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Giovedì, 26 Maggio 2022
Economia

La ripresa vera si vedrà solo nel 2014, ma Piacenza è la migliore in regione

Luci e ombre sul nostro futuro economico e una Camera di commercio che tiene, nonostante la crisi e nonostante burocrazia. L’analisi previsionale di Prometeia. Traineranno l’export e l’industria, ma l’occupazione avrà sempre un segno negativo

Luci e ombre sul nostro futuro economico e una Camera di commercio che tiene, nonostante la crisi e nonostante burocrazia e tasse massacrino le imprese, facendo diminuire l’occupazione.

BILANCIO. Il bilancio preventivo del 2013 presenta un disavanzo di 476mila euro, facilmente colmabile, ha affermato Daniel Vannozzi, con il patrimonio della Camera di commercio (che ammonta a 15 milioni di euro). Un disavanzo comunque minore rispetto ai 510mila euro del preconsuntivo 2012 e “che non incide sul funzionamento dell’Ente camerale”. Importante, nel bilancio è che resteranno i finanziamenti per i fidi alle imprese, con problemi di accesso al credito, per un totale di un milione e 200mila euro per il 2013. E ugualmente, sarà garantito il fondo per lo sviluppo delle aziende, anch’esso di oltre un milione. Purtroppo, anche la Camera di commercio ha dovuto fare i conti con il calo dei trasferimenti passati dai 171mila euro del preconsuntivo del 2012, ai 152mila del bilancio di previsione 2012, ai 131mila del bilancio di previsione 2013 (in totale il 23 per cento in meno). Molti i soldi stanziati per lo sviluppo: 1.200.000 euro per lo sviluppo delle imprese e la nascita; 385mila per la promozione del territorio; 238mila per gli interventi a favore della globalizzazione; 292mila per la promozione dell’agroindustria.

LE PREVISIONI TRIENNALI. Uno scenario, quello piacentino, illustrato oggi, 20 dicembre, da Massimo Guagnini, di Prometeia (associazione che elabora previsioni sull'economia italiana ed internazionale) il quale ha spiegato la situazione internazionale e nazionale che si riverberano sulla nostra economia. Il nostro valore aggiunto, il nostro Pil, vede tutti i settori con il segno meno davanti, per un totale dell’1,8 per cento di perdita nel 2012, che dovrebbe ridursi al -0,1% l’anno prossimo. Dati migliori rispetto alla media regionale emiliana: -2,5%. Solo nel 2014, la ripresa dovrebbe vedersi davvero facendo registrare un +1,5%. Giù edilizia e industria (rispettivamente -7,3% e -3,6%, ma per l’industria vale il calo della domanda internazionale a causa della crisi). Contenuta la perdita per l’agricoltura e i servizi: -1,6 e -1. Commercio, ristorazione, trasporti e servizi in generale navigano intorno al -0,6 per cento.

COMMERCIO ESTERO E OCCUPAZIONE. Cavallo di battaglia di numerose imprese locali, l’export ci caratterizza in regione. Qui, il segno è sempre positivo: +1,3 nel 2013 e +1,8 nel 2014. Numeri questi che si appoggeranno su basi solide avendo visto nel 2012 una crescita dell’esportazione pari al 25,1% (e al 28,8 nel 2011). Mentre Piacenza crescerà, nel 2012 la previsione per la regione è di -2,3% (a causa del terremoto), che salirà al +2,9 nel 2013. Tasto dolente è l’occupazione. Se nel 2011 è cresciuta dell’1,1%, quest’anno ha segnato un -2% (in regione si è al -2,4%) e nel 2013 resterà negativa con un -0,4%. Solo nel 2014 si avrà un + 0,7%. Batosta per l’agricoltura che dal +0,8 di quest’anno passerà al -5,7 del 2013. Ripresa, invece, per l’industria che recupererà posizioni passando dal -3,5% del 2012 al -0,4 del 2013. Il totale, comunque, resterà in sofferenza: -2%.

Dati in linea con l’analisi congiunturale sull’economia piacentina realizzata dalla Camera di commercio. Nel 2012 sono state assunte “solo” 2.640 persone (il 25% nell’industria), a fronte delle 3.300 del 2011 e delle 2.860 del 2010. Solo, però, il 14 per cento delle aziende ha richiesto assunzioni, perché il restante 86% ha detto di non avere intenzione di procedere a nuove assunzioni a causa dell’incertezza del futuro.

PROTESTI E CASSA INTEGRAZIONE. Aumentano i protesti. Nei primi nove mesi dell’anno sono stati 3.007, cioè 112 in più rispetto al 2011. Si è ridotto, però, l’importo, passato da 7 milioni e 800mila euro a 7 milioni e 500mila. La cassa integrazione è aumentata di poco, l’1,8% (poco sopra i 5 milioni di ore).

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