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«La morosità degli inquilini sta compromettendo la stabilità di Acer»

Persistono perplessità e paure sul bilancio dell'Acer secondo l'associazione Confedilizia Piacenza

«L’Acer (ex Istituto case popolari) – scrive Confedilizia - ha finalmente pubblicato (dopo, anche, nostre pubbliche sollecitazioni) il bilancio al 31 dicembre 2015. E le sue risultanze – sottolinea Confedilizia Piacenza – inducono a confermare le perplessità (e paure) sulla gestione dell’ente ed il suo avvenire. La morosità degli inquilini (che diminuisce, com’è noto, nel settore privato) aumenta invece costantemente nel pubblico (a Piacenza, perlomeno), compromettendo la stabilità della struttura. Solo dal 31.12.2014 al 31.12.2015, e cioè in un anno, è aumentata di quasi il 10 per cento (9.81 per cento) raggiungendo la ragguardevole cifra di quasi 4 milioni di euro (3.972.226). Il che spiega perché le domande di accesso all’edilizia pubblica aumentino (rispetto al settore privato, dove il canone va pagato).

La questione è sempre più preoccupante anche in riferimento al fatto che la morosità aumenta, in presenza peraltro di una riduzione del valore della produzione, che passa da euro 7.017.675 ad euro 6.881.406. Al proposito, è anche da sottolinearsi che, contrariamente alle relazioni ai precedenti bilanci, nelle quali si fornivano riscontri numerici sul recupero dei crediti morosi alla data del 31 marzo, numeri che puntualmente venivano smentiti – come già rilevato – in sede di redazione del bilancio al 31 dicembre di ogni anno, nella relazione al bilancio 2015 tali dati non vengono forniti; in compenso viene sottolineato con toni entusiastici il recupero del 20% dei clienti morosi. Ma non viene evidenziato, però, come tale percentuale sia assolutamente insufficiente a ridurre l’esposizione, visto che il credito verso i morosi aumenta costantemente, ed anche nel 2015 è aumentato, come già detto.

Oltre alla persistente morosità dei creditori, a peggiorare la situazione è la considerazione che la Nota Integrativa del Bilancio d’esercizio del 2015 mette in evidenza la presenza di un fondo svalutazione crediti al 31.12.2015 pari ad euro 2.042.241,00, con un accantonamento pari ad euro 200.000,00 relativo all’esercizio 2015.

Come per la morosità consolidata complessiva, anche il fondo svalutazione crediti ha registrato un costante aumento a partire dall’esercizio dell’anno 2011. Ma partendo dal fatto che gli inquilini morosi sono debitori da svariati anni per una somma che supera i 3.000.000 di euro, divenuti al 31.12.2015 oramai 4.000.000 di euro, è facilmente comprensibile come l’incremento del fondo non copra assolutamente l’incremento della morosità, così che esso si può ritenere insufficiente a coprire le eventuali perdite su crediti.

E’ da ultimo da considerarsi – conclude Confedilizia Piacenza – che due indicatori che hanno abitualmente un segno positivo, ne evidenziano invece uno negativo (e si richiederebbe un’analisi approfondita per capire il perché di questa originale situazione, e spiegarsene l’eventuale ragione, analisi che non si è in grado di fare avendo la disponibilità dei soli dati di bilancio). Il Net Working Capital (NWC) è invero negativo per ben 2.463 euro e la Posizione Finanziaria Netta (PFN) è negativa per addirittura 3.315.689». 

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