La crisi? Si “cura” sospendendo il patto di stabilità e spendendo

Sospendere il patto di stabilità per 12 mesi a tutti i comuni. E poi spendere. “La questione non è quanti soldi sono stati stanziati. Ma con quale velocità si spendono”. Lo dichiara Massimiliano Borotti, segretario della Uil Piacenza. Ecco la sua ricetta per la crisi: siamo in stallo, serve un piano di emergenza da parte del Governo. E serve conservare il lavoro

Massimiliano Borotti
“Il problema non è se i soldi stanziati dal governo contro la crisi "siano veri o falsi", per parafrasare le parole del presidente di Confindustria. La vera sfida è quella di spenderli”. Esordisce così, Massimiliano Borotti, segretario provinciale della Uil.

Una ennesima presa di posizione contro la crisi. Per risolverla? Basterebbe “sospendere il patto di stabilità degli Enti Locali tutti, non solo quelli virtuosi. Almeno per un anno. Sarebbe un vero toccasana” continua Borotti. E il perchè, è presto detto: “non si può far pagare a imprese e cittadini le inefficienze di amministratori disattenti”. Punto.
  Non sta cambiando nulla per le imprese  

Poi parla dello stallo generale, la Uil Piacenza. “Una follia di questi tempi” la definisce Borotti. “Il governo dovrebbe mettere a punto un piano d'emergenza per accelerare al massimo le procedure. Se c'è un pezzo di opera pubblica da realizzare, il progetto va completato in tempi rapidissimi. E, invece, c'è ancora qualcuno che sta bloccando la realizzazione di quelle in corso” ribadisce.

Già, perchè Gli industriali stanno verificando concretamente che non sta cambiando nulla per le imprese. Non si vedono commesse, la domanda pubblica è ferma, l'atteggiamento delle banche non è cambiato.
  Oggi il problema non è quello di ritardare la pensione ma di conservare il lavoro  

Poi riflette, il segretario Borotti: “non credo che però velocizzare solo la spesa sia sufficiente. Credo che prima o poi bisognerà mettere in cantiere una riduzione delle tasse. Cominciando da coloro che hanno i sostituti di imposta.
Non capisco il chiacchiericcio intorno al problema delle pensioni. Oggi il problema non è quello di ritardare la pensione ma di conservare il lavoro”. 

L'ultima parola è per i sindacati, una parte dei quali li rappresenta lui stesso: “le organizzazioni sindacali hanno lo stesso interesse delle imprese a evitare le crisi e fare tutto ciò che serve per superarla in fretta. Il conflitto, casomai, è nella ripartizione dei vantaggi. Ma entrambi perseguono l'obiettivo di creare maggiori risorse. Chi ancora vive questo rapporto nella logica del conflitto di classe è rimasto ad un'altra epoca. Del tutto irrealistica oggi. La credibilità non si misura dalla durezza dei no ma dalla capacità di prospettare soluzioni competitive rispetto a quelle prospettate dal governo"
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