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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Economia

«Mezzi nuovi e omologati: ancora problemi per la circolazione»

Gasparini: «Uno Stato strabico che incentiva la tecnologia e poi la sanziona su strada?»

L’omologazione dei mezzi agricoli è un tema per addetti ai lavori, ma le implicazioni pratiche stanno creando non pochi problemi ad agricoltori e contoterzisti che hanno acquistato mezzi nuovi e regolarmente omologati per i quali, però, si trovano a dover richiedere permessi di transito vedendoli classificati come mezzi speciali e in alcuni casi, addirittura, si scontrano con possibili sanzioni, dopo che l’acquisto dei mezzi stessi è stato incentivato con le misure di sostegno statale all’innovazione tecnologica previste da Industria 4.0 e da altre linee di agevolazione. «Il nostro obiettivo è poter lavorare e chiediamo non tanto una liberalizzazione selvaggia quanto un dialogo e un punto d’incontro con chi è deputato al controllo» – chiede Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza. «Francamente stento a comprendere come pochi centimetri di maggior volume possano essere un problema per la sicurezza delle strade e quanto all’usura, se una botte a 4 assi è più gentile di una a tre 3 nell’impatto sul terreno, dato che il carico è meglio distribuito, perché dovrebbe rovinare il manto stradale? C’è poi un problema di norme che cozzano tra di loro – sottolinea Gasparini –. Siamo in un Paese strabico, che incentiva i mezzi nuovi perché sono giustamente più efficienti e meno impattanti e poi ne vorrebbe impedire l’uso». Confagricoltura Piacenza invita a riflettere sull’obbligo che le aziende hanno di rispettare la direttiva nitrati per quanto attiene la distribuzione dei reflui e sulla conseguente necessità di stipulare convenzioni di spandimento tra aziende al fine di assicurare una buona ed efficiente distribuzione della sostanza organica anche sui terreni delle aziende che non hanno patrimonio zootecnico. «Per essere virtuosi ci sobbarchiamo trasferimenti interaziendali e poi siamo in difficoltà quando dobbiamo percorrere tratti di strada con le botti. Quello che è paradossale – spiega Gasparini - è che le difficoltà si moltiplicano se per trasportare il liquame usiamo una botte nuova (a 4 assi), quindi più grande e che inquina meno perché è più efficiente e impiega meno viaggi per spandere la stessa quantità. Per unità di consumo di pneumatico e gasolio, un mezzo a 4 assi è certamente più efficiente rispetto ad uno a tre». Confagricoltura Piacenza volge uno sguardo oltre il Po dove come al solito l’applicazione delle norme non è così difficoltosa e guarda poi ancora oltre alla Germania dove, addirittura, la circolazione di questi mezzi è ammessa in autostrada. «Registriamo difficoltà anche nel comparto del pomodoro dove la persecuzione, chiamiamola così, dei nuovi convogli, più grandi e performanti, sta portando gli agricoltori a rinunciare al proprio diritto del trasporto privato in fabbrica con conseguente incremento di costi. Abbiamo implementato un sistema virtuoso a cui i nostri agricoltori hanno risposto. Chiedo ancora una volta ragionevolezza ed invito a rileggere la bellissima poesia Davanti a San Guido di Carducci. Il mondo agricolo aveva deciso di non comportarsi come l’indifferente somaro che mangia il cardo, ma correndo come i puledri verso il progresso, investendo e innovando. Chiediamo che lo Stato, con le sue leggi, sia degno dello sviluppo economico che tanto propaganda».

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