Pendolari piacentini, Parma è attrattiva quanto Milano

I piacentini si spostano a lavorare e studiare a Parma tanto come a Milano. I dati messi in luce in Provincia dalla rivista "Piacenza Economia" riguardano anche l'occupazione e gli effetti percepiti sul territorio legati all'esperienza piacentina ad Expo

“Piacenza economia, lavoro e società” aggiorna i propri dati e aiuta a dare diverse chiavi di lettura del territorio, consultabili sul sito www.piacenzaeconomia.it. L’iniziativa, dal 1994 costantemente rinnovata di anno in anno (dal 2014 la rivista è presente solo sul web), è promossa da Provincia di Piacenza, Università Cattolica e Camera di Commercio. Tre i temi snocciolati durante la conferenza stampa, aperta dal saluto del consigliere provinciale con delega allo sviluppo economico Luca Quintavalla: il rapporto tra occupazione e disoccupazione nel secondo semestre 2015, il pendolarismo piacentino fino al 2011 e Expo. La rivista è realizzata dal comitato scientifico composto da: Enrico Ciciotti (Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza), Cristina Cunico (Camera di Commercio), Ivana Nicolini (Camera di Commercio), Vittorio Silva (Provincia di Piacenza) e Pietro Antonio Varesi (Università Cattolica).

LAVORO

“Recupero dell’attività manifatturiera, stazionarietà delle esportazioni, contrazione del numero delle imprese e mercato del lavoro ancora in sofferenza ma in recupero: ecco cosa emerge dai dati”. A dirlo è Antonio Colnaghi (Provincia). “Piacenza ha un trend positivo su tutti gli indicatori industriali, con performance migliori rispetto al resto della regione, il contrario vale per l’artigianato”. Colnaghi ha passato in rassegna gli ultimi dati di fine 2015. “Le esportazioni sono in controtendenza con il dato nazionale perché risultano più stazionarie: non c’è stato un crollo rispetto al resto del Paese, Piacenza ha numeri ancora positivi, non sembrano essere arrivati rallentamenti anche se gli ultimissimi dati di Confindustria ci dicono che negli ultimi mesi anche da noi c’è questo problema”. Piacenza e provincia a fine 2015 vedono registrate 30.239 imprese, un saldo di meno 84 imprese tra quelle sorte e quelle chiuse. Le imprese piacentine hanno un tasso di attività (quanto tempo rimangono attive) di 71,3 anni, rispetto ai 63,9 anni della media italiana.

“Dai valori migliori di disoccupazione del 2008-2009 – prosegue nella sua disamina Colnaghi - siamo arrivati negli ultimi anni a superare il tasso di disoccupazione dell’Emilia Romagna. Ora siamo passati dal 9,4% all'8,8%. Più disoccupate sono le donne, con un tasso del 10,5% donne, mentre gli uomini si fermano al 7,5. Dobbiamo recuperare rispetto al livello regionale». A fine anno sono stati siglati 8.090 nuovi contratti di lavoro: 2.212 a tempo indeterminato, 4.819 a tempo determinato, 249 di apprendistato, 335 tirocinio, 354 a progetto, 121 autonomi. Le ore di cassa integrazione dell’anno trascorso ammontano a 2 milioni e 200mila, il -13 % rispetto al 2014. “C’è però l’incremento della cassa integrazione straordinaria, utilizzata in casi di crisi aziendale. I settori che l’hanno utilizzata di più sono meccanica, edilizia e lavorazione di minerali non metalliferi”.

PENDOLARISMO

“Piacenza Economia” – grazie a Gianni Gazzola - ha rielaborato e messo insieme i dati del censimento 2011 – gli unici in grado di dare una mano su questo tema – permettendo un confronto con le altre province della regione.  Nel 2011 erano ben 144mila e 600 i piacentini – più 15 per cento rispetto al 2001 - che per lavorare o studiare si spostano dal proprio comune di residenza, il 6% del totale regionale, di oltre 2 milioni e 300mila. Di questi, 128.995 rimangono comunque all’interno del territorio provinciale, mentre valicano i confini in 15.636. Ma il Piacentino vede arrivare anche lavoratori da fuori: sono 11.854, che portano ad avere un saldo di -3.700 lavoratori pendolari. Il 72% del totale dei pendolari si sposta per motivi di lavoro, il 28% per motivi di studio. Tra gli 11mila che escono dal territorio i flussi principali sono verso Milano e Parma. Nel 2011 furono 2.743 i lavoratori/studenti che si spostavano verso Milano, mentre 2.497 quelli verso Parma. «È cambiato l’equilibrio – ha fatto notare il direttore generale della Provincia Vittorio Silva -, Parma è come Milano per il nostro territorio». Tra i soli studenti, 931 si recano nel capoluogo lombardo, 1680 nella città del Ducato. Per motivi di studio in regione sono attrattive Parma e Ferrara, Bologna per il lavoro. Quali sono i comuni piacentini con più pendolari? I comuni limitrofi alla città: Gossolengo, Rottofreno, Podenzano, San Giorgio, Carpaneto e Pontenure presentano una percentuale di pendolari più alta, i valori più bassi in montagna.

EXPO

Il professor Paolo Rizzi dell’Università Cattolica si è soffermato su un rapporto che riguarda gli effetti di Expo sul territorio. «Abbiamo realizzato un’indagine che coinvolge i sindaci dei comuni del Piacentino, associazioni ed enti, per capire il gradimento e la loro percezione dell’evento. C’è un giudizio generale positivo sulla partecipazione piacentina, ma differenziato. Ci sono stati effetti d’immagine, promozione e marketing: per le autorità prevale l’aggettivo “interessante” sulla partecipazione della Zolla a Expo 2015». Le autorità hanno espresso valutazioni da 1 a 10. «I risultati ci dicono che è stata apprezzata l’ubicazione nell’Expo, l’assistenza tecnica, sono stati più critici sul livello di partecipazione e sui ritorni sul loro ente. Expo ha dato visibilità e immagine per i prodotti, ma niente turismo. Sul turismo la percezione non è elevatissima, soprattutto nel breve periodo». La stessa indagine è stata proposta anche a 150 visitatori piacentini, un campione non rappresentativo. «Abbiamo ottenuto risultati analoghi, anche se hanno rimarcato più aspetti negativi: il caos e la confusione delle ultime settimane, ad esempio. Anche tra questi 150 ha vinto come aggettivo il termine “interessante”: è piaciuta l’immagine e la promozione di prodotti ma non gli effetti sul turismo».

Elisabetta Virtuani di Ats ha passato in rassegna i risultati ottenuti durante l’esperienza piacentina a Expo. «Negli ultimi 3 mesi si sono intensificati gli spettacoli all’Albero della Vita, ciò è stato positivo per noi per il passaggio continuo di gente, ma c’era anche un po’ di "invasione". Le file del Padiglione Italia negli ultimi mesi hanno però permesso di promuovere i nostri prodotti. La sfida di Expo è stata quella di presentarsi tutti sotto un marchio unico - “Piacenza terra di valori” -, comuni e imprese. L’obiettivo è stato quello di aumentare la riconoscibilità del marchio e l’attrattività del nostro territorio e dei prodotti. Ricordo i mille eventi in piazzetta, le 500 performance, 250 presentazioni e spettacoli, 230 degustazioni di prodotti. Una media di 2-3 presentazioni aziendali a cui si aggiungono 80mila copie di materiali promozionali distribuiti.

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