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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Economia

No a consumazioni al banco, «Interpretazione giuridicamente incomprensibile e immotivata sotto il profilo sanitario»

Fipe-Confcommercio chiede l’intervento del Ministero dello sviluppo economico: «I bar hanno già perso 8 miliardi di euro di ricavi e 90mila posti di lavoro»

«Un’interpretazione giuridicamente incomprensibile e immotivata sotto il profilo sanitario». È quanto ribadisce Fipe-Confcommercio sul divieto di consumazioni al banco dei bar. «La circolare del 24 aprile scorso con cui il Ministero dell’Interno ritiene che il Decreto legge “Riaperture” vieti ai bar la possibilità di effettuare la somministrazione al banco è giuridicamente incomprensibile e non ha alcun fondamento di sicurezza sanitaria. Si tratta di un’interpretazione che nessuno si aspettava considerando che il decreto non esclude espressamente il consumo al banco ma, al contrario, ha voluto specificare con quali modalità può avvenire il consumo al tavolo (esclusivamente all’esterno fino al 31 maggio). D’altra parte, dopo 14 mesi di blocco delle attività di ristorazione, almeno l’aspettativa di una regolamentazione puntuale non dovrebbe essere tradita: in zona gialla i bar hanno sempre avuto la possibilità di effettuare la somministrazione al banco anche in virtù del fatto che si tratta di un consumo veloce, che non implica una lunga permanenza all’interno degli esercizi» spiega l’associazione in una nota. «In sostanza, stando alla circolare del Ministero dell’Interno, la somministrazione al bancone non si potrà fare prima del 1 luglio mentre a partire dal 1 giugno sarà possibile consumare al chiuso ma al tavolo. Un paradosso giuridico e sanitario».

«È un attacco al modello di offerta del bar italiano» – dichiara Cristian Lertora presidente di Fipe Piacenza «che si differenzia da quelli degli altri Paesi proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento punitivo ingiustificato anche sotto il profilo scientifico sui rischi sanitari che si corrono. Anzi la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto». «Per dare voce ai bar del nostro territorio, Fipe - Confcommercio di Piacenza - si associa alla richiesta del Presidente Stoppani di un intervento urgente da parte del Ministero dello sviluppo economico perché ormai il tema della salute pubblica non può essere separato da quello della tenuta di un intero settore produttivo».

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