Mercato del latte 2017: prudente fiducia

L’analisi di Angelo Rossi fondatore di Clal all’incontro promosso da Dox-al tra i leader del mercato della mangimistica e dei prodotti sanitari per allevamenti svoltosi alla Faggiola di Gariga

Il mercato del latte per il 2017 dovrebbe essere caratterizzato da un aumento dei prezzi, per cui si può prefigurare una “prudente fiducia”. Sarà possibile una equilibrata ripresa dei mercati favorita da un possibile dialogo all’interno della filiera ed accordi che salvaguardino un equilibrio del mercato, più favorevole agli allevatori e senza colpevolizzare di speculazione la G.D.O. Una previsione, supportata come sempre da una cospicua mole di dati, quella proposta da Angelo Rossi fondatore di Clal, intervenuto alla Faggiola di Gariga per un incontro promosso da Dox-al, azienda tra i leader del mercato della mangimistica e dei prodotti sanitari per allevamenti. Clal è invece una società di consulenza tra le più famose in Europa  che analizza il mercato lattiero caseario, ne interpreta andamento e tendenze, e rende disponibili in tempo reale dati, notizie e sintesi, mediante un'attività di informazione e formazione. Il dott. Sandro Zanni di Dox-al, durante il suo saluto agli allevatori presenti, ha brevemente ripercorso la storia di questa azienda che ha sede, dal 2003 a Sulbiate (MB), ed esporta in 46 paesi del mondo grazie ai suoi brand: Pharma-Nutri- Hi- Tech, ovvero tutto ciò che è necessario ad un allevamento di bovine da latte per nutrizione e benessere animale. Alcuni dati: 40 milioni di Euro di fatturato, 4.500.000 Ton. di mangime, 18 brevetti internazionali.

Ha quindi preso la parola Rossi che ha sostenuto la necessità di un riequilibrio della filiera, soprattutto a favore degli allevatori di tutto il mondo ed ha ribadito l’esigenza di una produzione pari all’effettiva domanda. “Oceania, Usa e Ue- ha precisato- sono eccedenti, mentre tutti gli altri paesi del mondo non sono autosufficienti e pertanto sono potenziali aree di sviluppo. Ma non c’è molto da spartire e quindi è necessario trovare un punto di equilibrio tra domanda e produzione. Di fronte ad una moderata ripresa, che sarà anche resa possibile da un probabile aumento del prezzo del petrolio (favorito dal recentissimo accordo tra paesi produttori ndr.), bisogna puntare al mercato cinese che ha diminuito le polveri di latte e sta aumentando l’export di confezionato e su quello russo, in vista della probabile fine dell’embargo.

L’export sta andando bene, l’8,46% in più, anche se ha rallentato negli ultimi due mesi. Il prezzo del latte si aggira oggi attorno ai o,35 Euro/l.  ma salirà sicuramente, mentre quello destinato ad grana sarà mediamente attorno a 0,43,21 Euro/l”. “Il costo di produzione- ha chiarito l’alimentarista di Dox-al dott. Nicola Cantamessa- è legato alla gestione dell’azienda e perciò è necessario progettare per costruire”. Ha distinto tra produttività ed efficienza (per es. quella genetica), ed ha chiarito che oggi gli indici (Anafi) privilegiano maggiormente gli aspetti funzionali  e meno quelli produttivi e morfologici. Ha detto che la redditività degli allevamenti (scesa drasticamente quest’anno rispetto al 2015), non è solamente collegata al prezzo del latte ed ha precisato che “per una buona efficienza bisogna selezionare gli animali più produttivi, orientare la quota di rimonta (ovvero i capi che devono essere sostituiti annualmente), e vendere gli animali in eccesso. Il vantaggio è di 822 Euro annui a capo”. Per migliorare l’efficienza alimentare, è dunque necessario un approccio globale alle scelte di allevamento e bisogna concentrarsi sul miglioramento dell’alimentazione, della selezione genetica e della gestione delle bovine. La genomica permetterà in futuro di selezionare anche per l’efficienza alimentare, ma bisognerà sempre concentrarsi anche sui caratteri produttivi, di salute e fertilità. 

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