Marketing, innovazione, sostenibilità: come conciliarli

Incontro alla Cattolica di Piacenza organizzato da Ccpb sul tema “Agricoltura, una sostenibilità certificata”, dedicato all’armonizzazione degli standard voluta da ministero dell’Ambiente e delle Politiche agricole tra Qualità nazionale sulla produzione integrata e Protocollo Viva

«Bisogna ricreare un rapporto fiduciario tra istituzioni pubbliche e cittadini che devono fidarsi del lavoro complesso che c’è dietro le certificazioni». Questo l’invito emerso nell’incontro che si svolto alla Cattolica di Piacenza organizzato da CCPB sul tema “Agricoltura, una sostenibilità certificata”, dedicato all’armonizzazione degli standard voluta da ministero dell’Ambiente e delle Politiche agricole tra Qualità nazionale sulla produzione integrata e Protocollo Viva.  L’incontro è stato aperto dai saluti del Preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Marco Trevisan che ha ricordato la difficoltà di “misurare” effettivamente ciò che si definisce sostenibilità «che- ha detto il moderatore Carlo Alberto Pratesi dell’Università di Roma Tre- andrebbe conciliata con marketing ed innovazione. Più facile far riconoscere ciò che è ecologia della persona, più complessa quella relativa al contesto perché oggi il consumatore vuole sapere ciò che caratterizza un prodotto».

La giornata è stata dedicata (sono intervenuti Giuseppe Ciotti del Mipaf, Nicola Fascetti del Ministero dell’Ambiente, Lucrezia Lamastra della Cattolica, Carlo Malavolta della Regione Emilia- Romagna, Alberto Albertini e Vincenzo Arra del CCPB ed Ettore Capri della Cattolica) al comune programma di lavoro, siglato dal Ministro dell'Ambiente e quello delle Politiche Agricole, teso ad armonizzare e integrare lo standard di Qualità Nazionale sulla Produzione Integrata (SQNPI) e il protocollo VIVA dedicato alla sostenibilità nella Vitivinicoltura.  L’obiettivo dei ministeri è di arrivare a uno standard di gestione sostenibile misurabile e certificabile, gestito nell’ambito dei sistemi di qualità e che sia un riferimento univoco per le produzioni italiane, nonché un biglietto da visita per le produzioni made in Italy sui mercati internazionali.

In futuro si potranno coinvolgere anche altri comparti agricoli, contribuendo così a ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla salute e nel contempo garantire un approccio economicamente sostenibile valorizzando le produzioni nazionali che da oltre un trentennio usano modelli produttivi ispirati alla Produzione Integrata.  Il progetto portato avanti dal MIPAAF si pone l’obiettivo di valorizzare i prodotti agricoli, sia freschi che trasformati, derivanti da produzione integrata, cercando di sviluppare un concetto nazionale di tali pratiche agronomiche, che ancora oggi mostrano un carattere frammentato e regionale. Tale Sistema non vuole sovrapporsi ai Disciplinari di Produzione Integrata predisposti dalle Regioni, semmai li esalta e fornisce uno strumento unico e riconosciuto a livello nazionale per comunicare al consumatore la qualità delle produzioni integrate italiane. Gli obiettivi del progetto VIVA “La Sostenibilità della Vitivinicoltura in Italia”, mirano a migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola attraverso l’analisi di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio, Vigneto).

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