Nutrivigna, la tecnologia al servizio di una viticoltura di qualità e sostenibile

Per fare il punto su questi strumenti innovativi, si è svolto un convegno alla residenza Gasparini dell’Università Cattolica, incontro sotto l’egida del progetto “Nutrivigna”, cofinanziato dalla regione Emilia Romagna, che ha come obiettivo proprio il miglioramento dell’efficienza dei nutrienti e la diminuzione dell’impatto ambientale delle produzioni

«La tecnologia entra in modo sempre più mirato all’interno del vigneto, con possibilità di sviluppo praticamente infinite, visto che per ora la loro applicazione - come precisa Stefano Poni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore direttore di Di.Pro.Ve.S - è ancora particolarmente limitata. Ma sarà la viticoltura del futuro e garantirà produzione  sostenibilità ambientale e costi ridotti, anche se necessita di formazione tecnica sia degli operatori, che degli stessi viticoltori». Per fare il punto su questi strumenti innovativi, si è svolto un convegno alla residenza Gasparini dell’Università Cattolica, incontro sotto l’egida del progetto “Nutrivigna”, cofinanziato dalla regione Emilia Romagna, che ha come obiettivo proprio il miglioramento dell’efficienza dei nutrienti e la diminuzione dell’impatto ambientale delle produzioni. Il progetto integra infatti in maniera sinergica diverse azioni a supporto della ricerca industriale strategica puntando al miglioramento dell’efficienza nell’uso delle risorse e alla riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni vitivinicole attraverso la diffusione dell’agricoltura di precisione.

«L’età media degli operatori - commenta  Roberto Miravalle - in questi anni è ancora elevata, pur contraddistinta da un ricambio generazionale, diminuiscono gli addetti ma la tecnologia oggi è in grado di supportare viticoltori che sovente operano in azienda da soli o con pochi aiutanti; nel piacentino inoltre la tipologia dei terreni cambia anche nel giro di poche decine di metri e di vallata in vallata. Prima il viticoltore si basava sull’esperienza e sulla tradizione, ma oggi c’è bisogno di un salto di qualità che può essere garantito da questi innovativi strumenti tecnologici come satelliti e droni che sono in grado di assicurare, con costi limitati, un prezioso supporto per le operazioni colturali tradizionali nel vigneto, soprattutto per tutto ciò che concerne nutrimento e difesa, ma anche per il grado di maturazione». «L’evoluzione - commenta Stefano Poni - è stata rapida, dai satelliti che garantivano immagini dei vigneti accettabili, con risoluzioni basse, oggi, grazie ai dron,i è possibile una precisione quasi assoluta, una vera rivoluzione che, unita ad appositi sensori collocati sui trattori, è in grado di contribuire ad azioni mirate per ogni operazione in vigneto. L’uso di questi strumenti è ancora ridotto, ci sono enormi potenzialità di sviluppo; posso sapere in tempo reale le carenze nutrizionali, posso avere una diagnosi precoce di stress, avere tutti i dati sulla maturazione che mi consente, in caso di raccolta meccanica, di indirizzare il prodotto in diverse vasche, è un’agricoltura sempre più sostenibile, che mi consente di risparmiare nei trattamenti, nella nutrizione minerale, con indubbio risparmio idrico».

«C’è ancora però da superare - ricorda - un certo scetticismo verso la tecnologia e stimolare la formazione degli addetti che poi potranno offrire i necessari servizi ai viticoltori, con costi contenuti, per produzioni di qualità». Insomma grazie allo sviluppo di tecniche innovative, la viticoltura di precisione potrebbe essere applicata con notevoli benefici economico-produttivi e ambientali ai vigneti di tutta la regione e, a maggior ragione, a quelli del piacentino, tutti in collina e con caratteristiche pedoclimatiche molto diversificate. Con le opportune tecniche di osservazione spettrale della viticoltura di precisione (sensori ottici montati su macchina operatrice, droni e satelliti di osservazione terrestre) e sistemi di supporto alle decisioni, si potrà fertilizzare in maniera mirata e variabile all’interno del vigneto in funzione delle caratteristiche del terreno. Il futuro è già arrivato, si tratta di cominciare ad utilizzarlo al meglio. Chi produce i nostri già eccellenti vini Doc, può contare su un supporto importante.

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