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«Le banche sono in crisi perché vari governi hanno affossato il settore immobiliare»

I valori immobiliari diminuiti di 2mila miliarddi. Da "Milano Finanza" un articolo del Presidente di Assopopolari Sforza Fogliani

Il problema all'ordine del giorno e quello dei crediti deteriorati del sistema bancario (meglio, delle grosse banche che non hanno il controllo del territorio a differenza delle medie. Chi liquida la questione dicendo che i banchieri scontano il fatto di aver finanziato “gli amici e gli amici degli amici” (come sostenuto da un populista leader di partito), o è  in malafede o non sa quel che dice. I crediti deteriorati sono in minima parte frutto di valutazioni sbagliate dei banchieri. In gran parte sono frutto di una situazione economica che, nella sua gravità,  e durata nessuno poteva prevedere. In Italia, poi, le difficoltà in cui si trova oggi sistema bancario  sono il risultato di una tassazione che ha ridotto i valori immobiliari (e in modo proporzionale le garanzie e i parametri patrimoniali degli istituti di credito di 2mila miliardi), di tanto impoverendo gli italiani (secondo i calcoli di Paolo Savona). Individuare le ragioni di tale perversa tassazione è anche individuare gli ambienti che, a proprio beneficio, hanno promosso e voluto la situazione di cui le banche sono oggi  (con gli investitori nel settore) le prime vittime. E dunque a tutti noto che a dare il via alla smodata tassazione  immobiliare, e stato in primo luogo il governo Monti. Il pretesto fu che occorreva equiparare la tassazione  del settore in Italia a quella degli altri Paesi dell'Eurozona o dell'Ocse, ma entrambe le tesi si sono dimostrate sbagliate o capziose senza replica degli interessati. Osservatori indipendenti - sostennero che I'obiettivo piuttosto, era (ed è) la finanziarizzazione della proprietà immobiliare e la sua appartenenza a società dedicate piuttosto che a persone fisiche.

I Governi succedutisi a quelli di Montti, tranne quello attuale, hanno ulteriormente aggravato I'imposizione sugli immobili. Ma la tesi - sostenuta da Ocse e Commissione Ue oltre che dall'Agenzia delle Entrate (in cui è stata inglobata quella del Territorio) - che la tassazione immobiliare non riguardi beni captali (la cui tassazione è accertato, è dannosa per la crescita del pil) ma beni di consumo durevoli è altrettanto fallace, considerando che gli immobili generano un reddito annuo quasi permanente. Da ciò “consegue che la loro tassazione si ripercuote sull'accumulazione del capitale, analogamente a quella sugli altri risparmi e investimenti” (Forte 2013) Quanto all'attuale governo “sembra di capire che abolendo la Tasi sull'abitazione principale goduta dal proprietario, il ministro Padoan abbia ammesso che la tassazione immobiliare patrimoniale non è vantaggiosa in una politica fiscale orientata alla crescita”(Forte, ivi).Lo Stato continua dunque in una politica di tassazione degli immobili che ha creato e mantiene la crisi del settore e ciò sulla base di tesi smentite dai fatti e prive di dignità scientifica, oltre che non condivise a livello governativo e della Pa (che comunque non hanno smentito).

Il sistema bancario, d'altra parte,  ha sempre giustamente ravvisato negli immobile la garanzia patrimoniale più certa, non suscettibile di perdita di valore per inflazione o per cattiva gestione, com’è invece per I titoli mobiliari.

E la crisi immobiliare indotta solo in Italia da un'errata politica dei governi da Monti in poi (compreso per questo aspetto l'attuale, che non ha minimamente ricreato la fiducia nell’investimento immobiliare) rende difficile, in Italia, la realizzazione delle garanzie bancarie, tradizionalmente costituite in gran parte da immobili.

La colpa, dunque, è davvero dei banchieri? O comunque dei risparmiatori come vorrebbe una bizzarra Europa, con il bail (incostituzionale)? Il bail out – c’e da chiedersi - non sarebbe di certo più coerente (com'è sempre stato) proprio perché le banche non sono monadi indipendenti dal clima in cui sono costrette a vivere, ma al contrario realtà a condizionate (e guidate, oltre che vigilate) dallo Stato? Nè la fase epocale di arretramento dei propri obblighi che caratterizza attualmente la realtà statuale come formatasi in epoca moderna, può giustificare un comportamento che incide come nessun altro sulla fiducia dei risparmiatori , con tutto ciò che ne consegue e ne è già conseguito.

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