«L’Europa è fondamentale ma va assolutamente ripensata»

Alessandro Profumo, banchiere e manager italiano, attuale amministratore delegato di Leonardo, ha risposto alle domande sul futuro dell’Europa che gli sono state poste dal giornalista del Corriere della sera Dario Di Vico nel corso del tradizionale appuntamento pre natalizio in Confindustria

Alessandro Profumo

«E’ un cambiamento di paradigmi da osservare senza supponenza, anche il contesto regolatorio sarebbe oggi da rivedere. E' troppo fisso sul tema austerità: l’Europa è fondamentale, ma va ripensata a fondo. E l’Italia deve avere una posizione forte per giocare un ruolo importante». Così Alessandro Profumo, banchiere e manager italiano, attuale amministratore delegato di Leonardo, ha risposto alle domande sul futuro dell’Europa che gli sono state poste dal giornalista del Corriere della sera Dario Di Vico nel corso del tradizionale appuntamento pre natalizio in Confindustria Piacenza Conversazione con...

«Bisogna andare avanti - ha chiarito Profumo dopo il saluto del presidente Alberto Rota nel salone di Confindustria affollato di imprenditori, autorità civili e militari e di parlamentari piacentini -  con un sistema europeo, cedendo qualcosa della propria sovranità nazionale, ma in maniera reciproca. Con Leonardo abbiamo investito 1,5 miliardi di ricerca e sviluppo, con un consistente indotto verso l’università, soprattutto in questo momento sulla ricerca di metalli antivibrazioni per elicotteri che un giorno potranno essere impiegati anche negli elettrodomestici delle case o per tanti altri usi civili, così come sovente è capitato per la tecnologia militare che poi è stata utilizzata per migliorare la vita di tutti i giorni. Pensiamo ad esempio all’agricoltura di precisione con tutti i benefici arrecati alle produzioni. Le scelte vanno compiute in base alle ricadute che hanno e dobbiamo avere una intelligente comprensione di ciò che rimane in Italia ed il bene che trasmette, insomma chiarire quali sono gli obiettivi». Profumo ha casa a Tassara, nel fine settimana è sempre nella provincia e il figlio gestisce una prestigiosa azienda vitivinicola a Ziano.

pubblicoProfumo-2«Ovviamente sono legato a Piacenza, città nella quale la ripresa economica è strettamente collegata con l’individuazione dell’identità collettiva del territorio. Questa provinci - ha detto -  ha punti di forza, come la logistica, dietro cui ci sono moltissima l’intelligenza e la capacità di costruire software complessi. Bisogna cercare di identificare dei filoni, questo ad esempio è uno, ma c’è anche tutta la parte legata al mondo agroalimentare, che è altrettanto importante. Ma una volta identificata questa forte identità, bisogna saperla comunicare e saper investire in un progetto territoriale coerente». «Sono risultati che implicano sinergia e lavoro di squadra tra i vari attori, non sempre semplice da costruire. In Leonardo - ha proseguito - per esempio abbiamo cambiato di molto la squadra, puntando non solo sulla quantità ma anche sulla qualità di ricerca e sviluppo. Logistica, filiera, 4.0 sono strettamente interconnesse, in una realtà di piccole medie aziende c’è un’attenzione ossessiva alla qualità del prodotto; questo ci consente di superare la crisi e sta nell’intelligenza di mettere insieme le piccole cose. Gli imprenditori piacentini potrebbero utilizzare Confindustria come un punto di aggregazione che diventi un motore di pensiero, un centro di raccolta di pensiero non solo del mondo imprenditoriale, ma anche di altri mondi, così da diventare un interlocutore con chi governa il territorio».

«La filiera ha bisogno di una piattaforma logistica e l’industria 4.0 è ciò che lo consente, un sistema intelligente che interconnette. Pensate che spreco: il 60% dei camion che trasporta merci torna vuoto dalla destinazione di partenza. La crisi aiuta a guardare in faccia alla realtà ed anche gli imprenditori devono ripensare al loro ruolo e chiedere a loro stessi cosa fare per riuscire a crescere. Più che domandare aiuto penso che gli imprenditori debbano chiedere al Governo di creare un contesto che sia  favorevole, ma non dobbiamo sempre pensare in termini  di supporti finanziari, economici e così via, perché se no non facciamo il nostro mestiere. Ed anche il sistema bancario va riorganizzato, tagliando i costi». Profumo ha poi parlato del time delevery ovvero del progetto di Leonardo che parte dalla qualità, qualifica i clienti, fa formazione ed alla fine assicura una certificazione della catena delle forniture «perché ritardi consegni, problemi di qualità, significano minare tutto il sistema. Questa è sostenibilità. Se ce la faremo avremo cambiato una parte del sistema industriale italiano».

Parlando di precedenti esperienze Profumo ha detto che «in MPS è stato faticoso e complesso tornare a fare l’AD invece che il presidente, in Leonardo faccio il manager, ovvero gestisco persone con correttezza, professionisti, operai, ingegneri, insomma tutto personale che ha l’orgoglio di far parte di un gruppo. Dobbiamo saper ascoltare, prendere lezione dagli errori, capire le esigenze del pubblico. Dobbiamo cambiare un mercato troppo frammentato in Europa, capire, come negli Usa, che il rischio fa parte dell’imprenditorialità, senza pretendere sempre interventi statali».

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