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Economia

"Legalità, mi piace", le contromisure necessarie per tornare a crescere

I dati dell'indagine Confcommercio-Eurisko per l'Emilia Romagna: aumenta l'abusivismo e cresce l'insicurezza delle imprese

La Confcommercio e le Ascom dell’Emilia Romagna hanno aderito con convinzione alla Giornata di mobilitazione di Confcommercio-Imprese per l’Italia "Legalità, mi piace!" promossa il 26 novembre a livello nazionale, organizzando su tutto il territorio regionale numerose iniziative – dalle Conferenze stampa alle Tavole rotonde, dai Gazebo in piazza agli incontri con il Prefetto e le Autorità – per sensibilizzare l’opinione pubblica, le forze politiche e militari, le amministrazioni locali e tutta la cittadinanza sulla necessità di contrastare con fermezza i fenomeni dell’abusivismo, della concorrenza sleale e della criminalità, che la crisi ha sempre di più acuito in questi ultimi anni. Una percezione confermata dai dati Confcommercio-Format, in base ai quali per oltre l’80% delle imprese la crisi economica sta avvantaggiando il mercato dei prodotti illegali e l’esercizio abusivo delle professioni, in un quadro generalizzato di calo dei consumi che non ha risparmiato neppure l’Emilia Romagna. Tra gli effetti più dannosi prodotti dalle diverse forme di illegalità le imprese del commercio, del turismo e dei servizi indicano principalmente la concorrenza sleale (60,8%).

"E’ sufficiente questo dato – commenta il Presidente di Confcommercio Emilia Romagna Ugo Margini - per comprendere quanto l’economia sia contaminata oggi da fenomeni di illegalità e di abusivismo, che si stanno pericolosamente estendendo e radicando anche nella nostra Regione, complice la crisi economica. Con questa giornata di mobilitazione – prosegue Margini - vogliamo contribuire a diffondere la cultura della legalità, evidenziando i rischi degli acquisti illegali non solo per la salute e la sicurezza delle persone, ma anche perché così facendo si alimenta la concorrenza sleale, con un danno diretto ed ingente per le nostre imprese, come abbiamo più volte evidenziato denunciano la crescita indiscriminata, nella nostra regione, delle manifestazioni che si spacciano per sagre".

Tra i prodotti contraffatti più acquistati ci sono l’abbigliamento (46,6% quest’anno rispetto al 41,2% del 2013,con un aumento di oltre il 5%), i prodotti alimentari (38% nel 2014 contro il 28,1% dell’anno precedente, con un aumento del 10% circa), orologi, gioielli, occhiali (33% quest’anno rispetto al 29,2% del 2013), prodotti di pelletteria (24,9% nel 2014 contro il 26,9% dello scorso anno), scarpe e calzature (23,3%
quest’anno rispetto al 21% dell’anno precedente), farmaci e prodotti parafarmaceutici (21,2% contro il
15,1% del 2013). Cresce inoltre la percentuale di consumatori che afferma che l’acquisto illegale è
effettuato in modo consapevole.
Sul fronte delle imprese, due imprese su tre si ritengono danneggiate dall’azione dell’illegalità. Nel 2014
la percentuale sale al 61,1% contro il 57,2% del 2013, con un aumento di quasi il 4%.
Per oltre l’80% delle imprese la crisi economica sta avvantaggiando il mercato dei prodotti illegali e
l’esercizio abusivo delle professioni.

In occasione della giornata di mobilitazione "Legalità, mi piace!", aperta nella mattinata del 26 novembre dall’intervento in diretta streaming del Presidente Carlo Sangalli e del Ministro dell’Interno On. Angelino Alfano, sono stati presentati i dati della ricerca Confcommercio, effettuata in collaborazione con Gfk-Eurisko, sui fenomeni criminali e sull'impatto che hanno nella vita economica delle imprese. Nel 2014 le imprese commerciali, gli alberghi ed i pubblici esercizi hanno perso 26,5 miliardi di euro per illegalità varie: abusivismo, contraffazione, taccheggio, criminalità.  Fenomeni che comportano anche una perdita di reddito per le imprese pari all'8,2%, con oltre 260 mila posti di lavoro regolari a rischio (dati nazionali).

In base ai dati regionali, in Emilia Romagna la percezione di peggioramento dei livelli di sicurezza, nel periodo 2008-2013, è superiore alla media nazionale (59% in Regione rispetto al 47% del dato medio nazionale); i fenomeni rispetto ai quali si riscontra il maggiore aumento sono i furti (76%) seguiti dall’abusivismo (56%) e dalla contraffazione (53%). Tuttavia, a fronte di questa aumentata percezione generale di insicurezza, il dato che riguarda l’esperienza diretta o indiretta di criminalità per le aziende del Terziario dell’Emilia Romagna è ancora leggermente inferiore alla media nazionale (11% rispetto al 15% nazionale).

"Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi – aggiunge il Presidente Margini – che rappresentano oltre il 55% del tessuto imprenditoriale regionale, sono oggi i settori maggiormente esposti, per la loro presenza fisica sul territorio e per la loro funzione sociale, ai fenomeni di abusivismo, di concorrenza sleale e di delinquenza comune. Non possono e non devono essere le imprese a farsi carico, da sole, della propria sicurezza: occorre lavorare sempre di più – conclude Margini - insieme alle Istituzioni e alle Forze dell’ordine, per il rispetto delle regole, e per ricreare nelle nostre Città e nei territori quel clima di legalità diffuso, indispensabile per riavviare consumi ed investimenti". 

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