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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Economia

Niente rilasci d’acqua supplementari dalla diga del Brugneto

“Ireti” e la Regione rispondono negativamente alle richieste del territorio Piacentino: «Vogliamo evitare rischi nei prossimi mesi per il genovese»

La diga del Brugneto non rilascerà acqua aggiuntiva, durante questa estate, rispetto agli accordi. È quanto annuncia Ireti (insieme alla Regione Liguria) al territorio Piacentino, in una missiva, dopo che la provincia aveva chiesto di aiutare il mondo agricolo, in sofferenza. La diga genovese quest’anno non accoglie le richieste piacentine, rispetto alle ultime estati. 

«Il volume invasato attualmente nel bacino del Brugneto - informa Ireti - è di 15,1 milioni di mc. La discesa media, dovuta al servizio potabile della zona di Genova, è già attualmente di circa 52.000 mc giornalieri con una previsione mensile quindi di 1,6 milioni di mc (superiori agli 1,2 milioni di mc di cui nella Vostra ipotesi). A questo volume, in annate siccitose come quella in corso, si dovranno purtroppo prevedere a breve maggiori necessità di utilizzo dovute all’integrazione di altre fonti da falda attualmente in uso. La sostituzione dei volumi non più captabili da queste falde determinerà un maggiore consumo dal lago del Brugneto. Quanto sopra esposto può ben rappresentare come la necessità da derivare mensilmente dall’invaso sarà progressivamente crescente passando dagli attuali 1,6 milioni fino a raggiungere i 3 milioni di mc/mese».

«Le simulazioni dell’andamento dell’invaso del Brugneto – prosegue Ireti - in previsione di un autunno siccitoso quale quello del 1983, porterebbero per il periodo tra novembre e dicembre a un volume residuo attorno ai 5 milioni di mc (peraltro sotto ai 6,5 milioni corrisponde una qualità della risorsa via via più scadente e difficilmente trattabile), quindi in pieno stato di allarme per l’esercizio potabile dell’intera area genovese, condizione che è da evitare nel modo più assoluto per le gravi ripercussioni economiche e sociali della zona interessata. Si ricorda che nel 1983 fu necessario un pesante razionamento idrico, per il periodo dal 28 novembre al 20 dicembre, partendo peraltro da un invaso al 18 luglio di oltre 21 milioni di mc, quindi una riserva di oltre 6 milioni di mc superiore a quella odierna. Per quanto sopra, non si ritiene cautelativo per il servizio potabile, rilasciare volumi supplementari rispetto a quanto previsto dal Disciplinare di Concessione in essere».

«Negli anni passati – commenta Giampaolo Maloberti, consigliere provinciale con delega all’agricoltura ed esponente della Lega - dal 2017 al 2021, con una trattativa basata sui rapporti politici e personali, tramite l’attuale senatore Francesco Bruzzone e l’assessore regionale ligure Giampedrone, siamo riusciti ad ottenere rilasci ulteriori. Quest’anno la situazione è difficile a causa della siccità e non ha giovato l’atteggiamento di Bonaccini che ha annunciato un accordo con Toti che non aveva. C’è stata una spettacolarizzazione della questione, spero che ci sia qualche piccolo spiraglio. Anche perché Genova un po’ di riconoscenza la dovrebbe avere, visto che a Borgoforte bruciamo i rifiuti liguri. Per l'agricoltura sarebbe vitale qualche rilascio».

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