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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia

Usb: «Un lavoratore licenziato ingiustamente ha il diritto di difendersi»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

In un mondo alla rovescia accade anche che un sindacato si schieri apertamente a favore dell’azienda per un licenziamento che ritiene giustificato. Il licenziamento è avvenuto a causa di un malore durante l’orario di lavoro che il lavoratore ha denunciato come infortunio, con tanto di prognosi di quindici giorni. La ditta, colpevole di non aver messo in atto tutte le tutele di sicurezza previste dalla norma, vuole sostenere che si tratta di di una simulazione.

Usb crede che un lavoratore licenziato ingiustamente abbia il diritto di difendersi e, nel caso si ritenesse illegittimo il licenziamento, debba essere reintegrato. Purtroppo la legge italiana, in questo caso, non prevede la riassunzione e quindi i lavoratori e il sindacato che li difende sono costretti a scioperare e manifestare per evitare soprusi e ingiustizie e costringere il datore di lavoro a riconoscere le proprie responsabilità. È una battaglia impari, difficile e a volte al limite della legalità, ma non ci sono altri mezzi per riconquistare diritti e dignità di chi lavora e viene licenziato solo perché si permette di voler riconosciuti i propri diritti.

In quest’ottica diventa scandalosa, deleteria e preoccupante la dichiarazione della rappresentanza sindacale aziendale della Cisl in difesa della Cosepi, società in appalto presso la Safta. La Cisl che ha permesso a un suo delegato tale aberrante dichiarazione, si conferma non essere più un sindacato, anche perché firma accordi aziendali dove i lavoratori perdono sino a 300 euro al mese. E a livello nazionale si accaparra la possibilità incrementare i suoi interessi con la gestione del welfare aziendale, dei fondi pensione, consulenze fiscali, enti bilaterali, corsi di formazione finanziati dai fondi europei e molto altro ancora, trasformando il suo ruolo da sindacato in difesa dei diritti dei lavoratori a quello di ente in difesa dei propri interessi.

Se la Cisl non condivide il modo di operare di Usb, che cerca di ricostruire una rete di solidarietà tra i lavoratori capace di mettere in atto un percorso di lotta per la riconquista dei propri diritti, al fine di evitare di tornare ad essere schiavi nel nostro Paese e sui posti di lavoro, dovrebbe riconoscere apertamente che le iscrizioni al sindacato a Usb non le fa l’azienda quando i lavoratori sono assunti e per questo non ci sentiamo obbligati a dover giustificare sempre e comunque qualsiasi loro comportamento. Anche l’opportunità della Cisl di aprire uno sportello per gli iscritti all’interno dell’azienda la racconta lunga sulla commistione di questo sindacato con le aziende.

Crediamo necessario l’immediato reintegro del lavoratore e siamo da sempre disponibili ad un incontro con Cosepi e Safta al fine di risolvere il problema. E non ci fermeremo di fronte a dei no. Il 27 giugno alle 17 si tiene l'incontro in Prefettura sul licenziamento, a cui seguirà una conferenza stampa.

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