L’orizzonte temporale e la governance dei mercati finanziari

Deve essere dunque prioritario e di pari passo con le misure di risanamento della finanza pubblica, un pacchetto di proposte per la governance dei mercati finanziari, che deve contenere (almeno per quanto riguarda l'Europa) la Tobin tax

Sembra esserci una certa contraddittorietà nei comportamenti dei mercati, che, stando al pensiero economico “ortodosso”, dovrebbero essere “razionali” per definizione: da un lato, sembrano richiedere austerità per contenere il livello del debito pubblico. Dall’altro, le stesse misure di austerità (se si manifestano sotto forma di “tagli lineari”, come nel caso della “spending review”, che vanno a colpire posti di lavoro e servizi alle fasce deboli) riducono la domanda, dunque il PIL e il gettito fiscale.  

Certo, di questi tempi i mercati sono condizionati da un certo “short termism”, cioè da operatori con un orizzonte temporale di breve periodo che, per questo motivo, formulano valutazioni di natura speculativa, che non tengono conto dei fondamentali dell’economia e cercano invece di sfruttare a loro vantaggio la volatilità dei prezzi delle azioni, sulla base di valutazioni di redditività che non vanno oltre pochi giorni o poche settimane, ma nonostante ciò, verrebbe da pensare che i mercati vogliano la classica “botte piena e la moglie ubriaca”.Le scelte di investimento degli operatori fronteggiano un insieme “finito” (e non certo “infinito”) di Paesi e relativi mercati finanziari, rispetto ai quali esprimono un ordine di preferenza.

Può accadere che un Paese sia in condizioni economiche abbastanza buone ma veda defluire improvvisamente i capitali se sui mercati si manifestano condizioni di redditività migliori in Paesi emergenti. La teoria economica ortodossa ritiene che la trasparenza, l’osservabilità e la democraticità di un Paese siano condizioni essenziali per il corretto funzionamento di un sistema economico e per la tutela dei diritti di proprietà. Se pensiamo che molti dei Paesi emergenti premiati meno soggetti alle perturbazioni finanziarie di questi giorni hanno sistemi politici autoritari (se non dittatoriali), caratterizzati da minore trasparenza dei meccanismi istituzionali, è ragionevole pensare che i continui flussi e deflussi finanziari di questi giorni (che sono alla base dell’instabilità e dei nostri problemi di spread), non possano che essere determinati da dinamiche di brevissimo periodo.

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Deve essere dunque prioritario e di pari passo con le misure di risanamento della finanza pubblica, un pacchetto di proposte per la governance dei mercati finanziari, che deve contenere (almeno per quanto riguarda l’Europa) la Tobin tax, una misura che, oltre a ridurre la volatilità delle borse denominate in euro e a generare un flusso di denaro per le finanze pubbliche, distribuirebbe almeno una parte degli oneri della crisi, agli speculatori di professione.

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Commenti (1)

  • Il 21 dicembre 2012 , data centrata dal calendario Maya, certificherà la fine del mondo, si ma quello finanziario con il ritorno al baratto. La casalinga di Voghera la smetterà, finalmente, col trading on line visto che gli avranno mangiato anche la casa.

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