Lunedì, 20 Settembre 2021
Economia

La Malvasia aromatica di Candia ambasciatrice del nostro territorio

Per valorizzarla sono scesi in campo circa duecento attività del territorio: ristoranti stellati e trattorie, agriturismo, wine bar, pub, enoteche, locali di ogni tipo

C’è un vitigno tipico del territorio piacentino, sovente negletto o perlomeno trascurato, buono soprattutto per gli uvaggi, ma da alcuni anni riscoperto per le sue straordinarie peculiarità organolettiche e la duttilità delle tipologie a cui si presta: è la Malvasia di Candia Aromatica alla quale è dedicato il mese di giugno nella nostra provincia grazie ad una iniziativa scaturita da un gruppo di operatori del settore che intendono rivendicare l'orgoglio del "bere piacentino" e che ha trovato l'adesione di consorzi, associazioni e istituzioni in qualche modo legate all'enogastronomia.

Per valorizzarla e nel contempo con quella di tutta l’eno-gastronomia di qualità del territorio, ed in particolare dei tanti vini ricavati dal pregiato vitigno autoctono dei nostri colli, sono scesi in campo circa duecento attività del territorio: ristoranti stellati e trattorie, agriturismo, wine bar, pub, enoteche, locali di ogni tipo. Nel mese di giugno tutte queste diversificate attività si sono impegnate ad avere in carta e al bancone almeno un calice di Malvasia di Candia come proposta alla mescita.

Per presentare questa iniziativa si è svolta presso la Sala ducale di Palazzo Farnese una conferenza- stampa nel corso della quale Giacomo Rizzi, titolare dell’Osteria del Morino di Caorso, ha sottolineato l’importanza di «trovare Piacenza nel proprio bicchiere, con le nuove generazioni che devono riscoprire il piacere di vivere piacentino», un concetto ribadito da Luca Castellani dell’antica trattoria Cattivelli ad Isola Serafini, secondo cui «bisogna vendere la qualità che esprime il nostro territorio, un’immagine che dai ristoranti viene poi trasmessa di clienti, con la Malvasia rispolverata nella sua veste migliore, un vitigno che, declinato nelle varie tipologie, si accompagna ad ogni piatto».

Secondo l’assessore Jonathan Papamarenghi «si concretizza un fermento che va avanti da tempo e che ora, quasi al termine delle restrizioni, è pronto a partire grazie a produttori ed esercenti che stimoleranno il turismo eno-gastronomico che va a braccetto con quello culturale». «Ma è anche necessario - ha sottolineato un rappresentante delle cantine Val Luretta - preparare i gestori che devono conoscere bene ciò che propongono e rivolgersi anche alle giovani generazioni per saper scegliere bene i vini del territorio. E’ importante ritrovare l’orgoglio e la voglia di comunicare le eccellenze del territorio». Sono seguiti i saluti di diversi rappresentanti di enti, associazioni di settore e Consorzi.

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