La Cia di Piacenza: al servizio dei soci, ma anche di tutta la comunità

Il direttore Marina Bottazzi: tra pochi giorni aprirà una nuova sede della Confederazione italiana agricoltori a Fiorenzuola, in Piazza della Collegiata

Marina Bottazzi

«Intanto subito una buona notizia, segnale inequivocabile di come la Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Piacenza, cerchi di essere costantemente vicino alle necessità dei propri soci: tra pochi giorni aprirà una nuova sede, un recapito, a Fiorenzuola d’Arda, in Piazza della Collegiata, al servizio degli iscritti e delle imprese; per ora al giovedì mattina (con possibilità di ampliare l’orario). Vogliamo essere al servizio delle vallate circostanti perché il gruppo dirigente investe per uniformarsi ad un’agricoltura sempre più moderna». Esordisce così Marina Bottazzi, direttore della Cia di Piacenza, a commento della precedente annata agraria e soprattutto per fare il punto delle strategie a breve termine di un’associazione in costante crescita, pur ancora contenuta nei numeri, ma diffusa capillarmente su tutto il territorio. 

«Oggi - ricorda la Bottazzi - possiamo contare sul lavoro di una squadra ben organizzata e motivata, composta soprattutto da giovani e ciò ci induce a ben sperare per il nostro futuro. I nostri soci possono rivolgersi agli uffici per ogni loro esigenza e stanno sempre più apprezzando il lavoro che stiamo svolgendo per loro. La dimostrazione è nel numero delle pratiche evase e la necessità di poter trovare spazi un po’ più ampi. Fiorenzuola è un ulteriore tassello per aumentare la nostra presenza sul territorio e supportare i soci in tutte le loro necessità, senza dimenticare l’importanza dei servizi alle persone che esplicitiamo tramite in nostro sempre più attivo Patronato». 

«Siamo in grado di assicurare inoltre tutti gli altri servizi ai cittadini dal 730, ad Ise, successioni o altro, perché il nostro personale si è specializzato (con appositi corsi) per assicurare al meglio ogni necessità di chi si rivolge ai nostri uffici. Dobbiamo ogni giorno fare i conti con una burocrazia sempre più opprimente per ogni dossier che dobbiamo istruire, nella consapevolezza che oggi non si possono commettere sbagli, perché ogni pratica non sviluppata correttamente, significa una perdita di danaro e di tempo». 

«Agli imprenditori – soggiunge il direttore Cia - siamo in grado di offrire servizi “personalizzati”, a 360° gradi; un gruppo di esperti è in grado di attuare, su richiesta, un preciso screening aziendale e proporre indicazioni sia di carattere tecnico, come fiscale per un miglioramento delle potenzialità aziendali. Oggi gli imprenditori agricoli Cia sono per la stragrande maggioranza giovani che desiderano migliorare, ma soprattutto sapersi uniformare tempestivamente alle esigenze dei mercati».


Infine la Bottazzi ricorda la sinergia con il Regionale Cia per i registri telematici, nonché per tutti i servizi collegati all’export con un “doganalista” in grado di predisporre tutta la documentazione diversificata in base ai paesi in cui si esporta. Per quanto riguarda l’annata agraria appena trascorsa anche il direttore Cia evidenzia “un anno difficile a causa delle avversità climatiche (piogge particolarmente copiose in tarda primavera e grandinate rovinose, ben sei) con gravi conseguenze sulle colture del nostro territorio e in particolare sulla produzione di pomodoro, vite e per certi aspetti, cereali. In alcune aree della nostra provincia, il maltempo ha distrutto interi raccolti. E va detto che purtroppo negli ultimi anni in Italia l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai divenuta la norma, tanto da aver condizionato – e non poco - la redditività del settore agricolo. Per completare il quadro negativo, nel mese di novembre la pioggia intensa e continua che si è abbattuta oltre a compromettere il calendario delle semine e i normali lavori stagionali, ha sostanzialmente bloccato le operazioni di spandimento degli effluenti zootecnici. Anche la nostra organizzazione ha cercato di sollecitare in tal senso la Regione ma anche qui la burocrazia deve essere più aderente ai mutamenti climatici». 

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