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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

Osservatorio mercato del lavoro, a Piacenza le assunzioni sono aumentate del 3%

In termini di genere si osserva un significativo sbilanciamento degli avviamenti verso la componente maschile, coinvolta nel 63% dei movimenti complessivi

L'Osservatorio provinciale del mercato del lavoro ha predisposto due documenti relativi alla situazione congiunturale del mercato del lavoro provinciale nei primi mesi dell'anno.

Il primo documento prende in esame i dati relativi agli ingressi nello stato di disoccupazione registrati presso i centri per l'impiego, ai flussi di avviamenti al lavoro realizzati dalle aziende localizzate sul territorio provinciale e al ricorso agli ammortizzatori sociali da parte delle imprese piacentine (cassa integrazione e mobilità). Il periodo di riferimento dell'analisi è il primo trimestre del 2015, e i dati vengono confrontati con lo stesso periodo dell'anno precedente. Tabella osservatorio mercato del lavoro-2

Il secondo documento è stato predisposto con l'obiettivo di monitorare gli effetti sul mercato del lavoro provinciale di due importanti interventi normativi: la legge di stabilità 2015 (L.190/2014), che ha introdotto incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato realizzati a partire dal 1° gennaio 2015, e il Jobs Act (L.183/2014) che ha introdotto il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, definito con il D. Lgs. 23/2015 ed entrato in vigore il 7 marzo 2015.

L'analisi viene svolta sugli avviamenti al lavoro realizzati dal 1° gennaio al 18 maggio 2015.

L'impatto degli incentivi e del Jobs Act

L’avvio del 2015 è stato segnato da numerose novità normative riguardanti il mercato del lavoro. Alcune di queste innovazioni trovano già applicazione e possono pertanto essere oggetto di monitoraggio. Sono due le misure rilevanti:

- la Legge di stabilità 2015 (Legge 190 del 23.12.2014) ha introdotto nuovi incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato realizzate dal 1° gennaio 2015. La dimensione economica dell’incentivo è significativa, essendo pari (al massimo) a 8.060 euro all’anno per tre anni. Vi hanno diritto i neoassunti che nei precedenti sei mesi non abbiano avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La circolare Inps n. 17 del 29 gennaio 2015 ha chiarito che l’incentivo è utilizzabile anche per le trasformazioni dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

- il Jobs Act (Legge 183 del 10.12.2014) ha introdotto il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: esso è stato definito con il D. Lgs. 4 marzo 2015, n. 23 ed è entrato in vigore il 7 marzo 2015.

Nel periodo preso in esame (1 gennaio – 18 maggio 2015) emergono sul fronte del mercato del lavoro segnali positivi. I dati evidenziano rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente una dinamica positiva delle assunzioni (+547 movimenti, +3% su base tendenziale).
Con riferimento alle tipologie contrattuali, la crescita degli avviamenti risulta trainata dai contratti a tempo indeterminato, spinti dall'incentivo consistente previsto dalla Legge di stabilità 2015 e dal Jobs Act. Anche per i rapporti di lavoro in somministrazione si sono registrate variazioni positive delle assunzioni (+18%), mentre le altre tipologie contrattuali evidenziano una diminuzione tendenziale: -8% per i contratti a tempo determinato, -21% per quelli di apprendistato.

Il rallentamento osservato nella dinamica delle assunzioni con contratti a tempo determinato e soprattutto di apprendistato può essere dovuto alla concorrenza dei nuovi incentivi previsti per i contratti a tempo indeterminato.

La situazione del mercato del lavoro in provincia di Piacenza nel I trimestre 2015 

Lo studio sull’andamento congiunturale del mercato del lavoro provinciale nei primi mesi del 2015 inizia prendendo in esame i dati relativi agli ingressi nello stato di disoccupazione registrati presso i Centri per l’Impiego, prosegue con i flussi di assunzione dei rapporti di lavoro operati dalle aziende locali nei primi tre mesi dell’anno e si conclude con i dati relativi all’utilizzo degli ammortizzatori sociali da parte delle imprese piacentine. 

Un effetto del peggioramento della congiuntura economica è costituito dall’incremento del numero di disoccupati, in parte per l’espulsione di manodopera precedentemente occupata, in parte per la maggiore difficoltà di inserimento per i nuovi lavoratori disponibili.

Nel periodo gennaio-marzo 2015 le persone che si sono presentate ai Centri per l’Impiego della provincia di Piacenza per iscriversi e dichiarare la loro immediata disponibilità al lavoro sono state 2.304, in leggero aumento rispetto ai livelli rilevati nel primo trimestre dei due anni precedenti. 

Nel primo trimestre del 2015 sono state realizzate dalle unità locali attive in provincia di Piacenza nel settore privato 8.300 assunzioni. In termini tendenziali, ossia rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, si è osservata una ripresa della domanda di lavoro: le assunzioni sono infatti aumentate di 217 unità (+3%). 

In termini di genere si osserva un significativo sbilanciamento degli avviamenti verso la componente maschile, coinvolta nel 63% dei movimenti complessivi.

Nei primi tre mesi dell’anno il settore che ha registrato il maggior numero di assunzioni si conferma il terziario, che con 4.889 movimenti copre il 58,9% degli avviamenti totali; gli altri due macrosettori hanno avuto pressochè lo stesso numero di avviamenti: 1.702 l’agricoltura (20,5% del totale) e 1.709 l’industria (il 20,6%). In termini tendenziali, ossia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le ore autorizzate segnano una significativa contrazione (-25%), per effetto soprattutto del crollo di ore autorizzate per la cassa integrazione in deroga. Per le altre due tipologie di intervento si assiste ad una crescita delle ore autorizzate per gli interventi straordinari (+24%) e una contrazione delle ore di cassa integrazione ordinaria (- 24%). 

La Cassa integrazione in deroga rappresenta uno strumento di sostegno al reddito molto importante rivolto a categorie di lavoratori altrimenti esclusi dalla normativa ordinaria.  

I lavoratori effettivamente coinvolti in accordi di CIG in deroga e che hanno svolto percorsi concordati con i Centri per l'Impiego provinciali sono stati nel corso del 1 trimestre 2015 pari a 57 unità, contro i 125 del primo trimestre 2014 e ai 416 del primo trimestre del 2013. 

I principali settori che nei primi tre mesi dell’anno hanno richiesto per i propri occupati il sostegno al reddito sono l’industria meccanica (che con 575mila ore assorbe il 42% delle ore complessivamente autorizzate), seguito dall’industria della trasformazione dei minerali non metalliferi (quasi 281mila ore, il 20%) e dall’edilizia (182mila ore, il 13%). Altri settori che presentano un numero elevato di ore sono il commercio (quasi 131mila ore) e l’industria tessile (oltre 113mila ore). 

I dati relativi ai settori di provenienza dei lavoratori licenziati in base alle Legge 223/91 mostrano come oltre la metà degli iscritti proviene da due settori soltanto: trasporti e magazzinaggio e commercio. Altri settori particolarmente coinvolti nella mobilità sono l’industria metalmeccanica, quella della gomma e plastica e l’edilizia. 

Ecco i due documenti. La situazione del mercato del lavoro-2

IMPATTO_INCENTIVI_E_JOBSACT-2

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