La funzione assistenziale degli enti religiosi sul territorio essenziale per integrare il welfare statale

Per affrontare ed approfondire queste importanti problematiche, il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università Cattolica di Piacenza ha organizzato un importante convegno relativo alla Riforma del Terzo Settore ed il suo impatto sugli enti religiosi

Gli enti religiosi svolgono sul territorio una essenziale funzione assistenziale che integra in modo importante quella parte di welfare che lo Stato non riesce a coprire e che viene gestito da questi enti. Ciò presuppone, non solo ovvie prospettive di carattere etico-sociale, ma anche molti e rilevanti aspetti giuridico-economici che sono state fissati dalla recente riforma del Terzo settore. Per affrontare ed approfondire queste importanti problematiche, il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università Cattolica di Piacenza ha organizzato, tramite il suo Direttore Antonio Giuseppe Maria Chizzoniti (con altri docenti e collaboratori) un importante convegno relativo alla Riforma del Terzo Settore ed il suo impatto sugli Enti religiosi, con particolare attenzione agli enti ecclesiastici della Chiesa Cattolica.

L’incontro, cui hanno preso parte numerosi studiosi, era presieduto dal prof. Cesare Mirabelli, Presidente emerito della Corte Costituzionale; è stato aperto dai saluti del Vescovo di Piacenza mons. Gianni Ambrosio (l’Università luogo di incontro di giovani; anche noi abbiamo bisogno di ritrovare questo loro afflato di entusiasmo come di  aggiornare le complesse normative), del Sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri (la parte pubblica non può dare tutte le risposte  e ciò che noi diamo come contributi triplica l’azione sociale di questi enti che sono un arricchimento per la città) e del Presidente del Collegio notarile Mariarosa Fiengo (il ruolo del notaio essenziale per acquisire personalità giuridica). “Si tratta- ha ribadito il prof. Mirabelli- di una collocazione strategica per il diritto ecclesiastico e per lo sviluppo generale con altri settori del diritto. C’è una qualificazione degli enti e tipologia per mettere ordine in una materia “magmatica”. La nuova legge si limita ad una caratterizzazione e a dare uniformità per centralizzare, ma il punto focale è di come impatta sul diritto ecclesiastico”.

“E’ necessario ribaltare- ci ha spiegato il prof. Chizzoniti- il punto di osservazione per guardare la Chiesa. Anzitutto parlare di enti ecclesiastici riguarda tutte le confessioni religiose. Ma quello che conta- precisa- è comprendere ciò che la Chiesa fa per la società italiana ed i suoi interventi; è un impatto fondamentale per il territorio che opera in un sistema di welfare in crisi. Pensiamo a tutto ciò che svolgono enti come la Caritas, il Banco alimentare, la Mensa di S. Francesco, tanto per citarne alcuni o il ruolo degli asili per le famiglie o delle case di riposo per gli anziani. E’ vero che lo Stato è al servizio dei cittadini, ma il principio di sussidiarietà vale per le attività dei privati e delle associazioni.

E’ necessario dunque osservare la riforma del terzo settore ( ovvero tutti quei soggetti di natura privata che, senza scopo di lucro, perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale promuovendo e realizzando attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi) con questa angolazione, una strada importante per dare razionalità di intervento anche agli enti della Chiesa. La riforma- ribadisce- va verso la trasparenza dei bilanci delle associazioni ed in questa nuova dimensione, tutti devono fare la loro parte, con gli enti religiosi che acquistano una reputazione di chiarezza e trasparenza per la attività svolte.

Si configurano con strutture adeguate all’impresa sociale, un tema essenziale della nuova governance e come organizzare le strutture che necessitano di figure professionali, un impegno sociale  in cui si devono evitare eventuali fraudolenze. Insomma – chiarisce Chizzoniti- una Chiesa povera per i poveri, dove la formazione di chi opera in queste strutture deve essere commisurata da competenza e moralità; il codice di diritto canonico come guida e con esperti in economia, diritto e di elevato spessore morale”.

Questo convegno dunque ha coinvolto i principali studiosi che negli anni si sono occupati di queste tematiche “e vuol essere- chiarisce Chizzoniti- l’inizio di un rapporto che noi stiamo sviluppando con alcune istituzioni come l’Avvocatura della Curia di Milano e con 3Sformer, associazione che si occupa della formazione degli amministratori degli enti ecclesiastici. A partire dall’analisi di questa tematica vorremmo avviare un rapporto stabile che veda il nostro Campus come luogo preferenziale per organizzare eventi di formazione non tanto per chi aspiri a diventare, ma per chi già svolge  il ruolo di amministratore di enti ecclesiastici.

Se si pensa che in questo momento in Italia abbiamo grosso modo 35.000 enti ecclesiastici, con un giro di affari medio di 400.000€ l’anno, possiamo facilmente calcolare quanti punti di PIL siano in grado di muovere queste realtà.  1/3 circa dell’8xmille ricevuto dalla Chiesa Cattolica (approssimativamente 320 Milioni di Euro annui), viene utilizzato per attività assistenziali e caritative, che ben rientrano nella definizione di Terzo Settore”. Della riforma in generale (diritto ecclesiastico) ha trattato Antonio G. Chizzoniti, Università Cattolica  S. Cuore. Di quella in generale (diritto canonico) Andrea Bettetini, Università Cattolica S. Cuore. Del codice del Terzo settore (diritto ecclesiastico) ha trattato Antonino Mantineo, Università “Magna Graecia”, Catanzaro, mentre del codice del Terzo settore (diritto canonico) si è occupato Paolo Cavana, LUMSA, Roma. Ed ancora: le relazioni sulla impresa sociale di Antonio Fuccillo, Università “Vanvitelli”, Napoli-Caserta. Quindi ha parlato del cinque per mille Giuseppe D’Angelo, Università degli Studi di Salerno.

Dopo la pausa, con il coordinamento di  Mons. Mauro Rivella, sul tema generale della riforma e gli enti religiosi: profili speciali, si è fatto il punto sull’autoregolamentazione: questioni canonistiche ed ecclesiasticistiche con Mario Ferrante, Università degli Studi di Palermo e Anna Gianfreda, Università Cattolica del Sacro Cuore. Quindi “Patrimonio stabile e patrimonio destinato” con Daniela Milani, Università degli Studi di Milano Lorenzo Simonelli, Avvocatura Curia di Milano. Ed ancora: Il regime tributario con Patrizia Clementi, Avvocatura Curia di Milano, i rapporti di lavoro con Nicola Fiorita, Università della Calabria, Cosenza, la contabilità con Carlotta  D’Este, Università Cattolica del Sacro Cuore, la governance con Claudio Frigeni, Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha chiuso i lavori l’ Avv. Lorenzo Pilon.

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