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L’economista Mario Arcelli nel ricordo di Gianni Letta e Giorgio La Malfa

In occasione della donazione del fondo Mario Arcelli all'Archivio di Stato

“Mario Arcelli? Un uomo buono, mite, riservato, discreto, riservato, severo con se stesso, pur tra i maggiori economisti italiani”. Gianni Letta ha ricordato così l’insigne studioso in occasione della presentazione del fondo Mario Arcelli donato all’Archivio di Stato di Piacenza, un appuntamento moderato da Gaetano Rizzuto, ed a cura del Centro studi di Politica economica e monetaria “Mario Arcelli” dell’Università Cattolica, in collaborazione con Archivio di Stato e Comune di Piacenza.

E con Gianni Letta, anche Giorgio La Malfa che ha definito Arcelli “persona lungimirante che ha sempre aiutato i giovani e che aveva una visione già avanzata sulla globalizzazione”. E sul prossimo referendum, rispondendo ad una domanda al suo arrivo, ha detto “che la sua posizione è per un no deciso, per non avvallare la politica fallimentare del Governo Renzi”.

Bulla archivio stato RizzutoLetta ha invece decisamente glissato su argomenti politici di attualità, concentrando il suo intervento su Arcelli “cui mi legava una devota amicizia ed oggi è per me un onore rendergli omaggio nella “sua Piacenza, nel giorno in cui viene donato il suo archivio. Come studioso ha sempre cercato di capire i fenomeni dell’economia moderna, compresi i dubbi che ancora oggi stiamo vivendo”. Ed ha ricordato la collaborazione con l’illustre economista quando dirigeva “Il tempo” di Roma ed aveva chiamato i maggiori esperti dei diversi settori a collaborare per commentare i fatti ed i problemi di attualità. Ed ha citato in questi ricordi, anche un altro eminente piacentino, il giurista Pietro Nuvolone.

Il direttore dell’Archivio di Stato Gian Paolo Bulla ha ricordato l’importanza di questa donazione. “Arcelli fu economista ma anche docente universitario e consigliere economico molto ascoltato sia in istituzioni pubbliche sia in istituzioni private. Laureatosi alla Bocconi di Milano, insegnò all’università di Padova, alla Sapienza e alla  LUISS di Roma, dove, dal 1992 al 2002, ricoprì la carica di rettore.
Membro della delegazione italiana in vari G7, fu consigliere economico nei governi Fanfani (1987) e De Mita (1988-89), e nel 1996  ministro del Bilancio e della Programmazione economica nel governo Dini. Oltre a numerosi studi monetari, ha curato il volume Storia, economia e società in Italia, 1947-1997. Una vita di studioso ma anche partecipe ai principali avvenimenti del suo tempo che emergono con vigore dal fondo.

La catalogazione è stata curata da Arianna Bonè che ha selezionato il tutto “in base ad ambiti di competenze. Ne emerge un uomo delle istituzioni, con tutti i protagonisti della storia economica  italiana ed europea. Rigoroso nelle preparazione come emerge dalle sue carte di lavoro. Ci auguriamo sia la prima tappa per ulteriori acquisizioni”.

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