«L'agricoltura alla gogna sulla tv di Stato»

Gasparini: «Mentre sfamano il Paese gli agricoltori muoiono due volte»

«Ci abbiamo provato con le ragioni della scienza, con il fioretto della diplomazia. Nulla. Ieri sera, 13 aprile, su Rai tre è andato in onda l’ennesimo attacco agli allevamenti e all’agricoltura nonostante che come Agrinsieme avessimo scritto anche il 4 aprile al presidente della Rai e per conoscenza al Ministro dell’Agricoltura, dopo che due trasmissioni (Sapiens, la puntata del 28 marzo 2020 e “Indovina chi viene a cena” del giorno successivo) avevano già diffuso un messaggio pericolosamente distorto sul tema»: inizia così il comunicato di Confagricoltura. «Lo stesso mantra è stato riproposto da Report la sera di Pasquetta spingendo il telespettatore a sviluppare immotivate paure e ragionamenti basati su teoremi precostituiti, completamente avulsi da un’oggettiva analisi dei dati e delle situazioni. Lo schema narrativo è stato molto simile a quello già proposto e che proprio facendo leva sul clamore, la paura e l’informazione taciuta punta ad ottenere e ottiene, audience. L’informazione è altra cosa. L’Ispra certifica che tutta l’agricoltura italiana impatta per il 7% sulle emissioni di gas serra (di cui poco meno del 5% dovuto alla zootecnia e il 2% alle coltivazioni) mentre i trasporti per il 24% e l’energia per il 57%.  Altro dato: tutte le emissioni di gas serra di tutto il sistema agricolo dal 1990 al 2015 sono rimaste costanti (nel 1990 erano il 25% di Co2 equivalente, oggi il 20%, mentre nello stesso arco di tempo l’agricoltura ha dato da mangiare a 2.5 miliardi di persone in più). Ma in queste trasmissioni i dati sono stati piegati in passaggi logici, che non reggono neppure ad una prima analisi, per poter malevolmente additare l’agricoltura tra i principali responsabili dell’inquinamento del pianeta e addirittura accostare l’attività agricola, in particolare l’allevamento, in maniera davvero improvvida allo sviluppo della pandemia di Covid-19.  Il tutto ingenerando confusione tra i nostri allevamenti e quelli di Paesi lontani che non soddisfano certo tutti gli elevatissimi standard in materia sanitaria, veterinaria e di benessere animale che sono da anni imposti in Unione europea».

«Tutto ciò è a dir poco ingiustificabile ed inaccettabile – sottolinea Giovanna Parmigiani, allevatrice piacentina e componente di Giunta nazionale di Confagricoltura.  E’ un danno perpetrato ad operatori seri e responsabili che, come sempre fanno, stanno garantendo gli approvvigionamenti alimentari a beneficio di tutta la collettività, anche e soprattutto in questo periodo, fronteggiando mille difficoltà a partire dal dover lavorare contrastando la diffusione del contagio adottando i necessari protocolli, reperendo manodopera e facendo fronte alla inedita esperienza della limitazione delle movimentazioni. Non ci possiamo permettere di rischiare la vita lavorando in azienda e ottenere questi schiaffi da chi mangia il cibo che produciamo». Neppure Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza, usa mezze misure: «Se la Tv di stato è questa, in momenti di emergenza, il Paese è morto. Noi allevatori abbiamo l’obbligo di certificare i capi morti in stalla rendendone ragione e prendendoci la colpa delle statistiche delle morti in allevamento. Nel momento in cui ci si negava l’acqua per le coltivazioni abbiamo tenuto in vita i pesci nei torrenti rispettando i più bislacchi parametri del minimo deflusso vitale. E poi dobbiamo sopportare, nel dramma di questi giorni, anche queste aberrazioni. Come si fa – prosegue Gasparini – a sostenere che l’aerosol, tutto da dimostrare, di 4 botti agevola la pandemia e collocare nel bresciano la dimensione di ragionamenti che riguardano una catastrofe mondiale?! È un’aberrazione scientifica e, ancor prima, semplicemente logica. Oltretutto riferendosi a spandimenti che sono rigidamente normati per legge. E bene ha fatto l’Assessore all’Agricoltura della Lombardia Fabio Rolfi a sottolineare come con un sapiente taglia e cuci la sua intervista sia stata distorta. L’operazione è stata sistematicamente condotta su tutta la narrazione della puntata. Il risultato andato in onda per mezzo della Tv di Stato è un alto tradimento perché è lo Stato che tradisce i suoi cittadini migliori. Gli allevatori muoiono oggi due volte: nell’animo, perseguitati e ingiustamente accusati nonostante grazie al loro operato stiano garantendo la stabilità sociale e negli ospedali dove arrivano ammalati e dove lo tsunami della pandemia non è stato adeguatamente fronteggiato con strutture e presidi preparati per tempo». Confagricoltura Piacenza aveva più volte in passato ripreso i dati puntuali che scientificamente evidenziano l’inconsistenza delle tesi presentate da queste trasmissioni: basti pensare all’anidride carbonica sottratta dai foraggi e dalle coltivazioni vegetali, all’importante riduzione di Co2 per kg di carne e latte prodotto dagli anni ‘70 ad oggi. Tutta la produzione di carne nazionale è responsabile solo del 3,5% delle emissioni di gas serra.

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«Se non fosse per i miei figli ancora piccoli e che hanno ancora bisogno di me – conclude scorato Gasparini – avrei meno paura di morire perché non vale la pena vivere in un Paese come questo. Non si può combattere una vita intera con la condanna e contro un pensiero che ha in odio lo sviluppo e l’impresa anche quando fornisce il bene primario del cibo».

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