Natale 2011, è crisi anche a Piacenza: regali utili e poco costosi

I consumatori privilegiano i regali utili e non troppo costosi e lo smartphone è l'oggetto del desiderio di chi regala la tecnologia. Grande interesse per i prodotti alimentari

Piazza Cavalli "natalizia"

Natale, è crisi anche a Piacenza: regali utili e poco costosi. Lo rileva l'indagine sui consumi pre-natalizi condotta da Confcommercio Emilia Romagna, attraverso il centro studi Iscom Group, su un campione di imprese commerciali della nostra regione, localizzate anche nel Piacentino.

Più della metà degli imprenditori intervistati dice che la crisi sta condizionando i comportamenti di acquisto per il Natale. I consumatori privilegiano i regali utili e non troppo costosi; nell'abbigliamento infatti stanno andando molto maglieria e abiti, tra gli accessori le borse di marche di moda, sciarpe e profumi.

Lo smartphone è l'oggetto del desiderio di chi regala la tecnologia. Si rileva grande interesse per i prodotti alimentari, e gli operatori segnalano tra i più venduti i prodotti tipici come insaccati/salumi, parmigiano reggiano e vino. Ci si orienta quindi verso la qualità e il Made in Italy, ma con un occhio al prezzo.

Il cliente approccia gli acquisti natalizi valutando innanzitutto se l'acquisto è compatibile con le proprie disponibilità, poi si pone il problema di ottimizzare il rapporto qualità prezzo. Per il 59% degli operatori intervistati la clientela è sempre più attenta al prezzo. Questa attenzione alla convenienza si esprime parallelamente anche con la riduzione della spesa per i regali (28%), la scelta di regali utili (16%) e con la diminuzione degli acquisti non strettamente natalizi (11%).

In base all'indagine, circa la metà dei commercianti intervistati ha indicato come "complessivamente discreto" l'andamento delle vendite del periodo, l'altra metà riporta una diminuzione della spesa rispetto al 2010. La spesa pro-capite (media regionale) si mantiene ad un livello piuttosto contenuto.

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Per la grande maggioranza dei operatori (il 75%) la soglia massima di spesa della clientela per l'acquisto della strenna natalizia si mantiene entro i 100 euro, e questo anche per merceologie come l'abbigliamento, le calzature e la gioielleria che di solito richiedono un impegno economico maggiore. Confermando una tendenza già in essere da alcuni anni, si rileva una sostanziale tenuta nella vendita dei prodotti di marca medi, in particolare alimentari e beni per la persona, e dei prodotti economici non di marca, in questo caso oggettistica e casalinghi.

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