L'assessore Mammi incontra a Piacenza il consiglio di Confagricoltura regionale

Gasparini, guidando la delegazione in visita alle rive di Sant’Agata: chiediamo lo scioglimento degli impedimenti alla produzione. Le opere sono indispensabili così come l’essenzialità nelle norme

L'incontro

Confagricoltura Emilia Romagna ha organizzato oggi, 23 luglio, a Piacenza una tavola rotonda con l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, per sottolineare la forza di questa città nella difficile fase di ripresa economica e condividere una road map per la ripartenza del settore. Dai dirigenti di Confagricoltura Emilia Romagna arriva forte la richiesta di un PSR che aiuti prima di tutto l’impresa. «Serve una programmazione dei contributi europei che ridia all’agricoltore dignità economica, in un momento in cui il reddito agricolo è reso ancora più precario dagli effetti del covid e dalle avversità climatiche – ha chiarito il presidente regionale Marcello Bonvicini -. I nodi da sciogliere nella nuova programmazione agricola dell’Emilia-Romagna sono: semplificare le domande di contributo, accorciare gli iter autorizzativi e scongiurare ulteriori vincoli e aggravi di spesa per l’imprenditore; ridurre il numero dei bandi e delle misure per concentrare gli stanziamenti e indirizzare gli investimenti sia nell’innovazione tecnologica che nell’economia circolare, guidando così la modernizzazione verso l’agricoltura 4.0; sostenere la ricerca e la sua applicazione in azienda, accelerando sulla formazione, informazione e digitalizzazione della classe imprenditoriale agricola; favorire la creazione di reali accordi di filiera e operare attraverso gli strumenti di ingegneria finanziaria, per amplificare e gestire al meglio le risorse sempre minori; rivedere le modalità di utilizzo dei contributi da destinare all’agricoltura integrata e biologica».  «In questi mesi difficili ci siamo impegnati molto sull’accelerazione dei pagamenti – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Ci siamo resi conto durante il Covid che al centro delle priorità delle persone ci sono la salute e il cibo: l’autosufficienza alimentare è il presupposto fondamentale anche di natura politica e democratica. Bisogna fare in modo che il tema dell’agricoltura torni al centro del dibattito sociale e culturale del Paese. Il nostro PSR ha funzionato e abbiamo distribuito molte risorse, ma dobbiamo fare ancora di più, rendendo ancora più efficaci le misure e garantendo le giuste risorse a quegli ambiti che ne hanno davvero necessità». La mattinata si è conclusa con la visita alla traversa di Sant’Agata, sul fiume Trebbia a Rivergaro, un’opera irrigua di importanza nevralgica per il territorio, che alimenta circa 1.000 ettari di terreni coltivati prevalentemente a pomodoro da industria. «In questa area occorre un intervento risolutivo. Senz’acqua non si produce e per farlo serve una visione dell’agricoltura che consenta un’attività fluida e dia fiducia alle imprese che già operano per lo sviluppo economico. Chiediamo lo sblocco dei vincoli che limitano la libertà delle aziende: in primis la realizzazione delle opere indispensabili (come la realizzazione di una moderna traversa a Rivergaro) e lo scioglimento degli impedimenti alla produzione», così Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza che ha ospitato l’incontro del Consiglio di Confagricoltura regionale con l’Assessore. Presente anche la componente di Giunta nazionale, con delega alle tematiche ambientali, Giovanna Parmigiani: «Ci hanno chiesto di continuare a produrre anche durante la pandemia, lo abbiamo fatto con spirito di sacrificio ed orgoglio, mettendo a rischio la nostra salute. Credevo che l’importanza dell’autosufficienza alimentare venisse riconosciuta in un cambio degli indirizzi europei, ma non è così. Non vogliamo essere solo giardinieri. Non possiamo produrre cibo se non ci vengono lasciati gli strumenti come l’uso razionale dei principi attivi e le nuove tecnologie. All’ideologia pseudoambientalista opponiamo la forza dell’approccio scientifico». «Chiediamo un ritorno all’essenzialità – ha sottolineato Gasparini -. La semplificazione non è un concetto astratto, per chi lavora nei campi significa poter usare l’acqua. Significa avere evidenza del carattere torrentizio degli affluenti del Po della nostra provincia e recepirlo nel calcolo del DMV. Significa prendere atto che una fauna selvatica non gestita e non contenuta non è una ricchezza, ma un danno per l’ambiente, per l’agricoltura e persino un pericolo per la società civile. Ringraziamo l’assessore di aver raccolto il nostro invito, abbiamo un interlocutore attento con cui vogliamo costruire un asse contro la mala burocrazia asfissiante. Sono molti i temi diversificati che richiedono un intervento in tal senso come le norme inutili e dannose sul benessere animale e sulla condizionalità che ingessano la nostra attività senza tradursi in alcuna garanzia; come l’inderogabile necessità di modificare i vincoli di fertilizzazione nelle zone vulnerabili ai nitrati al contempo rivedendole». Nel corso della mattinata sono stati affrontati anche temi prettamente economici quali la competitività sui mercati. «La Regione – ha concluso Gasparini – è al fianco delle imprese che investono e sviluppano, ha insieme a noi fortemente creduto nei progetti di filiera che hanno caratterizzato la programmazione del Psr che si sta concludendo. Dobbiamo continuare su questa strada perché solo un’agricoltura moderna e competitiva è il primo anello di filiere agroalimentari forti in grado di produrre le nostre eccellenze richieste a livello globale».

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