Mercato dei vini della Fivi: al via l’edizione dei record

Un pubblico eccezionale ha affollato fin dall’inaugurazione a Piacenza Expo, la settima edizione del Mercato dei Vini della FIVI, la Federazione Italiana dei Vignaioli indipendenti

Un pubblico eccezionale ha affollato fin dall’inaugurazione a Piacenza Expo, la settima edizione del Mercato dei Vini della FIVI, la Federazione Italiana dei Vignaioli indipendenti. Numeri da record non solo di visitatori (ed acquirenti), ma anche di espositori, oltre 500 cantine, con 40 viticoltori dell’Emilia- Romagna di cui 16 piacentine. Un appuntamento che si è ormai imposto come uno tra i massimi eventi del mondo del vino in Italia, secondo solo al Vinitaly per numero di aziende vinicole partecipanti e che porta la città di Piacenza al centro dell'attenzione del mondo vitivinicolo italiano e non solo, visto l'arrivo di buyers e giornalisti da Cina, Svizzera, Austria, Norvegia, Gran Bretagna, Germania, Usa e Giappone.

“Siamo molto soddisfatti - commenta Matilde Poggi presidente della Fivi; dopo solo 10 giorni abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni; questo è il secondo evento, dopo Vinitaly, per importanza dedicato al vino, quello di qualità, di tutta la filiera, con le aziende che attraverso i loro prodotti “raccontano una storia” perché la qualità del vino parte da noi”. “Quest’anno - commenta Stefano Pizzamiglio della Tosa, delegato piacentino dell’associazione- sono 16 le aziende piacentine presenti: Marengoni, Baraccone, Bel Sospiro, Lusenti, Torre Fornello, Uccellaia, Saccomanni, Casa Benna, Cordani Marco, Corte Guerinona, Illica vini, Tenuta Borri, Tenuta Ferraria, Terzoni Claudio e Vitivinicola Valla. Il successo è incredibile, decisamente bene le vendite seguite agli assaggi; la gente chiede delucidazioni sulle caratteristiche organolettiche e sulla nostra azienda. Molto apprezzati vini importanti come Luna Selvatica e Viogna Morello. La delegazione piacentina si è riunita proprio recentemente e proporremo alla Fivi diversi progetti significativi”.

La Federazione è nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: coltivare le proprie  vigne, imbottigliare il proprio vino, e vendere tutto, o parte, del raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta. “Oggi la Fivi- ha chiarisce Pizzamilgio- è un interlocutore importante presso le istituzioni per un’azione di alleggerimento burocratico, per il recupero dei vigneti autoctoni dimenticati e per una viticoltura sostenibile. Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale”. Sono quattro le degustazioni guidate in programma, due oggi, sabato e due la domenica, in cui i produttori stessi racconteranno la loro esperienza, i loro vini, i loro territori. Sabato alle ore 14.00 si è svolta la verticale di Cuvée Bois Les Crêtes di Costantino Charrere, tra i fondatori della FIVI e suo primo presidente, guidata da Mario Pojer – vignaiolo in Trentino. Un percorso alla scoperta di un vino fondamentale nella storia enologica in Italia, in grado di imporre all’attenzione nazionale una viticoltura, quella valdostana, che viveva prima relegata entro i limiti dei confini regionali. A seguire, alle 17.00, la degustazione dedicata alla Vernaccia di San Gimignano di Montenidoli, guidata da Angela Fronti – vignaiola in Toscana. Elisabetta Fagiuoli, vignaiola dell’anno per la FIVI nel 2015, racconterà il suo vino in un percorso che è quasi un viaggio dentro a sé stessa.

Domenica 26 novembre alle ore 14 ci sarà la degustazione dei Prosecco Colfondo, specchio della nuova tendenza dei vini rifermentati in bottiglia, guidata da Gigi Nembrini – vignaiolo in Lombardia. I produttori di Conegliano, Valdobbiadene e Asolo racconteranno il loro legame con un vino che è una parte fondamentale di storia del loro territorio. Sempre domenica alle ore 17 la verticale di Rocce Rosse di Ar.Pe.Pe., guidata da Christoph Künzli – vignaiolo in Piemonte - alla scoperta di un territorio difficile e impervio come la Valtellina, della viticoltura eroica e della chiavennasca (nome locale dato al nebbiolo). Gli Artigiani del cibo, sono presenti con specialità gastronomiche da diverse regioni italiane: propongono salumi, formaggi, pani speciali e molto altro ancora. 

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