Opere pubbliche: taglio agli incentivi, i sindacati non ci stanno

Si riduce dal 2 allo 0.5% l'incentivo ai progettisti e ai responsabili di cantiere di un'opera pubblica. Nessun guadagno per Cgil, Cisl e Uil: si rischia l'appalto esterno che costa, tra l'altro molto di più alle tasche dei cittadini

Non sono d'accordo le rappresentanze provinciali dei sindacati sul taglio agli incentivi sulla progettazione ai pubblici dipendenti. Non ci stanno non solo perchè il taglio è consistente (si passa dal 2% di incentivo ad appena lo 0.5%), ma anche perchè con la “legge Brunetta”, progettisti e direttori dei lavori, oltre alla responsabilità civile si accollano anche quella penale.

Cgil, Cisl e Uil, hanno diramato un comunicato nel quale esprimono il loro disaccordo per i tagli agli incentivi che, nella realizzazione di un'opera pubblica, spettano di norma ai progettisti, ai direttori dei lavori, ai responsabili della sicurezza, ai responsabili del procedimento e al collaudatore.
  La riduzione degli incentivi non porta nessun beneficio alle casse degli Enti Locali  

Un taglio ingiustificato, per i sindacati, perchè “l’incentivo massimo del 2%, suddiviso fra tutti gli operatori che contribuiscono alla realizzazione di un’opera pubblica, non costituisce per l’Ente un onere aggiuntivo, bensì un notevole risparmio di denaro pubblico, in quanto in caso di affidamento all’esterno delle varie funzioni tecniche, la parcella dei liberi professionisti è superiore al 10% dell’importo dell’opera”.

Una riduzione che penalizza, quella proposta da Brunetta, anche perchè sottolineano i sindacati, è in contrasto con le stesse parole del Ministro “che sostiene in continuazione che devono essere premiati i dipendenti che si impegnano per il raggiungimento degli obiettivi dell’Ente”.

Fausto Modenesi per la FP Cgil, Fausto Rosi per la FP Cisl, Ermanno Rizzi per la Uil FPL hanno presentato un documento da sottoporre al Presidente dell’Amministrazione Provinciale e ai sindaci, con il quale si chiede il loro sostengo per modificare la legge che riduce l’incentivo, penalizzando i tecnici coinvolti.

Questo taglio agli incentivi, concludono i sindacati provinciali, non porta nessun respiro ai bilanci locali, “ma rischia, nel caso in cui aumentassero gli affidamenti esterni, di appesantire i bilanci pubblici, scaricandone i costi sulle tasche dei cittadini”.


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