L’associazione "Tartufo Nero": «Chiediamo rispetto del nostro territorio con scelte politiche opportune»

La replica alle dichiarazioni del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fd’I)

L’Associazione Tartufo Nero di Piacenza critica le istanze portate avanti dal Consigliere Regionale Tagliaferri e dall’Associazione Nazionale Tartufai Italiani Regione Emilia Romagna (sede Piacenza), chiedendo invece una forma di tutela verso una risorsa (il Tartufo) che caratterizza il territorio Piacentino. «Stiamo assistendo ad una forzatura da parte dei nostri amministratori locali nei confronti della regione, riguardante il calendario di raccolta del tuber aestivum, quando i problemi reali sono altri». L’Associazione Tartufo Nero di Piacenza scende in campo chiedendo una politica mirata alla salvaguardia del tartufo. “Pensiamo che un calendario unico regionale sia la scelta più giusta, evitando anche una transumanza (lo scorso anno ci siamo trovati nel territorio Piacentino tartufai di Parma, Reggio Emilia, ecc.; questo perché la nostra provincia era l’unica in regione con la ricerca e la raccolta libera ad Agosto) dei tartufai delle regioni limitrofi e delle altre provincie della regione nel nostro territorio, ricordando che il calendario di raccolta regola anche il calendario di commercializzazione con tutti i problemi di bracconaggio che potrebbe portare..”. L’Associazione Tartufo Nero di Piacenza si chiede anche se è idoneo un fermo biologico di solo 15 giorni (dal 31 Agosto al 14 Settembre).

«Nel territorio Piacentino oltre al Tuber Aestivum sono presenti anche altre specie di tartufo, in particolare il Tuber Magnatum Pico (tartufo bianco), presente sia in pianura che in collina, quindi avere un calendario che lascerebbe aperta la raccolta per tutto il mese di agosto anche solo per lo scorzone, metterebbe in pericolo la salvaguardia del tartufo nero e del bianco pregiato; visto l’andamento delle ultime stagioni  siccitose, le zone tartufigene hanno subito molti danni..». L’Associazione Tartufo Nero di Piacenza si esprime anche sullo studio da parte delle Università sul territorio Piacentino: «Siamo favorevoli ad uno studio da parte delle Università del nostro territorio, sia per il Tuber Aestivum che per il Tuber Magnatum Pico, augurandoci che serva a preservare e tutelare una risorsa (il tartufo) che caratterizza sia il nostro territorio che le nostre usanze ma riteniamo giusto che sia la Regione Emilia-Romagna ad assegnare detto studio alle persone più competenti e qualificate, (che sia l’Università Cattolica di Piacenza o altre..) per portare risultati tangibili verso il tartufo e non a favoritismi personali». «Sia nella Legge regionale vigente, che nella legge quadro 752/85, è previsto l’iter per la concessione di deroghe e variazioni di Calendari di Raccolta, e il ruolo della Consulta regionale per la valorizzazione e la tutela del tartufo è ben definito. Riteniamo che il confronto con le altre associazioni e realtà territoriali sia utile a tutti».

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