Un premio per Lea, prima vacca a superare i 2mila quintali di latte

Longevità e produttività sono indice di elevato benessere. La dedizione per i capi in stalla premia l'azienda agricola "Bassi Mario"

Lea con Mario

Lea è una blasonata frisona italiana sedicenne, nata ed allevata dall’Azienda Agricola Bassi Mario Società Agricola. Ronchi Comestar Lea (matricola IT033990046739) nel corso delle sue lattazioni ha oltrepassato la soglia dei 2mila quintali di latte prodotti in carriera. È un record importante e la notizia è stata pubblicata con tanto di dati produttivi ufficiali sul sito dell’Anafi.  Lea, come la chiamano in azienda, è la prima vacca in Italia a raggiungere questo risultato. «È proprio un animale speciale» – commenta orgogliosa Maria Rosa Bassi che con il marito Piero Carolfi e il figlio Mario conduce l’azienda associata a Confagricoltura Piacenza. Piero è veterinario e si occupa personalmente del monitoraggio del benessere e della salute degli animali oltre a stabilirne le razioni e sottolinea «dedichiamo massima attenzione alla cura delle bovine e alla loro sanità, ci teniamo che possano rimanere il più a lungo produttive, alcuni nostri capi arrivano tranquillamente a 8/9 parti. Certo, in questo caso, siamo anche in presenza di un animale eccezionale sotto tutti i punti di vista». Lea è una bovina pluripremiata in numerose mostre di settore, come del resto diverse altre vacche dell’allevamento. Ha più volte calcato le passerelle della fiera di Cortemaggiore, nel 2010 ha ricevuto una particolare menzione, fra tutti gli animali iscritti al libro genealogico, per aver prodotto, al quarto parto, 280 quintali in 305 giorni; è stata premiata anche alla fiera di Reggio-Emilia come vacca sopra ai 5 parti con la maggior produzione di latte. Dopo essere stata classificata per 6 volte EX 92, nel 2017 a 13 anni ha ottenuto la qualifica EX93 e nel 2016 ha meritato il primo premio regionale “Vacche in forma” attribuito alle bovine che hanno prodotto maggiori quantitativi di latte poi conferiti a formaggio. La sua straordinaria capacità produttiva è affiancata dalla capacità riproduttiva: tra parti naturali e super ovulazioni (con successivi trapianti). Lea ha avuto 24 figli di cui 18 femmine e 6 maschi. Andando a ritroso nella sua genealogia troviamo 8 generazioni (inclusa Lea) tutte interne all’azienda Bassi, mentre per l’ulteriore ascendenza dobbiamo risalire agli anni ’80 e a un altro allevamento piacentino, anch’esso associato a Confagricoltura: quello del compianto Giovanni Burana, oggi condotto dal figlio Lorenzo.

«La longevità degli animali – spiega Mario – per noi è un valore e cerchiamo di attuare tutti gli accorgimenti che la possano favorire per cui le pluripare, dal terzo parto in poi, sono spostate su lettiera permanente. La nostra mandria è inoltre caratterizzata da capi di taglia medio-grande, con alcuni animali che superano abbondantemente i 10 quintali di peso e una statura media molto alta, ciò è dovuto anche al fatto che abbiamo sempre usato seme di tori canadesi. Data la loro mole, l’attenzione ai capi anziani deve essere ancora più elevata».

Tutti gli animali sono iscritti al libro genealogico ed hanno elevati standard produttivi. La famiglia Bassi-Carolfi gestisce personalmente ogni fase produttiva ed ogni scelta è frutto di un’accurata analisi, alla professionalità imprenditoriale unisce quella passione che fa sì che il patrimonio zootecnico sia fatto da vacche con un nome una storia e un legame con i proprietari. Quotidianamente l’allevamento produce 150 quintali di latte destinato alle due distinte filiere del Grana Padano e del Provolone. Una particolarità è che per l’alimentazione non vengono utilizzati nuclei finiti o mangimi, ma solo materie prime acquistate localmente, foraggi e insilati di autoproduzione. «Sono complessivamente 12 elementi – spiega Mario - la composizione della razione è stata studiata da mio padre, quella standard è invariata dal 1970 e caratterizzata per l’alta percentuale di foraggio».

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Sul sito di Anafij, la nota associazione degli allevatori di frisona, sono pubblicati i più vivi complimenti all’allevatore per il record di Lea. Congratulazioni anche da Confagricoltura Piacenza: «La produttività è il primo indice del benessere in stalla – commenta il presidente Filippo Gasparini, anch’egli allevatore – siamo orgogliosi di questo risultato perché le aziende moderne, come questa, che ci fregiamo di poter rappresentare, sanno unire il know-how della tradizione con la tecnologia e le moderne tecniche di produzione, valorizzano l’ambiente e hanno allevamenti intensivi, razionali e produttivi, in cui i capi stanno bene».

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