Lunedì, 2 Agosto 2021
Economia

Nuovo contratto del cemento, aumenti per i lavoratori di Cementirossi e Buzzi Unicem

Filca Cisl, con Fillea Cgil e Feneal Uil, ha sottoscritto il nuovo contratto del cemento per gli 8.500 addetti del cemento, della calce, e del gesso

Filca Cisl, con Fillea Cgil e Feneal Uil, ha sottoscritto il nuovo contratto del cemento per gli 8.500 addetti del cemento, della calce, e del gesso. Per i lavoratori, nella nostra provincia concentrati presso Buzzi Unicem e Cementirossi e in altri stabilimenti di minori dimensioni, la parte economica equivale a 90 euro di aumento in 3 tranche a partire da ottobre 2019. Aumenti certi che valgono il 16% in più dell’inflazione programmata dall’Istat. «Questo contratto farà da apripista per tutti gli altri contratti del settore - annuncia Marco Boveri, segretario Filca Cisl Parma Piacenza, che ha partecipato alla delegazione trattante - perciò era atteso da tutto il settore delle costruzioni. Gli incrementi economici confermano, ancora una volta, che il sindacato è capace di portare a buon fine la rivendicazione salariale, contro chi vorrebbe tenere sotto la pressa del salario minimo i lavoratori». Quasi sono gli aspetti più innovativi? «Ci sono varie novità interessanti; per esempio, in tema di pari opportunità, entra nei dettagli Boveri, le parti sociali hanno voluto agevolare madri e padri nella condivisione del lavoro di cura dei figli con l’aumento fino al 70% dell’astensione facoltativa per i lavoratori padri». Per chi è giovane è importante la famiglia ma anche pianificare per tempo il proprio futuro pensionistico: a volte c'è il timore di esporsi su entrambi i fronti. Anche a causa di un posto di lavoro poco stabile. «Ce ne rendiamo conto - risponde Boveri - per questo ci sono novità in materia di previdenza complementare: come l'aumento del 0,30% del contributo a carico azienda per i lavoratori già iscritti alla previdenza complementare contrattuale. Iscrizione di tutti i lavoratori non ancora iscritti con un contributo di 5 euro a carico azienda».

E per il contrasto alla precarietà ci sono dettagli nuovi significativi? «Abbiamo puntato sul miglioramento della normativa vigente sui tempi determinati, con la clausola che prevede l’obbligatorietà di stabilizzazione del 50% dei contratti a termine con una percentuale massima complessiva di utilizzo del 20%, in modo rendere il posto di lavoro un buon posto - conclude Boveri - cioè più spesso a tempo indeterminato». La parola adesso passa ai lavoratori delle fabbriche a cui spetta in assemblea il compito di approvare o meno l'accordo, sancendone la validità.

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