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Sabato, 27 Novembre 2021
Economia

«L’emergenza è finita, il rilancio deve passare per nuovi investimenti in agricoltura»

Il commento del presidente di Cia Piacenza Franco Boeri, che Cia ha emblematizzato nel progetto “Il Paese che Vogliamo”, piano che mette al centro l’agricoltura e le aree interne per lo sviluppo del territorio nazionale

«Il Coronavirus ha fatto emergere in modo evidente che agricoltura ed agroalimentare sono assolutamente strategici. E il rilancio della nostra economia non può che partire da qui, investendo sul valore economico, sociale e ambientale delle zone rurali del Paese, con particolare attenzione alle aree più svantaggiate dove molte delle debolezze caratterizzanti l’assetto locale nel periodo pre Covid-19 sono state amplificate. E nel piacentino non dimentichiamo che il 70 per cento del territorio è concentrato in collina e montagna». Commenta così il presidente di Cia Piacenza Franco Boeri questo periodo in cui si stanno predisponendo i programmi per una organica ripresa della nostra economia e che Cia ha emblematizzato nel progetto “Il Paese che Vogliamo”, piano che mette al centro l’agricoltura e le aree interne per lo sviluppo del territorio nazionale.  

«Un po’ dappertutto- sottolinea Boeri- ma soprattutto in tante zone svantaggiate della nostra provincia, è emersa con evidenza l’arretratezza infrastrutturale, sia fisica che digitale, con cui si è dovuto confrontare sia il sistema produttivo che scolastico. In tutto il territorio sono emerse pesanti conseguenze legate al progressivo indebolimento dei servizi sanitari, socio-assistenziali e di pubblica utilità, ma dal lato opposto, alcune potenzialità delle aree rurali, come il benessere ambientale, la qualità dell’aria e del paesaggio, sono state cruciali per la popolazione durante il periodo di lockdown e di distanziamento sociale», continua. «Ma la pandemia- sottolinea Boeri- ha reso chiaro a tutti la centralità del settore primario:l’agricoltura ha svolto la funzione di garante dell’approvvigionamento alimentare nazionale. Un impegno straordinario, portato avanti con dedizione e responsabilità dalle aziende, che tuttavia non è stato sufficiente ad arginare crisi e perdite reddituali, soprattutto legati allo stop del canale Horeca (bar, ristoranti) e al crollo delle presenze per gli agriturismi».

«L’emergenza- prosegue Boeri- ci ha obbligati a molti “esami di coscienza” da cui è comunque emersa la certezza che l’agricoltura debba giocare da protagonista attiva del rilancio. La ruralità territoriale rappresenta un elemento su cui investire per favorire percorsi di crescita competitiva e di tenuta sociale, frenando lo spopolamento e l’abbandono delle aree di collina e montagna. Bisogna però- ribadisce Boeri - accelerare interventi di digitalizzazione e di ammodernamento della rete dei trasporti; sostenere lo sviluppo di una sanità territoriale e di scuole decentrate; agevolare percorsi di aggregazione all’interno delle filiere per costruire sistemi produttivi territoriali; integrare sempre di più l’agricoltura con il turismo e l’enogastronomia di qualità. Certo- conclude il presidente di Cia Piacenza- si tratta di un progetto ambizioso con un ruolo chiave per l’agricoltura che deve essere legittimato e riconosciuto a tutti gli effetti dalla politica; in effetti in questo periodo sembra che l’'agricoltura abbia ricevuto una diversa attenzione, ma ora è giunto il momento di far seguire alle parole i fatti con interventi mirati e concordati con chi in questi territori ci vive, nonostante tutto ed ha saputo frenarne l’abbandono».

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