Moretti all’Isii Marconi: formazione tecnica, ricerca, sviluppo, ma anche umanesimo

Il presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato Mauro Moretti ha incontrato nell’Aula Modenesi dell’Isii Marconi, gli imprenditori di Confapindustria Piacenza e gli studenti del Marconi e dell’Istituto Romagnosi per trattare del tema "Gli scenari futuri, l’innovazione industriale e l’importanza della cultura tecnica"

Un momento dell'incontro

Formazione tecnica, ricerca e sviluppo per tornare a primeggiare, senza dimenticare mai la cultura umanistica. Parole d’ordine proposte dal presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato Mauro Moretti che ha incontrato oggi nell’Aula Modenesi dell’Isii Marconi, gli imprenditori di Confapindustria Piacenza e gli studenti del Marconi e dell’Istituto Romagnosi per trattare del tema Gli scenari futuri, l’innovazione industriale e l’importanza della cultura tecnica. «Sull’attuale situazione - ha detto - dobbiamo essere ragionevolmente pessimisti e contrapporvi l’ottimismo della volontà». «Certo - ha costatato - la gente vive meglio, ma a discapito dell’ambiente, il genere umano ha rapinato tutto, ed ora c’è la prospettiva di miliardi di persone in più concentrati nelle grandi città. E gli Usa che stanno compiendo errate scelte ambientaliste». «E’ questo - ha precisato - un cambiamento davvero epocale, quattro epoche con rivoluzioni tecnologiche gestite da chi aveva in mano anche il potere politico e finanziario».

Molte rivoluzioni tecnologiche hanno una matrice militare, ma la digitalizzazione è coincisa con la globalizzazione, un mix culturale inusitato che ha lanciato paesi nuovi, prima di tutto la Cina che prima era solo produttrice per altri, ma oggi ha capacità proprie. Ha investito al massimo nell’educazione, attraendo i migliori insegnanti, scuole di businnes e scienze e tecnologie sfornano tecnici di prim’ordine a disposizione dell’industria locale. «Noi siamo ancora quasi fermi alla riforma Gentile che a suo tempo ha avuto validità ma non è più aderente oggi con la separazione tra tecnica ed umanesimo.Io-  ha ribadito - ho sempre privilegiato la cultura del fare (ed ha rivendicato l’importanza dell’alta velocità per il progresso del paese) come ha riconosciuto lo stesso presidente Francesco Cossiga in una telefonata personale».

L’Italia non ha ancora risolto l’avviamento al lavoro, mettendo in relazione formazione e produzione. Nei Paesi di nuovo sviluppo milioni di giovani (tra il 60 e il 90%) studiano scienze, tecnologia, ingegneria, matematica mentre in Europa e America solo il 30%. Bisogna far capire che una formazione scientifico-tecnologica porta occupazione e buoni stipendi. Se non lo facciamo perdiamo le sfide. «Ora - ha proseguito - è finita anche l’epoca che durava da Jalta e la Cina ha riunito tutti i paesi asiatici; stiamo vivendo la rivoluzione cibernetica con il Pentagono che ha demandato questa realizzazione alle imprese commerciali scatenando un’aspra competizione nel mondo. Si passerà pertanto da una cultura predominante culturale occidentale-europea, ad una nella quale cambieranno anche i valori etici ed estetici ed occorre prepararci ad una nuova supremazia culturale. Per questo gli imprenditori devono uniformarsi ai nuovi valori, a nuove esigenze ed esperienze, anche se ci sono segnali di riscossa nel nuovo asse Europa- Giappone, con l’Italia che recita un ruolo non secondario.  Il TPP11 (partenariato trans-pacifico) ha riaperto il libero scambio, costringendo Trup a rivedere le posizioni americane. Solo ricerca e sviluppo potranno contrastare lo strapotere cinese: è l’ultima chiamata di una scelta tra liberalismo e democrazia dittatoriale. Non lasciamo la Russia da sola o sarà invasa dai prodotti cinesi; riallacciamo i contatti e facciamo entrare le imprese commerciali. Questa è un’altra sfida da affrontare subito e ricordiamo che la cultura umanistica ed artistica hanno profonda influenza sullo sviluppo tecnologico e quindi bisogna fondare tecnica ed umanesimo per tornare a primeggiare”.

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