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Economia

Agriturismi a rischio con applicazione indifferenziata Tari e Tasi

Lettera di Terranostra (Coldiretti) all’assessore regionale Rabboni che, a sua volta, scrive all’Anci. Pontini: «Occorre riconoscere le nostre peculiarità»

Non tarpare le ali al turismo in campagna e nelle aree rurali, che consente di scoprire le bellezze ambientali e culturali dell’entroterra dell’Emilia Romagna e di mantenere vivo il territorio. È questo il senso della lettera che Terranostra Emilia Romagna, associazione agrituristica di Coldiretti, ha scritto all’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, per evitare che, nell’applicazione della tassazione Tari e Tasi, le aziende agrituristiche fossero parificate in tutto e per tutto a imprese turistico-alberghiere e di ristorazione, nonostante i vincoli che limitano l’attività agrituristica. Con soddisfazione Terranostra ha perciò accolto la lettera che l’assessore Rabboni, facendo proprie le sollecitazioni dell’associazione agrituristica di Coldiretti, ha scritto all’Anci dell’Emilia Romagna, esprimendo la preoccupazione che i Comuni (titolari delle due tasse) scegliessero un’applicazione di Tari e Tasi «troppo semplicistica, che non tiene conto delle specificità dell’agriturismo». Nella lettera di risposta, l’assessore ricorda infatti che «l’attività agrituristica è regolamentata e limitata da numerosi vincoli legislativi che la differenziano dalle attività ristorative o alberghiere vere e proprie del settore commerciale: gli imprenditori agrituristici devono usare prodotti propri nella ristorazione, devono somministrare pranzi tipici del territorio, hanno limitazioni nell’uso dei fabbricati esistenti e nel volume di attività di ospitalità e ristorazione».

«Ad aprile - afferma Emanuele Gonsalvi, responsabile fiscale di Coldiretti Piacenza - abbiamo inviato ai 48 sindaci della nostra provincia una missiva che aveva il fine di sensibilizzare le amministrazioni circa le esigenze dei nostri associati in merito all’applicazione di Tasi e Tari che, specialmente in montagna, rischia di avere dei risvolti spiacevoli. Tasi e Tari infatti - prosegue Gonsalvi - rischiano di diventare un vero e proprio peso soprattutto nei confronti di quelle aziende dislocate in territori svantaggiati che, non solo hanno assunto negli anni un ruolo fondamentale di tutela del territorio in tema di manutenzione ambientale ed idrogeologica divenendo erogatori di servizi prima ancora che fruitori, ma che lavorano nel campo della ricettività agrituristica solo in maniera marginale, stagionalmente o comunque in modo  discontinuo». «Assimilare gli agriturismi ad imprese turistico-alberghiere e di ristorazione - afferma Carlo Pontini, presidente provinciale di Terranostra - significa ignorare che l’agriturismo è la massima espressione della multifunzionalità dell’azienda agricola, la cui attività agricola rimane comunque prevalente: un agriturismo, fornisce ai propri ospiti prodotti aziendali e dell’agricoltura del territorio, riducendo o addirittura annullando la produzione di rifiuti come ad esempio le confezioni degli alimenti e gli imballaggi». «Ci auguriamo - conclude il presidente Pontini - che i nostri Comuni riconoscano le peculiarità dell’agriturismo in sede di applicazione dell’aliquota Tari e Tasi per non frenare lo sviluppo di un turismo che, qui a Piacenza, siamo riusciti a costruire negli anni e che si basa sulla valorizzazione e riscoperta delle bellezze rurali delle quali noi operatori agrituristici ci facciamo portavoce».

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