La piacentina Bby-Ento vince la startcup Emilia-Romagna 2015

Al terzo posto Bioridis, altra startup piacentina. Su 10 progetti d'impresa giunti in finale, ben 5 sono nati a Piacenza.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Il progetto piacentino By-Ento, che alleva insetti per ricavarne fertilizzanti e mangimi, si è aggiudicato il primo premio di 5 mila euro della Start Cup Emilia-Romagna 2015, la competizione dei progetti d’impresa innovativi promossa da Aster, consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale. Rispettivamente al secondo e terzo posto si sono classificate la parmense Art, che sviluppa biomateriali per la rigenerazione dei tessuti e la piacentina Bioridis, che produce strumenti a basso impatto ambientale a supporto della ricerca e della diagnostica medico-sanitaria.
 
Al primo classificato è stato assegnato anche lo “Startup to Startup Award” di 5.000 euro, finanziato dalla startup Aquabuddy. I tre vincitori della competizione hanno ricevuto un premio di 5.000 euro ciascuno per la costituzione dell’impresa, assegnato dagli sponsor Gruppo Hera, GD, e Sacmi Imola. I primi tre classificati tra i progetti che hanno un legame con la ricerca parteciperanno al  PNI - Premio Nazionale per Innovazione che si terrà a dicembre in provincia di Cosenza Due buoni acquisto da 500 euro, per l’acquisto di attrezzature informatiche, messi in palio da e-Soft e Makeitalia, vanno ai due finalisti della sezione giovani.
 
BY-Ento è un progetto per  l’allevamento di  insetti da cui ricavare fertilizzanti e mangimi che verranno venduti, in un ottica B2B, ai negozi per animali o ad aziende zootecniche e florivivaistiche. Gli insetti sono allevati valorizzando gli scarti dell’agroindustria. Tutto sotto il segno della sostenibilità e del rispetto e della promozione della diversità genetica, di specie e degli ecosistemi naturali in cui vivono gli insetti. La startup nasce a Piacenza su iniziativa di Francesco Meles, laureato in agraria, ed è costituita da un team composto da Cristina Reguzzi, Claudia Sotgia, Stefano Filios, Donato Lo Re e Irina Vetere.
 
ART (Apta Regenerative Technologies) sviluppa biomateriali intelligenti attraverso l’uso di aptameri, brevi catene di DNA ingegnerizzate per legare molecole, che servono a migliorare la rigenerazione dei tessuti. Il progetto è stato lanciato a Parma su iniziativa di un team di esperti in bio e nanotecnologie,  farmacia, medicina  e chimica: Guido Macaluso, Carlo Galli, Simone Lumetti, Edoardo Manfredi, Paola Lagonegro, Alberto Ferrara.
 
Bioridis, progetta e produce strumenti (“consumabili”) per aumentare l’efficienza e ridurre i costi a supporto della ricerca biomedica e nella diagnostica, per favorire la sostenibilità dei sistemi sanitari e migliorare la qualità della vita. La startup nasce a Piacenza su iniziativa di Andrea Tortori, esperto in biotecnologie, Mia Minashvili, esperta in materie economiche, Gianmario Nieddu, esperto in chimica organica, e Nicolò Rossi, ingegnere chimico.
 
Nella categoria giovani, aperta agli studenti delle scuole superiori, sono stati premiati i progetti MOMmut di Daydreamers (1° classificato) e Zyron di Somnia (2° classificato), che hanno ricevuto un premio in buoni da 500 euro per l'acquisto di materiale tecnologico.
 
MOMmut è una culla intelligente che integra la classica struttura per neonati con strumenti tecnologici. Grazie a un particolare dispositivo e a un braccialetto hi-tech la culla sarà in grado di capire quando il bambino si sta per svegliare, cercando di farlo riaddormentare. I genitori potranno controllare sullo smartphone alcuni parametri vitali del bimbo, come la qualità del sonno, e potranno osservarlo tramite una speciale videocamera. Il progetto nasce su iniziativa di un gruppo di studenti del Liceo Scientifico “Paulucci di Calboli” di Forlì: Matilde Zanotti, Anna Matteucci, Benedetta Braghin, Francesca Cortini, Patrizio Appi.
 
Zyron è un dispositivo da collocare in camera da letto che, tramite uno speciale braccialetto da indossare durante il sonno, ne valuta la qualità e individua i fattori ambientali in grado di influenzarlo negativamente. I dati sono inviati a una app dello smartphone che tramite un questionario acquisirà delle informazioni supplementari e fornirà all’utilizzatore consigli per migliorare la qualità del sonno. Il progetto è nato su iniziativa di un gruppo di studenti dell’Istituto Tecnico “Alberghetti” di Imola: Riccardo Gavinese, Davide Nanni, Lorenzo Dall’Olio.
 

Torna su
IlPiacenza è in caricamento