«Nel 2018 sei grandi fiere in più a Piacenza Expo». Tra gli obiettivi anche un eliporto

«Più fiera, più Piacenza». Giuseppe Cavalli, neo amministratore unico di Piacenza Expo, è già al lavoro: «Mi sto confrontando per organizzare sei nuovi grandi eventi all’ente fiere: tra questi uno dedicato allo sport, uno all'edilizia e uno agli scambi di materie prime». Nel mirino anche la sistemazione dell'area esterna

Giuseppe Cavalli

«Più fiera, più Piacenza». È questo il motto che ha scelto Giuseppe Cavalli, 54enne e co-titolare del “Colorificio Saiani”, dallo scorso 11 luglio amministratore unico dell’ente fiere “Piacenza Expo”. Come è nata la sua “candidatura” per amministrare l’ente fieristico piacentino? «Mi hanno contattato - racconta l'imprenditore, chiamato a succedere ad Angelo Manfredini - mentre tornavo da Torino. Avevo appena completato un giro dai clienti della nostra azienda quando mi hanno comunicato che ero stato scelto per questo incarico. Ringrazio per la stima e la fiducia che hanno riposto nel sottoscritto. Ci ho pensato su 24 ore per vedere se riuscivo a conciliare l’incarico con l’impegno in azienda. Ho accettato questa sfida e mi sono messo in gioco».

Stanno cambiando, poco a poco, le facce della "governance piacentina". Il centrodestra ha vinto dopo tre mandati consecutivi del centrosinistra. Ma Cavalli è uomo di centrodestra? «Ho parlato di persona, per la prima volta in vita mia, con il sindaco Patrizia Barbieri, solo qualche giorno fa. Non la conoscevo di persona e voglio sottolineare che la decisione di scegliere me è stata una cosa “extra politica”, fuori da ogni logica partitica e da ogni vincolo. Ho, naturalmente, le mie idee politiche come imprenditore». Quindi è di centrodestra? «No, non lo sono. Sono super-partes. L’ho anche detto in riunione con i miei nuovi collaboratori. A loro ho spiegato l’importanza di un impegno comune».

Cavalli in pochi giorni ha già approntato un suo piano d’azione. «In questa settimana - spiega - mi sono già mosso, ho preso contatti con personaggi del mondo imprenditoriale, dello sport e anche dello spettacolo. Ho in serbo almeno sei grandi fiere importanti in più di quelle già previste. Ma se ne aggiungeranno altre, con minore rilevanza. Stiamo già parlando di averle per il 2018, magari qualcuna di queste riusciremo ad organizzarla solo nel 2019. Dobbiamo rivalutare completamente la “macchina Piacenza Fiere”: io credo che possa essere una struttura in grado di dare tanto a Piacenza. Perciò mi sento di dire: “più fiera, più Piacenza”». Tra gli eventi nuovi che punta a organizzare ci sarà il ritorno della “sua” Fiera del Colore, organizzata nel 2011? «Non lo so ancora – chiarisce Cavalli -. Ma posso dire che una delle sei fiere sarà sull’edilizia. Un’altra sarà dedicata allo sport e un'altra ancora agli scambi internazionali di materie prime». 

Tutte quelle già in cartellone sono confermate. «Anzi - aggiunge Cavalli - saranno potenziate. Proprio oggi ho fatto un giro per la struttura di Le Mose e mi hanno fatto notare carenze che vanno sistemate al più presto. È stata trascurata la ricettività di Piacenza Expo, a partire dai servizi igienici. Presenteremo un programma per poter intervenire su più fronti». Nel mirino della nuova governance anche l’area esterna di “Piacenza Expo”. «Va riqualificata, completamente. Ho già in mente un progetto di riqualificazione per utilizzare l’area al meglio: Piacenza Expo deve poter ospitare altri eventi, come spettacoli e concerti. Eventi di un certo livello. L’area esterna di Le Mose è un po’ abbandonata a sé stessa. Va delimitata, va recintata, va protetta per avere una manutenzione migliore di quella odierna».

Ma c’è anche un altro progetto sul tavolo di Cavalli. «Un obiettivo – precisa - sarà realizzare un eliporto accanto ai padiglioni dell’ente fiere, a servizio dei vari interlocutori internazionali. Mi sto muovendo anche per questo. E potrà essere un eliporto anche a servizio della comunità piacentina, penso al 118 soprattutto. E perché no, anche per il turismo. Ne parlerò con le istituzioni, a partire da chi si occupa di turismo: potremmo vedere uno o due elicotteri che girano per la vallate piacentine, affittabili per fare gite sul territorio».

Nel 2015 la società Piacenza Expo è stata ricapitalizzata con 1,5 milioni: il Comune (che detiene poco più della metà delle quote) ne ha messi 500mila euro. Fu una decisione saggia? «Io non ho ancora preso in mano i numeri. Però sto facendo un progetto con un programma. E di carne al fuoco ce ne è parecchia. La struttura è valida e i collaboratori stanno facendo molto. Geofluid, Apimell, Seminat, la fiera del calcestruzzo sono di alto livello. Bisogna continuare».

Sul futuro di “Piacenza Expo” incombe sempre lo spettro di possibili fusioni con gli altri enti fieristici dell’Emilia-Romagna. «Sono discorsi politici che non mi riguardano. Io voglio salvaguardare Piacenza e la piacentinità del nostro ente fieristico. Piacenza ha molto da dare sotto ogni profilo. Questa piacentinità va un po’ riscoperta. E sono i piacentini che devono riscoprirsi».

Cavalli sottolinea i risparmi sul bilancio frutto dell’azzeramento del gettone di presenza del Cda. «Però con tutte le 21 realtà - conclude - compartecipate che compongono Piacenza Expo voglio confrontarmi. Ci sarà una consulta, non retribuita, dove potrò dialogare con un rappresentante di ogni realtà. È mio interesse parlare dei miei progetti e ascoltare le loro esigenze». 

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