Economia

Donne e lavoro, nell’anno della pandemia a Piacenza persi 3mila posti  

È quanto emerge dall’analisi sulle "forze di lavoro nel 2020" dell’ufficio statistico della Provincia di Piacenza. Migliora il tasso di disoccupazione maschile, dal 5,5% al 4,4%, mentre quello femminile sale dal 5,9 al 6,9 per cento

(repertorio)

Lavoro e donne, nell’anno della pandemia nel Piacentino persi 3mila posti. È quanto emerge dall’analisi dei dati Istat sulle "forze di lavoro nel 2020", dell’ufficio statistico della Provincia di Piacenza, che conferma, anche nel nostro territorio, un maggior impatto dell'emergenza sanitaria sull'occupazione femminile. In provincia di Piacenza sono 127.000 gli occupati nella media del 2020, in calo di 2mila unità rispetto all’anno precedente: una variazione che però è la risultante di una contrazione della componente femminile (di 3.000 unità) e di un aumento di quella maschile (più 1.000), confermando anche da noi le maggiori difficoltà per le donne sul mercato del lavoro in questo periodo. «Detto questo - si sottolinea nell'analisi - occorre comunque valutare con attenzione l’entità della variazione dell’occupazione maschile, data la natura campionaria dell’indagine Istat. Il tasso di occupazione si attesta, per la popolazione dai 15 ai 64 anni, al 68,8%, in riduzione rispetto alla media del 2019 di 1,1 punti percentuali; cresce per gli uomini (al 77,9%, di quasi un punto percentuale) ma diminuisce per le donne (al 59,5%, -3,1 punti)».

Nel 2020 le persone in cerca di occupazione sono 7mila, in calo di mille unità (solo tra i maschi) sul 2019. Il tasso di disoccupazione provinciale, al 5,6% nel 2018 e al 5,7% nel 2019, scende nel 2020 portandosi al 5,5%. In questo contesto, migliora il tasso di disoccupazione maschile, dal 5,5% al 4,4% (-1,1 punti), mentre quello femminile sale dal 5,9 al 6,9 per cento (+1 punto). Le persone attive sul mercato del lavoro (134mila), infine, misurate dall’aggregato “forze di lavoro” (occupati e persone alla ricerca di un’occupazione), sono diminuite nel 2020 rispetto all’anno precedente di 3mila unità, mille tra i maschi e 2mila tra le femmine. La partecipazione al mercato del lavoro, misurata dal tasso di attività, è pari quindi al 72,9%, 1,3 punti percentuali in meno a confronto col 2019. Si osserva in particolare una crescita dell’inattività femminile, col tasso che passa dal 66,6% nel 2019 al 63,9% nel 2020 (-2,7 punti), mentre la partecipazione maschile risulta di fatto invariata (81,6%, -0,1 punti).

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LA SITUAZIONE PER CLASSI DI ETA’ - L’analisi dei dati del mercato del lavoro piacentino effettuata incrociando le diverse classi di età e il genere mostra come la leggera riduzione che si rileva nel tasso di disoccupazione complessivo (dal 5,7% nel 2019 al 5,5% nel 2020) dipenda, anche se con alcune distinzioni tra maschi e femmine, dai cali dell’indicatore che si registrano per le fasce di età più giovani (15-24 anni e 25-34anni), dato che esso (seppur lievemente) aumenta per le fasce centrali e avanzate d’età. L’ipotesi - suffragata dalle tendenze generali nazionali – è che anche da noi, tra i più giovani, si sia passati più facilmente dalla ricerca del lavoro all’inattività. Nonostante si debba prestare sempre molta cautela nell’interpretare i risultati relativi ad ambiti così dettagliati, essendo tanto più elevata la probabilità di errori quanto più si restringe l’ambito dell’indagine campionaria, all’interno della fascia 15-24 anni la disoccupazione diminuisce dal 23,3 al 22,5 per cento, e particolarmente per la componente maschile. L’indicatore in questo caso arriva al 20% riducendosi di 4,1 punti percentuali, mentre il tasso di disoccupazione giovanile femminile al contrario aumenta, dal 21,8% al 28,4% (+6,4 punti). Anche nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni il tasso di disoccupazione cala, dal 7,9% al 6,9%, e non solo tra i maschi (dall’8,4 al 7,3 per cento) ma anche tra le femmine (dal 7,2% al 6,2%). Un leggero aumento della disoccupazione si riscontra alla fine solo per la componente più adulta della forza lavoro (dai 35 anni in sù), dove il tasso, comunque a livelli estremamente bassi, sale dal 3,8% nel 2019 al 4,1 nel 2020, soprattutto a causa dell’incremento registrato dalla componente femminile. Per quanto riguarda d’altra parte l’andamento del tasso di occupazione, distinguendo sempre per classi di età e genere dei lavoratori, è evidente come l’impatto negativo della pandemia abbia colpito anche in questo caso i più giovani, e in particolare le donne. Pur sapendo che i livelli molto contenuti del tasso di occupazione relativi alla fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni dipendono in generale dall’alta partecipazione all’istruzione scolastica e universitaria dei giovani residenti nella nostra provincia, che ne ritarda l’ingresso nel mondo del lavoro, si deve comunque osservare che nel 2020 questo indicatore si riduce di quasi 5 punti percentuali nel suo complesso, scendendo al 19,8%; ma mentre rimane invariato tra i maschi (28,1%), subisce un vero e proprio crollo tra le femmine, di quasi 10 punti (dal 20,7% all’11%).

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PIACENZA E GLI ALTRI CONTESTI DI RIFERIMENTO - A dispetto delle gravissime ripercussioni sul ciclo economico nazionale e internazionale causate dalla crisi epidemica del Covid-19, nella media del 2020 il mercato del lavoro piacentino sembra essere riuscito piuttosto bene a contenere le perdite sul versante dell’occupazione, dimostrando una capacità di resilienza che già in altre occasioni avevamo avuto modo di osservare. Dal confronto con gli altri contesti (le province vicine, l’ambito regionale e nazionale) Piacenza evidenzia infatti tutta una serie di indicatori che continuano a posizionarsi - anche in questa congiuntura negativa - ai vertici per livelli di prestazione. Il tasso di occupazione complessivo (68,8%), sebbene in calo di 1,1 punti, è il più elevato tra i territori con cui ci confrontiamo, allineato alla media regionale e superiore al dato nazionale di oltre 10 punti. Il tasso di disoccupazione (5,5%) risulta inoltre, subito dopo quello della provincia di Pavia, il più contenuto tra quelli in osservazione, inferiore a quello medio emiliano-romagnolo (5,7%) e più basso di 3,7 punti rispetto a quello italiano (9,2%). Ed anche il tasso di attività, in sofferenza per via dell’aumento generalizzato degli inattivi, rimane su livelli elevati (72,9%), segnando una flessione (-1,3 punti percentuali) inferiore a quella regionale e nazionale (-1,6 punti) nonché a quella registrata in contesti più vicini, come Cremona e Pavia dove il calo è stato di oltre 3 punti. Da tutto ciò emerge – come illustrano i dati riportati nella tabella - soprattutto la preminenza del mercato del lavoro maschile piacentino. Non solo il tasso di occupazione, al 77,9%, più alto di quello medio emiliano e anche di quello dell’area metropolitana milanese, è l’unico a crescere in un contesto di generale contrazione, ma anche il tasso di attività, all’81,6%, il più elevato tra quelli considerati, mostra una sostanziale stabilità, a differenza degli altri ambiti dove cala invece sensibilmente. Allo stesso modo, pure il tasso di disoccupazione risulta il più basso a confronto con gli altri contesti, il 4,4%, ed in riduzione sul 2019. Al contrario, sono le donne ad essere maggiormente in difficoltà a Piacenza durante il 2020. A partire dalla contrazione numerica delle occupate di 3mila unità rilevata precedentemente, tornano infatti ad ampliarsi, dopo la fase di recupero degli anni scorsi, i divari con il mercato del lavoro regionale femminile. Il tasso di occupazione scende da noi al 59,5%, oltre 3 punti percentuali in meno rispetto ad un anno prima, mentre in regione l’indice si riduce di poco più di due, arrivando al 62%; analogamente il tasso di attività, che cala in provincia di quasi tre punti (portandosi al 63,9%) contro i due dell’Emilia-Romagna (dal 68,7% al 66,7%). In tale contesto aumenta di un punto percentuale il tasso di disoccupazione (6,9%), raggiungendo così quello regionale (in crescita di 0,3 punti).  

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