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Da sinistra: Luigi Maddaloni, Alberto Gardina, Paolo Taurino e Manuel Sartori

Da sinistra: Luigi Maddaloni, Alberto Gardina, Paolo Taurino e Manuel Sartori

«Nelle aziende piacentine aumentano i lavoratori clandestini e in nero»

Presentato alla Direzione Territoriale del Lavoro il report delle attività svolte nel 2015 sul territorio: crescono le irregolarità nelle aziende, i lavoratori in nero e quelli clandestini. Il direttore Gardina: «A Piacenza una grande cultura della legalità e grande collaborazione»

In un anno sono cresciute le irregolarità nelle aziende, i lavoratori in nero e clandestini. Presentato alla Direzione Territoriale del Lavoro il report delle attività svolte nel 2015 dal direttore Alberto Gardina, dagli ispettori del lavoro dipendenti dal Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali, Coordinati dal direttore Luigi Maddaloni e dal Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro diretti dal maresciallo capo Paolo Taurino. I risultati ottenuti , fanno sapere dalla sede in via IV novembre, sono spesso stati conseguiti grazie all’azione coordinata e congiunta con il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, con quello della  Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, nonchè con gli organi ispettivi di Inps, Inail ed Ausl.

A fronte di una diminuzione dei controlli, 868 le aziende finite sotto la lente degli ispettori (947 nel 2014), crescono però le irregolarità riscontrate. Meno controlli sono proporzionali alle maggiori anomalie trovate. Prima su tutte l'impiego di lavoratori in nero, 186, e clandestini, 32, otto volte in più rispetto allo scorso anno mentre 423 sono stati i lavoratori irregolari, su un totale di 1918 persone controllate. Trentuno le persone denunciate, solo 13 nel 2014. 

I settori in cui si sono svolte le indagini sono molteplici, i più controllati risultano essere l'edilizia (settore che per la crisi risente maggiormente di investimenti nella sicurezza dei lavoratori), i trasporti e i pubblici esercizi e nel 53% delle attività sono emerse irregolarità. In tutto il 2015 l'imponibile non versato e non denunciato agli istituti di previdenza è pari a 2milioni 891.893, 97 euro, mentre ammontano a 506.539,39 euro le sanzioni introitate. Ventidue attività invece sono state sospese per aver impiegato al loro interno personale in nero in misura pari o superiore al 20% del personale presente. Infine, sono più di 3 milioni di euro le sanzioni comminate e mai pagate. 

«Il nostro territorio è molto sensibile a queste tematiche e questo ci permette di avere una grande collaborazione con le aziende, con gli stessi lavoratori che sempre più spesso si rivolgono a noi, e con le cooperative che operano nel Piacentino. Su 179 denunce presentate è stata tentata la conciliazione monocratica e 101 sono state effettivamente le pratiche concluse, 74 di queste hanno poi avuto esito positivo». Spiega il direttore Alberto Gardina. 

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