«La produzione integrata è innovazione e sostenibilità»

Il convegno organizzato da Ccpb (organismo di controllo e certificazione) alla Cattolica di Piacenza

Un momento del convegno

Lo sviluppo dell’agricoltura se da un lato deve garantire la redditività degli agricoltori, deve altresì assicurare sicurezza e salubrità dei consumatori ed il contenimento degli impatti ambientali. Oggi ci sono a disposizione tecniche agronomiche sempre più innovative, da decenni la produzione integrata che è costantemente aggiornata. In questo contesto la certificazione ottempera ad un ruolo di cerniera tra produttore, mercato e consumatore per offrire a tutti garanzie e standard di livello riconosciuto. Di questi temi si è discusso nell’aula Piana della Cattolica di Piacenza in un convegno organizzato da Ccpb, organismo di controllo e certificazione e coordinato dall’agronoma Gloria Minarelli.

«La Regione Emilia Romagna - ha spiegato Carlo Malavolta DG Agricoltura della Regione - ha sviluppato, a partire dai primi anni '90, il progetto Agricoltura integrata. Questo metodo di produzione prevede il migliore utilizzo di tutte le più moderne pratiche di coltivazione e di conservazione dei prodotti, definite in collaborazione con i centri di ricerca e con le Organizzazioni di produttori. I disciplinari di produzione integrata individuano le regole a cui gli agricoltori devono attenersi per poter aderire alle seguenti iniziative: Azione 1 "Produzione integrata" (contenuta nella Misura 214 dell´Asse 2 del Piano regionale di sviluppo rurale (Psr) 2007-2013 in applicazione del Reg. (CE) 1698/05); Azione 3 "Arboricoltura da legno a ciclo breve - Pioppicoltura eco-compatibile"  Misura 221 (contenuta nella Misura 214 dell'Asse 2 del Psr 2007-2013 in applicazione del Reg. (CE) 1698/05 - ex Misura 2h del Psr 2000-2006). Interventi previsti nella Strategia nazionale per l'applicazione del Reg. (CE) 1234/07 (Ocm ortofrutta); Adozione del marchio collettivo QC Qualità controllata per le produzioni vegetali».

Nei disciplinari di produzione integrata, il testo relativo alla fase di coltivazione, raccoglie l’insieme delle norme tecniche per lo svolgimento delle operazioni colturali fino alla raccolta del prodotto, è suddiviso in  "Norme generali" e in "Norme tecniche di coltura". Alberto Albertini del Cpbb ha spiegato il sistema dei controlli di primo e secondo livello e le operazioni di autocontrollo. Sono ben 57 i punti di controllo. Per quello delle infestanti bisogna attenersi ai criteri di scelta dei formulati. Si verificano le scelte varietali, quelle di propagazione fino al post raccolta. Ha poi illustrati il sistema sanzionatorio ed ha auspicato che il sistema informatico nazionale possa migliorare.

E’ necessario aggiornare sempre il fascicolo aziendale, le registrazioni e le documentazioni. Sono possibili verifiche ispettive combinate. Per Gabriele Canali, docente di Economia della Cattolica “la sfida è la valorizzazione”. Ha trattato dei possibili utilizzi di questo sistema di qualità ed ha detto che è necessario ridurre i costi di transazione (richiamando una maggiore attenzione dei buyer della GDO) e quelli di produzione, con maggior omogeneità tra le regioni. Ha auspicato miglior comunicazione e valorizzazione di marchi nazionali; va favorita la concentrazione anche su altre caratteristiche dei prodotti, favorendo una maggior applicazione della produzione integrata. Anche una certificazione europea sarebbe nostro interesse. Va inoltre agevolata una certificazione europea ed il recupero di un valore aggiunto nonché di competitività a livello internazionale.

«L’avvenire - ha detto Vincenzo Tabaglio docente di Ecologia agraria alla Cattolica - non si prevede ma si prepara, ipotizzando percorsi di sostenibilità in agricoltura. L’agricoltura sostenibile prevede sistemi agrari integrati conservativi di risorse ed “equi”. Bisogna ridurre l’impatto ambientale, mantenendo le rese agrarie, favorire la vitalità economica, stabilizzare le comunità rurali ed elevare la qualità della vita». Ci si avvicina insomma al biologico, ma con la possibilità di usare prodotti di sintesi, con estrema ratio e sempre in modo sostenibile. Va rinverdita l’immagine pubblica dell’agricoltura e è necessario rendersi conto dell’importanza dell’humus e della sostanza organica. «L’agricoltura - ha concluso - ha un compito etico: cibo sufficiente, sicuro, sostenibile, grazie anche all’agricoltura di precisione su cui occorre puntare sempre più». Infine Giuseppe Maio responsabile schemi di certificazione Ccpb ha trattato della certificazione e valutazione della sostenibilità nell’ambito della produzione integrata. Le conclusioni, prima del dibattito, sono state affidate a Giuseppe Ciotti della Direzione generale sviluppo rurale del Mipaf.

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