Per i giovani modesta fiducia nelle istituzioni, più affidamento per ricerca scientifica e volontariato

Presentato il Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo alla Cattolica in occasione della 93 Giornata dell’Ateneo

“I giovani hanno modesta fiducia nelle istituzioni soprattutto politiche, si fidano invece di ricerca scientifica e volontariato e sono consapevoli che investire in formazione offre più possibilità. In questo senso il ruolo dell’Università è dunque fondamentale”. Queste alcune dei più significativi punti di vista emersi nell’ultimo rapporto giovani stilato dall’Istituto Toniolo, presentato dal prof. Pierpaolo Triani in occasione del convegno dedicato ad "Innovazione 4.0: una sfida per le nuove generazioni e le imprese. Quale ruolo per l'Università?" svoltosi in occasione della 93° giornata dell’Università del S. Cuore. L’incontro stato aperto dal Rettore Franco Anelli che ha ribadito come l’Università sia non solo luogo di formazione ma anche contesto di una istituzione presente nella società anche tramite “Alumni”, community creata con l’intento di sviluppare occasioni di confronto e di socializzazione tra gli ex allievi attraverso lo sviluppo di un network professionale e la condivisione di conoscenze e di esperienze di successo. “Oggi- ha ribadito Anelli- in un mondo di conoscenze che cambiano con estrema rapidità, compito principale dell’università è quello di offrire un metodo e di essere luogo di formazione permanente in stretta collaborazione con il mondo del lavoro”.

A parere di Anelli la quarta rivoluzione industriale (4.0) presenta non solo una dimensione economica cui bisogna prepararsi, università comprese, ma presuppone un tasso di conoscenze sempre più elevate, ma ancor prima presuppone capacità di apprendimento, di adattamento delle conoscenze e dei metodi ad una evoluzione costante. Un tempo si poteva credere che le conoscenze apprese nella fase degli studi e della formazione professionale potevano, con qualche aggiornamento, durare tutta la vita. Oggi si è di fronte ad costante cambiamento, le conoscenze vanno accresciute e rivoluzionate con una frequenza sempre crescente. Lo scopo delle università è di dare alle persone capacità di apprendere e anche di accompagnarle, dare insomma un metodo”.

Concetti condivisi dal prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi che ha ribadito il forte legame dell’Università con il territorio, la necessità di essere fonte di innovazione; “la relazione con i suoi laureati è una ricchezza reciproca”. Il convegno coordinato dalla giornalista Paola Romanini, è proseguito con la relazione di Pierpaolo Triani, profilo dei giovani tra i 19 e i 30 anni, che concerne diversi temi. Il rapporto Toniolo per il 2017 si concentra soprattutto sulla transizione tra l’adolescenza e l’età adulta e alcuni dati particolarmente interessanti riguardano il ruolo formativo della scuola da dove emerge con chiarezza che i giovani desiderano un sempre maggior collegamento con il mondo del lavoro, ovvero maggior sinergia tra formazione teorica pratica.

Un altro punto importante che risulta è il rapporto tra la formazione e la fiducia nelle istituzioni e alla partecipazione che cresce con il tasso di scolarità. Ma anche l’appartenenza sociale ha un ruolo non marginale nella scolarizzazione” Giacomo D’Arrigo, Direttore Generale Agenzia Nazionale Giovani ha detto che il nuovo Erasmus + il nuovo programma di mobilità dell'Unione Europea per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport per il periodo 2014-2020, che ha sostituito, raggruppandoli sotto un unico nome, tutti i programmi di mobilità dell'UE.

“Il precedente Erasmus- ha detto- ha mobilitato il 30 anni 9 milioni di persone; il nuovo, con un budget di 14 milioni di Euro guarda più alla fascia anagrafica che al percorso di studi per far acquisire competenze di cui non sono responsabili scuola ed università”. Un’iniziativa che si rivolge dunque ad una pluralità di soggetti, con diverse modalità che comportano tempi, prerequisiti e finalità diverse: la mobilità ai fini di studio e la la mobilità ai fini di traineeship (KA2, ovvero “cooperazione per l’innovazione e per le buone pratiche”).

“Questa 4.0 – ha chiarito poi Antonella Sciarrone Alibrandi - è una sfida molto importante che soprattutto il nostro tessuto di piccola – media impresa, non può perdere, rispetto al quale l’università può svolgere un ruolo importante. Oggi presentiamo due storie, due modi concreti che mettono in evidenza come l’università possa aiutare in modo concreto le imprese. Una riguarda il rapporto che dura da diversi anni di formazione avanzata con il gruppo Credit Agricole, l’altra riguarda una start up nata qui, in Cattolica a Piacenza, all’interno della facoltà di Scienze Agrarie e che ha acquistato una importanza notevole, svincolandosi dalla realtà universitaria”. Cesare Cucci e Marina Elli, entrambi laureati Cattolica, hanno presentato le loro significative esperienze.

E’ seguita l’assegnazione delle borse di studio a Pier Luigi Bisaschi premiato da parte del Presidente dell’Inner Wheel. A Fabio Scaglia premiato dal Presidente del Rotary Piacenza. A Chiara Piantelli premiata dal Presidente del Rotary Piacenza Farnese. Cristina Anselmi premiata da parte del Presidente del Rotary Cortemaggiore Pallavicino.

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