Sabato, 25 Settembre 2021
Economia Fiorenzuola d'Arda

Leonardo-Finmeccanica a Fiorenzuola per produrre fibra di carbonio con la Mae

Importante accordo siglato tra l’azienda della famiglia Rovellini e il colosso industriale statale. La fibra di carbonio prodotta verrà utilizzata nel settore aerospace. Fiorenzuola ospiterà anche un museo della fibra

A Fiorenzuola sbarcherà un impianto pilota per creare una nuova fibra di carbonio dedicata al settore aerospace. È il frutto di un importante accordo tra il gruppo “Leonardo-Finmeccanica” (al 30% del Ministero delle Finanze) e guidato da Alessandro Profumo (che ha casa nel Piacentino, in Valtidone) e l’azienda fiorenzuolana “Mae” della famiglia Rovellini (Marco e la figlia Paola). Il progetto punta alla produzione di materiali innovativi per i big del settore difesa e sicurezza con grandi prospettive di sviluppo futuri anche ad altri settori. L’impianto da 17 milioni di euro sarà cofinanziato da Invitalia, il programma di ricerca e sviluppo. La fibra fiorenzuolana servirà per potenziare lo stabilimento di Foggia di Leonardo. Partecipano al progetto anche Aviorel Srl e il Cnr.

La fibra di carbonio viene prodotta all’estero. L’azienda fiorenzuolana è stata scelta per il suo know-how nel settore, con oltre 90 addetti e un fatturato di 75 milioni di euro, filiali in Cina e Stati Uniti e specializzata nella ingegnerizzazione e costruzioni di impianti e linee complete per la produzione di monomeri e polimeri sotto forma di fibre o schiume. Il progetto della fibra di carbonio a Fiorenzuola prende il nome di “Lampo”. Quella che verrà prodotta in Valdarda verrà poi utilizzata da Leonardo per le fusoliere dei suoi velivoli. A Fiorenzuola verranno a lavorare una decina di ricercatori specializzati.

 «L’arrivo di Leonardo per la prima volta a Piacenza – ha espresso la sua gioia il presidente di Confindustria Francesco Rolleri - grazie all’accordo con Mae è motivo di grande soddisfazione. A Piacenza c’è una grande qualità imprenditoriale. Abbiamo aziende come Mae che hanno un know how imprenditoriale di rilevanza internazionale. Il tessuto produttivo della provincia piacentina ha caratteristiche vincenti».

Il presidente di Mae, Marco Rovellini, ha ripercorso la storia del settore e della sua azienda. «LA fibra acrilica nata negli anni ’50 e trasferita nel ’59 in Italia, venne sviluppata in alcuni siti produttivi e diede molti profitti: Marghera, Villacidro, Cesano Maderno, Porto Torres, Pisticci, Ottana. Ci siamo poi accorti che dalla fibra acrilica si riesce a ricavare anche la fibra di carbonio. Per il 95% si produce così, quindi ci siamo trovati in pole position in un mercato in espansione costante. Abbiamo scoperto che tutti i principali produttori americani e giapponesi sono produttori di fibre acriliche che si sono trasformati. Negli ultimi 10 anni sono stati creati 50 impianti nel mondo: la metà li ha costruiti Mae. Oggi costruire un impianto industriale in Italia non era concretizzabile per ragioni economiche. Ma con il contributo di Leonardo, oggi Mae può farlo».

Fiorenzuola ospiterà anche un museo della fibra. Del progetto se ne è occupato l’architetto Italo Rota insieme a Carlo Ratti: questa sarà la “casa” degli studenti di chimica, degli esperti, degli studenti delle scuole tecniche. Si potrà esplorare la struttura della materia, conservare la memoria.

Per suggellare l’accordo era presente, in rappresentanza di Leonardo-Finmeccanica, il manager Giancarlo Schisano. «Vogliamo far crescere l’indotto dell’imprenditoria fertile, che in questa zona d’Italia è sicuramente più sviluppata che altrove. Il 12% del fatturato di Leonardo è impegnato su ricerca e sviluppo». «Eravamo stanchi di fare il nostro mestiere in tutto il mondo tranne che in Italia – ha osservato la manager dell’azienda di famiglia, Paola Rovellini -. Ora siamo in grado di far diventare l’Italia un produttore strategico di fibra, senza acquistarla dall’estero per trasformarla». Rovellini ha ricordato anche l’impegno per la formazione, con l’iniziativa “Mae Bootcamp” che si occupa di operai specializzati e disegnatori di domani.

Ha applaudito all’iniziativa anche la presidente della Provincia, Patrizia Barbieri. «Negli ultimi tempi tante azioni concrete dal mondo imprenditoriale. Segnalo l’impegno di Paola Rovellini in questo progetto strategico. Le aziende guardano al futuro, tengono insieme il radicamento sul territorio e l’innovazione». «C’è soddisfazione per il territorio di Fiorenzuola – ha aggiunto in sindaco del capoluogo della Valdarda, Romeo Gandolfi -. Fa notizia la squadra di calcio che va in serie C, ma dovrebbe farlo altrettanto il fatto che abbiamo un’azienda in serie A. Curioso che la Mae abbia mantenuto la sede della “Petroli” che sfruttava il petrolio di Montechino, da un luogo di archeologia industriale all’innovazione ricercata oggi». «La fibra di carbonio – ha concluso l’assessore regionale allo sviluppo economico, Vincenzo Colla - cambierà la qualità delle nostre manifatture. È venuto il momento di diventare più autonomi rispetto ad altri Paesi».

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