«Nuove aree commerciali? Delusi dal Comune: fare cassa a discapito di una città vivibile»

Confesercenti Piacenza all'attacco sui nuovi insediamenti previsti nei prossimi anni in città

Il presidente Maserati

«E' in corso a Piacenza una vera e propria guerra commerciale. Ma non quella relativa al commercio inteso come vendita in senso stretto che è anche fisiologica e che fa bene all'economia, bensì quella relativa alla costruzione e commercializzazione di nuovi spazi commerciali in città». Lo afferma il presidente Maserati a margine della riunione con i membri di giunta Confesercenti Piacenza. Maserati nell'incontro aveva snocciolato il numero dei metri quadrati di nuovi insediamenti commerciali che sono già stati autorizzati dalla precedente amministrazione e da quella attuale, oltre a quelli che sono sul tavolo dell'assessore competente e del sindaco Barbieri per iniziare l'iter autorizzatorio.
«Con la precedente amministrazione si era tentato, inutilmente, di utilizzare il dialogo invocando il buon senso al fine di bloccare nuovi insediamenti. Il risultato: gli insediamenti di grandi superfici alimentari e no in viale Europa e il via autorizzatorio all'ex consorzio agrario di 7.500 metri di commerciale saliti alla fine del mandato a 15mila metri quadrati» ricorda e fa presente il direttore Arzani.

«Pensavamo che le promesse fatte in campagna elettorale dalla coalizione che poi ha vinto unite al loro programma di governo avrebbero portato ad una moratoria per la realizzazione di nuove superfici commerciali - continua Maserati - invece via Calciati “ex Mazzoni” via Emilia Pavese “ex Enel” raddoppio delle superfici di via Colombo “ex Consorzio Agrario“ e per ultimo area “ex Madonnina“ con un insediamento a dire poco allucinate viste le modalità di realizzazione dimostrano che cambia la guida di Piacenza ma l'obbiettivo rimane lo stesso. Fare cassa per sostenere le traballanti casse comunali a discapito di una visione di città vivibile e a misura di cittadino e di imprenditore. Siamo profondamente delusi».

«Eppure sarebbe stato sufficiente porre attenzione all'esperienza di altre città, anche più piccole di Piacenza, dove lo sviluppo indiscriminato della grande distribuzione e politiche urbanistiche poco attente agli assetti sociali hanno portato a città senza abitanti, ad esclusione di quelle area cittadine che definiamo “ghetti”, con un degrado sia sociale che della proprietà immobiliare abitativa piene di uffici e vuote di sera. E allora si investe in animazione per attrarre persone in un luogo, il centro, che non rappresenta più il cuore vivo e vissuto della città. Perché i centri di interesse sono diventati altri, luminosi, sfarzosi, sempre aperti con facilità di parcheggio gratuito. Le città che hanno fatto questa scelta hanno puntato tutto sull'idea di mobilità rinunciando al concetto di comunità».

«E' chiaro che il futuro del commercio a Piacenza assume una forte valenza politica. Le scelte che questa amministrazione ha fatto e farà ridisegneranno e realizzeranno la Piacenza del futuro e, meglio ancora, la società piacentina del futuro che si sceglie di perseguire. La grande distribuzione vede e vuole la persona come “consumatore”, noi – conclude Maserati - che rappresentiamo il commercio tradizionale di “vicinato” vogliamo la persona come “cittadino”».

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