La coesistenza uomo-animali: se ne parla al Ministero

L'Istituto di Zootecnia della facoltà di Agraria protagonista in un convegno al Ministero della Sanità a Roma

Trevisi e Bertoni

Come conciliare le esigenze produttive con il benessere, come comprenderne tutti i risvolti etici e la nuova sensibilità sociale nei confronti degli animali? E’ il tema di un importante convegno che si svolgerà il 5 aprile a Roma presso il Ministero della salute e che vedrà tra i protagonisti due illustri rappresentanti dell’Istituto di Zootecnia della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza.

Il prof. Erminio Trevisi ha contribuito ad organizzare come co- responsabile scientifico per la zootecnia della società SISVet (Società Italiana delle Scienze Veterinarie), insieme al Ministero della Salute, mentre tra i relatori ci sarà il Prof. Giuseppe Bertoni, già Direttore dell’Istituto, per una delle attività che ha sviluppato nella sua lunga carriera nell’ambito di ASPA- Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali. “Si tratta- spiega il prof. Trevisi- di un tema di grandissima attualità ed in questo ambito la sessione di lavori cercherà di far incontrare le diversificate esigenze della società e proporre tecniche ed etiche che concernono questi aspetti; si tratta di problematiche dalla forte valenza mediatica ed oggi i ricercatori sono molto preoccupati dagli approcci spesso non corretti che li caratterizzano. Si metteranno a confronto le novità scientifiche e le attività del Ministero per far rispettare le normative sempre più cogenti, ma altresì si ribadirà la necessità di corrette divulgazioni presso i cittadini- consumatori che devono basarsi su dati scientifici. Il prof. Bertoni, per esempio, tratterà proprio sul tema di “etica e reciproco servizio tra uomo ed animali”, ovvero i principi che devono regolare le attività umane, un rapporto che è nato con le prime civiltà e che concerne sia gli animali da affezione che destinati all’alimentazione.

In seconda sessione si esaminerà il ruolo degli alimenti di origine animale per l’alimentazione umana, le reali necessità nutrizionali ed i controlli che vengono eseguiti per garantire la salubrità degli alimenti. Si vaglieranno anche le possibilità per rendere le produzioni sempre più sostenibili garantendo il benessere animale, concetto che fa sempre meglio chiarito dalle deformazioni di carattere antropomorfico che si vanno affermando in larghi strati della società civile, nella consapevolezza che il benessere degli animali nelle modalità di allevamento, non può ne deve corrispondere ai canoni umani.

Va inoltre fatta chiarezza che l’allevamento oggi e nel futuro, è attività indispensabile per l’uomo, né va trascurata l’enorme valenza economica che caratterizza i prodotti Dop e Igp del nostro paese che oggi sono attaccati da messaggi terrificanti, non scientificamente provati. Tutti coloro che rifiutano la carne- chiarisce Trevisi- sono liberissimi di farlo, ma bisogna porre la massima attenzione alle imposizioni ai bambini che, soprattutto nei primi anni di vita, necessitano di proteine di origine anime per sviluppare le attività cognitive. Allora talune decisioni assumono una responsabilità collettiva e questo non è affatto etico.

Alcune pratiche di allevamento non intensivo vanno bene solo per piccoli numeri, mentre è necessario garantire l’alimentazione per molti. Non a caso l’Italia deve importare in modo consistente dall’estero, quando sarebbe in grado di garantire prodotti di alta qualità per i quali del resto è conosciuta ed imitata in tutto il mondo. Come si può evincere da queste brevi riflessioni, si tratta di tematiche di straordinaria attualità e valenza etica e scientifica su cui ci interrogheremo, sempre senza inutili clangori, ma in modo chiaro e soprattutto scientifico”.

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