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Levoni: «Pc Expo rischia un passivo da 1,5 milioni». Trespidi: «Alleanze con Lombardia e Veneto»

Preoccupa la situazione economica dell’ente fieristico. Senza eventi nel 2020 la situazione rischia di aggravarsi, visto che l'ente ha un'importante debito di Imu da versare al Comune

Un 2020 complesso per molte realtà economiche piacentine. Tra queste, anche l’ente fieristico, “Piacenza Expo”. Tutta la sua attività, da marzo a oggi, è stata sospesa. Una discussione in Consiglio comunale su alcune modifiche statutarie all’ente – che vede la partecipazione societaria, tra le altre, anche del Comune di Piacenza – è stata l’occasione per fare il punto della situazione. «Non incoraggiante per “Piacenza Expo” – ha preso la parola Massimo Trespidi (Liberi) - il fatto che la Regione abbia messo in vendita la sua partecipazione. La stessa Regione aveva in mente tre grandi poli fieristici in Emilia-Romagna: Rimini per la Romagna, Bologna e Parma per l’area ovest. Però poi il progetto si è arenato, un po’ perché scadeva il primo mandato di Bonaccini, un po’ per qualche resistenza interna al Pd a Bologna, frutto del malcontento del sindaco felsineo Virgilio Merola». Trespidi invita il Comune e la guida dell’ente fiere ad intavolare trattative e accordi fuori dall’Emilia-Romagna. «Piacenza Expo si guardi intorno, pensi ad allacciare rapporti con Lombardia e Veneto. Farei una chiacchierata con il governatore veneto Luca Zaia, Piacenza nel nuovo triangolo industriale Milano-Bologna-Treviso è cruciale. Di sicuro non possiamo fare da appendice all’ente fiere di Parma. Il nostro ente fiere avrà due bilanci consecutivi in rosso: il 2020 c’era Geofluid, che pareggia i conti. In più Piacenza Expo ha un debito di quasi 300mila euro di Imu da versare al Comune di Piacenza».

«Piacenza Expo – è intervenuto anche Antonio Levoni (Liberali Piacentini) - ha diversi soci, ma che non tirano fuori i quattrini. Il rosso di quest’anno potrà essere di un milione e mezzo di euro.  L’amministratore unico Giuseppe Cavalli va in scadenza a luglio, proporrei subito – fosse per me – di rinnovarlo. Però il prossimo amministratore unico deve avere più libertà d’azione e va sostenuto nelle iniziative con più forza».

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