Per crescere “ribellione gentile” alle norme

Le opportunità dell’industria 4.0 esaminate a Confindustria Piacenza con l’European Hous Ambrosetti

“Gli imprenditori hanno un ruolo fondamentale per promuovere il progresso ed in più abbiamo un dovere:siamo sempre stati all’avanguardia. Dobbiamo dire prima le nostre intenzioni e poi provare ad eseguirle, ma dobbiamo essere un po’ “ribelli gentili” alle norme; solo in questo modo si accelera!”

Così secondo Marco Grazioli, presidente di The European House Ambrosetti, “è possibile recuperare sempre più il nostro gap con altri paesi europei, anche se non va dimenticato che nel manifatturiero siamo secondi in Europa dopo la Germania”. Il suo intervento nel corso del secondo appuntamento promosso da Confindustria Piacenza e dedicato all'Industria 4.0. Con il supporto della Banca Popolare di Lodi – Banco BPM, in collaborazione con European House – Ambrosetti, sono stati illustrati agli imprenditori piacentini riuniti nel salone della sede di via 4 Novembre, i risultati del recente Tecnology Forum 2017 che si è svolto a maggio a Milano.

Va ricordato che “The European House – Ambrosetti” è stata nominata tra i migliori Think Tank privati e indipendenti nell’edizione 2016 del Global Go To Think Tanks Report dell’Università della Pennsylvania. È l’unica società italiana presente in questa classifica che raccoglie a livello internazionale società di analisi economica, politica e strategica. “L’ottimismo- ha ribadito Grazioli- è una scelta di volontà e noi dobbiamo essere tali; è necessario un network sul territorio, come di una integrazione territoriale di competenze; ma dobbiamo discerne quali servano e quali no. L’industria 4.0 ci darà un’accelerazione straordinaria; il rischio è di accontentarci della mediocrità e quindi deve spaventarci la nostra incapacità di guardare avanti. Dunque tutto il sistema deve essere flessibile, con gli imprenditori in un ruolo di spinta, puntare sulla formazione, chiarendo bene cosa serve alle aziende”.

"Per noi è un argomento importante - ha detto nel suo saluto il presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota; si tratta di un cambiamento culturale per le nostre imprese, un tema sul quale il Governo ha investito tanto. Noi non puntiamo a far diventare le nostre aziende più grandi, ma più strutturate. Così possono avere un futuro. Le stime di crescita sono positive, la situazione economica è stimata al rialzo: 1,2 per cento in più di Pil in Italia e 2,5 in Emilia Romagna. Senza imprenditori non c’è crescita e senza questa non c’è futuro". 
Fabrizio Marchetti, responsabile divisione Banca Popolare di Lodi - Banco Bpm ha parlato dell’aggregazione che ne ha fatto il terzo gruppo in Italia. “Ragioneremo sulle filiali ma manterremo un legame con il territorio. Sarà una banca resistente e resiliente”.

Davide Amabile e Alessandro Braga, senior consultant The European House Ambrosetti hanno presentato i risultati del recente Forum. “ C’è una correlazione diretta- ha detto Amabile- tra investimenti, ricerca, sviluppo e crescita del PIL; chi ha investito ha avuto crescita di fatturato e di livello occupazionale. Investire in ricerca e sviluppo è l’unica strada per crescere; ma va percorsa insieme. L'Italia – ha spiegato- è tra i Paesi più deboli nello sviluppare un ecosistema innovativo, nonostante gli interventi di sostegno, varati dal Governo per il potenziamento dell'innovazione. Sono stati individuati aspetti positivi: il sistema della ricerca è eccellente, il valore di produzione high tech è alto e grazie alle misure fiscali favorevoli all'innovazione, l'Italia ha recuperato in un anno 20 posizioni. Inoltre siamo il quarto paese al mondo per industria manifatturiera e settimi come export.


Ma sono state evidenziate nel Forum anche debolezze: inadeguata massa critica, forti differenze a livello territoriale, scarso tecnology transfer, skill gap (tra mondo dell'istruzione e impresa), divario digitale nelle imprese, scarsa open innovation, oltre ad investimenti in ricerca e sviluppo ancora troppo bassi, sotto alla media europea per quanto riguarda il settore privato. Ma il percorso è obbligato: ora imprese ed istituzioni devono fare ciascuno la loro parte.

Vanno aumentate le risorse destinate a ricerca e sviluppo ed è necessario creare rapporti sempre più stretti tra impresa ed università e definire una strategia nazionale forte e non di breve termine. La vittoria per il futuro sarà comunque quella di mantenere la distintività dell’uomo con un rapido piano di adeguatezza alle competenze”

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Per Alessandro Braga “nel percorso di open innovation, ogni impresa deve farsi “contaminare”, fare un eco-sistema collaborativo, imporre imprenditorialità, avere risorse e competenze specifiche, maturare consapevolezza, con un know how che va nesso a valore”. Ed ha citato il caso di alcune aziende leader.

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