Messa in asciutta dei bovini, un convegno in Cattolica

Per fare il punto su come affrontare al meglio questo periodo e soprattutto per puntare ad una ridotta e selettiva terapia antibiotica, si è svolto alla sala “Piana” dell’Università Cattolica, un convegno organizzato dall’Istituto di zootecnia della Facoltà di scienze agrarie, alimentari ed ambientali e da Pro Tech

I relatori

Una gestione ottimale della messa in asciutta (ovvero il periodo in cui la bovina non produce latte), è fondamentale per la prevenzione delle patologie mammarie e per la salvaguardia del benessere della bovina. Inoltre le scelte nutrizionali da adottare dall’inizio alla fine del periodo di asciutta, sono alla base del successo produttivo e riproduttivo nella bovina da latte. Per fare il punto su come affrontare al meglio questo periodo e soprattutto per puntare ad una ridotta e selettiva terapia antibiotica, si è svolto presso la sala “Piana” dell’Università Cattolica di Piacenza, un convegno organizzato dall’Istituto di zootecnia della Facoltà di scienze agrarie, alimentari ed ambientali e da Pro Tech.

Dopo il saluto del Carlo Paglia contitolare di Pro Tech che ha trattato dei presidi nutraceutici ed etologici della messa in asciutta (con boli ruminali per il post parto o con mangimi minerali complementari contro lo stress), ha preso la parola Erminio Trevisi che ha sostenuto la necessità di ripensare l’asciutta, ribadendo  la necessità di attenersi alla fase di sospensione per la mungitura a 50/55 giorni perché se c’è questa sospensione successivamente gli animali producono di più. In questo periodo sono più sensibili alle infezioni mammarie. La procedura richiede una drastica riduzione dei concentrati, infusione con antibiotico mirata; va osservata (qui è fondamentale il ruolo dei mungitori in stalla) l’integrità del canale del capezzolo per evitare l’ingresso di patogeni. In questo periodo ci sono molte variazioni endocrine; una dieta equilibrata è essenziale per evitare aumenti di cortisolo. Ha poi trattato dei nuovi orientamenti e dei nuovi approcci per questa delicata fase e delle modalità dei controlli pre messa in asciutta.

Norma Arrigoni della sezione di Piacenza di IZS Lombardia e Emilia Romagna, dopo aver brevemente illustrato il lavoro svolto dal laboratorio per i pagamenti latte qualità e per rilevare le mastiti, ha focalizzato il suo intervento sull’uso degli antibiotici, sostenendo l’assoluta necessità (supportata anche da dati abbastanza allarmanti anche per la provincia di Piacenza), di un utilizzo solo per curare e non come prevenzione, per cui occorre diagnosi clinica ed esami di laboratorio.  L’uso responsabile ed una limitazione degli antibiotici è un percorso che è già stato avviato (linee guida della regione Emilia Romagna adottate poi per tutta Italia,  pertanto la terapia di massa va limitata. Ha ribadito che l’asciutta selettiva è imprescindibile da alcuni fattori come lo stato sanitario della mandria, l’ottimizzazione della gestione ed una raccolta efficiente dei dati, anche perché negli allevamenti con caratteristiche sanitarie e gestione ottimali, l’asciutta selettiva può comportare un significativo risparmio economico. Sono molteplici gli approcci per individuare le bovine infette da trattare, l’utilizzo del sigillante è raccomandato su tutte le bovine in asciutta purché con stringenti procedure di asepsi. Infine la formazione di veterinari ed allevatori è fondamentale per la trasmissione dei concetti di uso prudente su cui deve basarsi la scelta terapeutica. Alessandro Fantini presidente della società di Buiatria ha ribadito l’importanza di questi incontri per ridurre l’uso dei farmaci ed ha chiarito che si tratta di un percorso complesso che abbisogna di interventi strutturali, nutrizionali e gestionali.

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