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Misura 13: in arrivo pagamenti 2015, oltre 2,4 mln di euro per le aziende piacentine di collina e montagna

Enrica Gobbi: “Nei nuovi bandi specifica definizione di attività minima”

Dalla prossima settimana Agrea inizierà la fase di calcolo dei pagamenti a saldo 2015 della misura 13, l’indennità compensativa a favore delle aziende agricole e zootecniche che operano in aree svantaggiate di montagna e altre zone collinari sottoposte a vincoli naturali, con ricadute negative sull’attività produttiva. Ad annunciarlo è Coldiretti Piacenza nel sottolineare che verranno erogati in favore di circa 1800 aziende agricole piacentine risorse per un totale di oltre 2 milioni e 400 mila euro.

“Per l’annualità 2015 - spiega Enrica Gobbi, responsabile agroambiente di Coldiretti Piacenza - il bando regionale metteva a disposizione 15 milioni di euro, importo che è stato superato a seguito del cospicuo numero di domande presentate che hanno innalzato il fabbisogno complessivo oltre i 18 milioni di euro.”

“Si tratta, continua Gobbi, di una misura con un altissimo valore sociale poiché va a sostenere chi ogni giorno presidia le zone svantaggiate a beneficio di tutta la collettività e che per il 2016 ha visto un aumento delle risorse messe a disposizione per un totale di 19 milioni di euro e la specifica che qualora le domande ammissibili risultassero superiori verranno comunque soddisfatte.”

gobbi-3“I nuovi bandi di questa misura, precisa l’esperta, la cui scadenza è fissata per il 16 maggio 2016, ricalcano in buona parte i precedenti; è previsto un premio base di 150 euro per ettaro di superficie agricola montana per anno e 90 euro ad ettaro per gli imprenditori delle aree collinari svantaggiate. Per entrambi i bandi è previsto un meccanismo di riduzione progressiva delle indennità, la cosiddetta modulazione in funzione dell’estensione della superficie agricola dichiarata e che comporta che sopra i 50 ettari il premio non venga più corrisposto.”

“Anche le condizioni di ammissibilità, continua, sono rimaste molto simili a quelle che hanno caratterizzato i bandi 2015 ora in pagamento anche se in questo ambito è stato meglio dettagliata la definizione di agricoltore in attività. Per le superficie associabili al contributo sono state invece specificate le situazioni in riferimento allo svolgimento dell’attività minima. Vale a dire che per avere il contributo si dovrà indicare nella domanda se l'attività minima garantita nell'annualità di riferimento è il pascolamento o lo sfalcio. Sui  pascoli con tara deve essere praticato, per almeno 60 giorni, il pascolamento con animali propri censiti in Bdn nelle tipologie di allevamento all’aperto o estensivo e mantenendo un rapporto uba / superfice foraggere maggiore o uguale a 0,2. Nel caso invece dei pascoli senza tara e dei prati, si precisa che lo sfalcio deve avvenire con asportazione del prodotto e non triturazione o trinciatura del cotico con rilascio sul terreno dei residui. Infine, entrambe le attività dovranno essere comunque indicate nei dati aggiuntivi del piano colturale. Una ulteriore novità è riconducibile al cambiamento della codifica inerente alla dichiarazione dei castagneti da frutto nella quale sono state richiamate le norme regionali di riferimento per il riconoscimento degli stessi.”

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