Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Nella notte di San Silvestro in Italia i volumi dei vini stappati saranno simili allo scorso anno

Mancheranno però 190 milioni di euro di fatturato, causa il consumo di cibi e bevande al di fuori del bar o del ristorante

Fine anno all’insegna delle tipicità locali, sobrietà e convenienza; un adattamento alla nuova realtà cercando di rinunciare il meno possibile.  Anche se a tavola si resta in 4-6, piatti imbanditi; cenone con i parenti o famigliari stretti e tempi più allungati. L’OVSE-CEVES istituto fondato nel 1991 da Mario Fregoni, Antonio Niederbacher, Zeffiro Bocci e Giampietro Comolli, primo osservatorio economico dei vini italiani - specializzato in spumanti e frizzanti, analisi mercati, consumi, tendenze, presente in 18 Paesi - ha rilevato una spesa alimentare nei supermercati fino all’ultimo momento sfruttando le prime promozioni, sottocosto. Per il vino i sottocosto in supermercati e discount sono andati esauriti in poche ore. Nessuna bottiglia di bollicine invenduta. Per gli acquisti di cibo meno zampone ma tante lenticchie, meno caviale e crostacei, più baccalà e più capitone soprattutto al sud Italia. Spesa alimentare in crescita soprattutto di alimenti base. Instagram sostituisce cuochi e liste menù con una graduatoria che conferma la regionalità e la tradizione: 900.000 immagini di lasagne consigliate, 650.000 immagini per il panettone classico, 600.000 messaggi a tortelli e tortellini, 450.000 capitoni soprattutto zona campana, 350.000 solo per tartine di ogni tipo… forse consigli per “tirare lunga” la serata in casa.

I volumi di bottiglie di vini stappati nel 2020 sono molto simili a quelli del 2019, sono solo cambiati i luoghi di consumo, i tempi, la durata del consumo. Luoghi solo domestici, nulla off premise e horeca: da qui il forte divario invece nel fatturato totale del comparto, nel valore della singola bottiglia al consumo, del valore medio della bottiglia stessa. A un prezzo medio a bottiglia nazionale stappata nel 2019 fra 9-10 euro (pari a 310 mio/euro) corrisponde oggi una spesa di circa 200 mio/euro, crollo del prezzo medio a 5-6 euro. Ancor più evidente il divario per lo Champagne consumato in Italia e da sempre concentrato a fine anno: contro 3,1 mio/bott di Champagne nel 2019, questa notte 2020-2021 si stapperanno solo 1,9 mio/bott, perdita di 80 mio/euro di fatturato, cioè 45% in meno.

Il minor fatturato globale non è dovuto solo a qualche sottocosto last minute, bensì al fatto che manca il 90% (entità molto pesante) della spesa fuori casa della notte di capodanno. Quasi il 50% delle bottiglie consumate fuori casa nel 2019 sono rientrate in casa dalle finestre, aumentando i brindisi domestici con gli acquisti diretti e online, bottiglie regalate e in scambio. Soprattutto le compere nella Grande distribuzione negli ultimi giorni sono aumentate del 10% rispetto all’anno scorso. Il calo del fatturato globale di bollicine nell’ultimo giorno dell’anno è dettato soprattutto dalla differenza fra valore dell’acquisto diretto e spesa alle feste, cenoni, locali notturni, feste degli alberghi, pari a 170 mio/euro in una sola notte. In questa situazione non ci sono ristori o mancette che tengano. 

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