Latte, c'è l'accordo: 8 milioni in più agli allevatori piacentini

Morini: «Un primo risultato, attesi benefici anche per il consolidamento del prezzo per il latte destinato a produzione delle DOP»

Giovanni Morini, responsabile economico di Coldiretti

«Abbiamo combattuto per un prezzo più equo coinvolgendo centinaia di allevatori ed imprenditori agricoli piacentini legati al settore, basti pensare alle interconnessioni con le filiere mangimistiche e del foraggio, con presidi nelle industrie e nei supermercati dove abbiamo trovato il sostegno convinto dei cittadini nella difesa del latte. Oggi un primo risultato concreto è stato raggiunto»: così Giovanni Morini, responsabile del settore economico di Coldiretti Piacenza commenta l'intesa raggiunta con la multinazionale Lactalis sul prezzo del latte alla stalla che prevede, in tutto il Nord per il prossimo trimestre un aumento di 2,1 centesimi al quale va aggiunto il centesimo garantito dal Ministero delle Politiche Agricole con aiuti straordinari dell'Unione Europea ma anche le risorse che le regioni lattiere direttamente interessate possono mettere a disposizione se vorranno sostenere gli allevatori delle loro realtà territoriali compartecipando al fondo. Secondo l’ufficio studi della Coldiretti tra effetti diretti ed indiretti sul mercato nazionale del latte l’accordo porterà almeno 340 milioni di euro su base annua in più nelle stalle italiane, se ci sarà responsabilmente un allineamento di tutti i soggetti coinvolti presenti sul territorio nazionale.

«Allo stesso modo - prosegue Morini - sono 8 i milioni in più calcolati su base annua da Coldiretti provinciale e riversati nelle stalle degli allevatori che, con questa trattativa, potranno tra l'altro beneficiare di un consolidamento anche per il prezzo del latte destinato alla produzione di Grana Padano». 

«La multinazionale Lactalis - conclude Morini - è il primo gruppo lattiero caseario nel mondo e in Italia ha sviluppato nel 2014 un giro d’affari per 1,4 miliardi di euro con una quota di mercato complessiva nel settore lattiero caseario del 23,4 per cento in volume, mentre acquista circa l’8 per cento del latte italiano. Va da sé dunque, data l’importanza del colosso nel mercato che, riducendo la forbice tra prezzo corrisposto agli allevatori da Lacatlis ed il prezzo per il latte nel mercato delle Dop, anche quest’ultimo trae beneficio. Questa è una boccata di ossigeno in un grave momento di difficoltà ma la battaglia della Coldiretti continua nelle sedi istituzionali per arrivare al più presto alla corretta identificazione dei prodotti che usano latte italiano con l’indicazione in etichetta, che impedisca di spacciare come Made in Italy il prodotto importato». 

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