 5 anni e dove questi miliardi sono recuperati, coordinati con gli altri già assegnati nei due pilastri tradizionali, quali parametri tecnici i “burocrati” di Bruxelles tireranno fuori nel legare dimensione economica aziendale, valore produttivo regionale, azione ambientale e diritti sociali fra secondo e terzo pilastro. Speriamo che non si parli di qualche decina di milioni di euro per tutti i 27 Paesi…come contentino!   

Trattativa che ci piace, ma aspettiamo a leggere la stesura definitiva approvata dai Capi di Governo e le “circolari regolamentari” della direzione agricoltura della commissione. Al momento grande fiducia e grazie al presidente Paolo De Castro per l’impegno, credo, profuso in tal senso anche grazie ai nostri interventi di agronomi-economisti            

Appena abbiamo il testo definitivo ne commenteremo i contenuti. Noi confermiamo che la vera agricoltura europea continentale si tutti insieme, stessi parametri e funzioni basilari, ma azioni e misure diversificate in base al prodotto e alle macro-regioni produttive nazionali ed europee con un punto di riferimento certo: più attenzione al mercato per l’agricoltura sostenibile e innovativa, più attenzione alla funzione e condizione sociale-civile dell’agricoltore in zone svantaggiate e vulnerabili, più attenzione al reddito dell’operatore agricolo residente fisso e mono-reddito con anche funzioni diversificate rispetto al prezzo del prodotto sul mercato per alcune imprese di grandi dimensioni.    

Giampietro Comolli  

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