Oscar green e Gran premio Ortrugo: quando l’agricoltura è vincente

(Foto Romagnoli)

“La nostra difesa è la valorizzazione della qualità che ci distingue”: questa caratterizza, secondo il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri, l’azione di Coldiretti per la difesa del lavoro degli agricoltori in questi anni. Lo ha rimarcato intervenendo all’incontro (che ha preceduto la premiazione degli Oscar green), moderato da Paola Romanini, vicecaporedattore del quotidiano Libertà, nel quale sono inoltre intervenuti il responsabile legislativo di Coldiretti Emilia Romagna, Alessandro Ghetti, la delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Valentina Bosco e che si è svolto, come il resto della serata, presso l’agriturismo Casa Nuova di Carlo Pontini a Niviano di Rivergaro.

“E’ un’agricoltura- ha ribadito Allaria Olivieri- tornata baricentrica nel paese, con una legge di Orientamento che ha apportato una rivoluzione normativa, economica (con attività prima precluse) e culturale, come spinta a fare impresa. Norme certe in un quadro normativo chiaro e con nuove opportunità di reddito.

Il nostro modello- ha ribadito- è per un’agricoltura compatibile che vuole la salute dei suoi cittadini, con nuove opportunità (anche per le donne) per cultura, territorio e turismo. Certo- ha riconosciuto il direttore regionale- ci sono state incomprensioni con altre categorie economiche, ma è dimostrato che (ed ha citato la Liguria), senza questi nuovi modelli agricoli sul territorio, le attività preesistenti scompaiono”.

Ha parlato poi dell’importanza dei distretti dove si trovano tutti gli attori della filiera “che si raccordano per far emergere (e risolvere) le contraddizioni” ed ha puntualizzato che Coldiretti “è uno strumento sindacale che fa lobby con interessi che collimano tra produttori e consumatori”.

Ma ha anche denunciato che “molti bandi sono promossi senza adeguata copertura finanziaria” ed ha sottolineato “il caos in cui si trovano gli agricoltori, a causa della riforma istituzionale dell’ex Provincia, che ha perso la funzione agricoltura”.   

“A 15 anni dall’approvazione delle legge di Orientamento per l’agricoltura (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne – ha detto la delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Valentina Bosco – i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 % delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche all’agricoltura biologica e alla cura del verde con la sistemazione di parchi, giardini, strade, la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. Il risultato è che, secondo una indagine della Coldiretti, le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più”.

A ricordare la genesi e le peculiarità della legge di Orientamento ha provveduto il responsabile legislativo di Coldiretti Emilia Romagna, Alessandro Ghetti che ha ricordato come “la vendita diretta abbia rivoluzionato il modello di fare agricoltura prima tradizionale”.

Ha chiesto modifiche (erbe officinali, opportunità per le zone svantaggiate) ed ha ricordato l’importanza dei servizi per il territorio ed ha detto che “la Regione non ha ancora adeguatamente sviluppato le opportunità sui distretti rurali”.

Sono seguite le testimonianze diretti di due giovani agricoltori Andrea Degli Esposti che ha aperto un agriturismo a Monghidoro sull’Appennino compiendo “l’inverso del classico percorso dalla montagna alla città”. Ha sottolineato l’importanza della vendita diretta, mentre Marco Gandi della provincia di Ravenna ha sostenuto quanto sia importante per una impresa agricola offrire servizi al territorio grazie ai significativi appalti sottoscritti con alcuni comuni.

E’ seguita la premiazione degli “Oscar Green”, il premio per l’innovazione in agricoltura promosso da Coldiretti Giovani Impresa, con l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea arrivato quest’anno alla decima edizione per premiare le aziende capaci di conquistare il mercato con idee e prodotti innovativi.

Dall’agricoltura seco-simbiotica, al box che porta in giro per l’Europa le eccellenze emiliano romagnole, dal mosaico bizantino che si abbina ai vini, alle trote d’alta montagna: queste le aziende che hanno superato in Emilia Romagna la selezione regionale per accedere alla fase finale del concorso, “un premio nato con l’obiettivo

 - ha ricordato Andrea Minardi, delegato di Coldiretti Giovani Impresa di Piacenza- di riconoscere e  valorizzare quei giovani che hanno scelto per il loro futuro l’Agricoltura e che diventano così veri e propri testimonial del settore. Sono storie che fanno bene al cuore, storie di giovani che si impegnano e che nell’agricoltura trovano una possibilità di reddito, esempi positivi di cui la società oggi ha decisamente bisogno”.

Al termine della premiazione (tra i selezionati il piacentino Stefano Michelotti con la sua cantina “Primogenita” di Ziano), ha preso il via la finale dell’8° Gran Premio dell’Ortrugo con le degustazioni dei vini delle tre cantine finaliste: Tenuta Ferraia (che nell’ultima serata di degustazione in occasione dei venerdì piacentini si è aggiudicata il premio Terrepadane), Alessandra Blengio ed i Fratelli Bonelli.

Dopo le degustazioni e lo spoglio delle schede di preferenza è stato proclamato il vincitore dell’8° edizione del Gran premio dell’Ortrugo, ovvero la cantina Alessandra Blengio di Nibbiano, fondata da Marco Fantini, un milanese che ha scelto di vivere in Valtidone. Seconda la Tenuta Ferraia, terza la Cantina Bonelli di Rivergaro.

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