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Occuparono il tetto della Gls, il Tribunale di Bologna: «Lavoratori da reintegrare»

Sindacato Usb soddisfatto per la sentenza della Corte d’Appello: «Sancito anche un risarcimento di 12 mensilità». In 33 occuparono il tetto per diversi giorni, 16 persone da reintegrare

La Corte d'appello del Tribunale di Bologna dà ragione ai licenziati della Gls di Piacenza sancendone la reintegra ed una indennità risarcitoria pari a 12 mensilità. Si tratta di un primo gruppo di 16 persone le quali avevano fatto ricorso individuale contro una precedente sentenza del Tribunale di Piacenza che aveva messo in discussione la fondatezza degli scioperi indetti criticandone le motivazioni e le pratiche. Nell’aprile del 2019 gli iscritti ad Usb del magazzino Gls di Piacenza avevano dato vita ad un ciclo di scioperi il cui fine era quello di rivendicare condizioni di sicurezza in ambito lavorativo. «La risposta del padrone – ricorda il sindacato - era stato il licenziamento "politico" di 33 lavoratori. Un atto agito contro la parte più sindacalizzata dell'hub che aveva poi portato alla occupazione del tetto per parecchi giorni da parte dei licenziati come estrema forma di protesta, con l'attivo sostegno delle famiglie, in particolar modo dei bambini protagonisti della campagna "Mio papà deve lavorare". La sentenza della Corte di appello bolognese riconosce non solo la fondatezza delle motivazioni degli scioperanti affermando che: "la richiesta afferiva propriamente le tutele dell'incolumità dei lavoratori", ma anche l'insindacabilità del diritto di sciopero».

Il Tribunale di Bologna, sconfessando le motivazioni rigettate della sentenza piacentina, afferma che "non è seriamente predicabile" l'oggetto, l'interesse posto alla base dello sciopero che non incontra altri limiti da quelli propri e riconosciuti dalla Costituzione. «Si tratta di una sentenza importante – prosegue Usb - che riconosce pienamente il diritto di sciopero, una sentenza che rende onore ai lavoratori, gli stessi che hanno scelto Usb e la strada della lotta come mezzo di emancipazione sociale su indicazione ed esempio del loro collega Abd Elsalam per il quale ora attendiamo analoga giustizia nel processo per il suo assassinio. Usb ringrazia lo staff dei legali che hanno seguito la causa ed in particolare chi si è occupato dei ricorsi individuali, l'avvocato Jacobo Sanchez Codoni del foro di Brescia. Usb continua nel nome di Abd Elsalam l'impegno perché in tutti i magazzini della logistica siano riconosciuti diritti e dignità dei lavoratori».

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