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I numeri

Nel Piacentino busta paga più leggera del 31% per le donne

Cgil: «Retribuzioni sotto di 5 punti rispetto alla media regionale». Il sindacato presenta l’Osservatorio Economia e Lavoro

Saranno il segretario generale della Camera del Lavoro, Ivo Bussacchini, il ricercatore di Ires Emilia-Romagna, Davide Dazzi e il giornalista Mattia Motta a presentare pubblicamente i dati del 14esimo Osservatorio Economia e Lavoro della Provincia di Piacenza, in un’iniziativa online sulla pagina Facebook della Cgil di Piacenza prevista per le ore 10 di lunedì 11 dicembre. «Per noi rappresenta un momento di analisi e confronto imprescindibile per interpretare le mutazioni del contesto economico e sociale provinciale – spiega Ivo Bussacchini, segretario generale Cgil Piacenza -. Ci sono alcune luci e purtroppo molte ombre nel 14esimo rapporto Ires: in primis sul piano delle retribuzioni, con Piacenza sotto di 5 punti rispetto alla media regionale degli stipendi, e con le donne che hanno retribuzioni di un terzo più “leggere” rispetto ai colleghi: una situazione insostenibile che deve interrogare tutti, mondo del lavoro e istituzioni».

L’AMBIENTE E IL TERRITORIO

Sul fronte ambientale, Piacenza ha - tra le province emiliano-romagnole - il primato, nel 2022, per l’aumento del consumo di suolo in valori assoluti: 129 ha, pari ad oltre un quinto dell’aumento totale regionale. Un aumento concentrato in modo particolare nel comune capoluogo. Prosegue la dinamica di invecchiamento della popolazione, con un’età media (47,1 anni) più alta di quella regionale, nonostante una forte concentrazione di popolazione straniera (15,3%), soprattutto est-europea, che contribuisce ad abbassare la media complessiva.

La qualità dell’aria nella provincia di Piacenza, già non salubre, è ulteriormente peggiorata nel 2022: sono aumentate le giornate annue di sforamento dei limiti di concentrazione delle polveri sottili e si conferma una forte presenza di ozono.

Il 2022 è stato un anno particolarmente caldo e siccitoso, con scostamenti anomali rispetto alla media degli anni precedenti che, per quanto riguarda le temperature medie, sono stati attorno ad 1,5 gradi. Anche il 2023 è destinato a presentare, alla fine, un bilancio non meno critico.

IL CONTESTO ECONOMICO E PRODUTTIVO

Dopo la forte ripresa del periodo post-pandemico, le previsioni di crescita per il 2023 e 2024 sono molto più contenute, allineate ma sempre un po’ al ribasso rispetto alle stime previsionali della regione (0,6% contro 0,8% per il 2023). A trainare è il settore dei servizi, mentre rallentano fortemente le costruzioni e l’industria in senso stretto è stimata nel 2023 addirittura in arretramento (-2,4% la produzione di valore aggiunto, dopo il -1,2% dell’anno precedente).

Anche le esportazioni hanno vissuto nel 2022 una fase di forte contrazione (-3,4%), concentrata soprattutto nei settori delle apparecchiature elettriche e degli articoli in pelle.

Il numero delle imprese attive risulta negli ultimi anni sostanzialmente stabile o in lieve crescita, dopo il costante calo degli anni precedenti. Continuano però a ridursi le ditte individuali e le società di persone, mentre crescono le società di capitale.

Anche il turismo ha recuperato negli ultimi due anni, sia dal punto di vista degli arrivi sia da quello delle presenze, ma il recupero riguarda soprattutto le strutture extra-alberghiere.

IL LAVORO

In base agli ultimi dati disponibili di Prometeia (ottobre 2023), alla crescita del numero di occupati (teste) a Piacenza pari all’1% nel 2022 corrisponde una crescita della quantità di lavoro espressa in Ula pari al 2,2%. Dopo la flessione occupazionale del 2020 e 2021, la ripresa del mercato del lavoro ha impattato più in termini di quantità di lavoro, e quindi presumibilmente di saturazione ed intensificazione del lavoro, che di numero di occupati. I dati per i prossimi 3 anni (2023-2025), invece, vedono una dinamica della quantità di lavoro più allineata al numero di occupati evidenziando come l’aumento della quantità di lavoro sarà proporzionalmente accompagnato da una occupazione incrementale.

La crescita occupazionale è principalmente trainata dall’occupazione dipendente (+2,3%), maschile (+2%) e manifatturiera (+6%). La ripresa del sistema economico sembra avere prodotto un aumento importante dell’offerta di lavoro non assorbita, però, totalmente dalla domanda di lavoro. Il tasso di disoccupazione nel 2022 a Piacenza, infatti, continua ad alzarsi arrivando al 6,5%, di cui 8,5% femminile. Inoltre, i dati relativi all’area di disagio occupazionale (17,2% degli occupati) - che raccoglie principalmente contratti a termine e part time involontari - e alla disoccupazione sostanziale (con un tasso dell’8,3%) - un calcolo della disoccupazione che tiene conto anche delle forze lavoro potenziali - dipingono un mercato del lavoro ben più critico di quello disegnato dai dati ufficiali.

Gli ultimi dati Siler (Sistema Informativo Lavoro Emilia-Romagna) aggiornati a novembre 2023 confermano la crescita delle posizioni di lavoro dipendente nel 2022 (+1.331). La crescita delle posizioni di lavoro è da imputare totalmente alla crescita dei contratti a tempo indeterminato (+2.645) a cui si contrappone la flessione dei contratti a termine (-1.988) che, tuttavia, continuano a rappresentare il 63% della domanda di lavoro. La flessione dei saldi dei contratti a termine trova una giustificazione sia in una crescita delle cessazioni (+13,5% rispetto alla media di +6,5%) sia e soprattutto nell’incremento delle trasformazioni a tempo indeterminato, aumentate di oltre il 40% nel corso del 2022 sospinte dalle misure di decontribuzione per donne e under 35.

Se in Emilia-Romagna le dimissioni nel 2022 continuano a salire del +13,4% portandosi a +55% rispetto alla media 2015-2019, a Piacenza le dimissioni si mostrano sostanzialmente allineate ai volumi del 2021 segnando però una rapida espansione rispetto alla media 2015-2019 (+38%). Rapportando i volumi di dimissioni per numero di lavoratori dipendenti, emerge come si possano contare 13,7 movimenti di dimissioni per 100 lavoratori dipendenti: per gli under 29 l’indice sale a 19,7 nel 2022.

RETRIBUZIONI E REDDITI

A Piacenza nel 2022 si registra una retribuzione media per lavoratore dipendente pari a 23.418 euro all’anno, ossia un livello retributivo più basso delle altre province emiliane e del livello medio regionale (-4,8%). Continua a persistere un differenziale retributivo di genere del -31,9% spiegato sia dal minor numero di giornate retribuite (-6,6%) ma soprattutto dalla minor retribuzione giornaliera (-27%).

In media, la retribuzione dei lavoratori dipendenti stranieri a Piacenza nel 2022 è pari a 17.358 euro per gli uomini e 13.267 euro per le donne, il -34,5% in meno, ossia un differenziale al di sopra del gender gap per la totalità del lavoro dipendente (-31,9%). In generale, la retribuzione dei lavoratori dipendenti stranieri è il - 25,2% in meno rispetto alla media della totalità dei lavoratori dipendenti a Piacenza nel 2022.

I dati sule dichiarazioni dei redditi per l’anno 2021 mostrano per Piacenza un reddito complessivo medio di 24.114 euro, ovvero un valore al di sotto della media regionale pari a 24.790 euro. Per quanto riguarda le tipologie di reddito dichiarato, nel 2021 a Piacenza, come nel resto dell’Emilia-Romagna, la larga parte del reddito complessivo (83,4% a fronte dell’82,8% della regione) deriva da reddito da lavoro dipendente (53,9%) e dalle pensioni (29,6%).

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